Condividi

Banner FIRSTonline

Borsa oggi 5 ottobre: Parigi e Madrid osservate speciali. A Milano focus sul risiko, corre Unipol e sprofonda Mediobanca

Borse europee contrastate, preda dell’incertezza politica che divampa in Francia e Spagna. Milano fa sali e scendi. Rendimenti e spread alti, ma lontani dai massimi

Borsa oggi 5 ottobre: Parigi e Madrid osservate speciali. A Milano focus sul risiko, corre Unipol e sprofonda Mediobanca

Gli occhi dei mercati sono puntati su Parigi e Madrid. La prima cede l’1%, preda dei timori sul deficit pubblico e sui possibili esiti delle prossime elezioni politiche. La seconda avanza dello 0,56% dopo che questa mattina il premier Pedro Sanchez ha convocato elezioni anticipate per il 29 novembre. Le altre piazze provano a prendere le misure: Francoforte (-0,1%) è poco sotto la parità, Amsterdam avanza dello 0,2%, Londra dello 0,17%. A Milano, dove l’attenzione è tutta sul risiko bancario dopo l’aut aut di Intesa ai soci di Mps e la presa di posizione di Delfin in favore di Ca’de Sass, il Ftse Mib fa sali e scendi e al momento segna -0,1% a 50.414 punti.

Si raffredda lo spread 

Nel frattempo resta alta la tensione sui titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund viaggia a 117 punti base, lontano dai 130 punti toccati venerdì, con il rendimento sul decennale italiano benchmark che scende al 4,62% e quello sul pari scadenza tedesco che si attesta al 3,44%. Continua a salire il tasso dell’Oat a 10 anni, che arriva a quota 4,90%, mentre lo spread tra titoli francesi e tedeschi si attesta a 144 punti base. Il rendimento del Bonos 10 spagnolo aumenta dal 4,06 al 4,08% dopo l’annuncio di Sanchez, mentre il differenziale di rendimento con il Bund è stabile a 64 punti base. 

Oltreoceano, Treasury decennale americano rende il 5,26%, sotto i massimi della scorsa settimana quando ha superato la soglia del 5,3%, ma comunque a livelli preoccupanti. Continua l’attenzione sul Medio Oriente dopo che gli Houthi hanno attaccato impianti di Saudi Aramco e Riad ha già annunciato nuove offensive in Yemen. 

A Milano domina il risiko bancario

In questo contesto a Milano gli occhi degli investitori sono tutti sulle banche, dopo il rilancio di Intesa Sanpaolo (+0,58%) su Mps (+1,15%) e l’impegno di Delfin, primo azionista di Rocca Salimbeni, ad aderire all’offerta di Ca’ de Sass. Il tutto a una condizione: che gli azionisti di Siena il prossimo 29 ottobre boccino le ops su Banco Bpm (-0,3%), Banca Generali, in parità, ma anche la  distribuzione ai soci di 4 miliardi tra contanti e azioni Generali (+0,2%). Coinvolta anche Mediobanca, in profondo rosso (-5%), dopo che l’istituto guidato da Carlo Messina ha chiesto ai soci di Siena di bocciare anche la fusione tra Mps e Piazzetta Cuccia, ritenendo preferibile realizzare l’integrazione solo a valle della chiusura dell’offerta. Il piano di Intesa prevede infine la cessione di metà della rete Mps (oltre alla sede e al marchio) a Unipol, maglia rosa con un rialzo del 4,27%, che la fonderà con Bper (+1,3%).

Fuori dal comparto bancario, continua il mini rimbalzo di Stellantis (+2,1%) dopo un settembre nero (-18%). Positive Avio (+2%) e Amplifon (+1,64%). Ben impostati i petroliferi, con Tenaris che avanza dell’1,25% ed Eni che sale dello 0,97%). Sul fronte delle vendite, viaggiano pesanti Prysmian (-2,2%), Telecom Italia e Snam, queste ultime in ribasso dell’1,4%:

Nel resto del listino, Trevi scatta a +5,8% allineandosi al nuovo prezzo dell’Opa di WeBuild, rivisto al rialzo dopo l’acquisto del 13,9% del capitale.

Stabile il petrolio, va giù l’euro

Viaggia sostanzialmente stabile il petrolio: il Brent è a quota 102 dollari al barile, stesso livello della vigilia, mentre il Wti cede mezzo punto percentuale sopra i 90 dollari. Invariato anche il gas che ad Amsterdam resta a 74 euro al megawattora.

Sul valutario l’euro torna a quota 1,12 dollari dopo essere sceso ai minimi dal 2025. Se la moneta unica ha perso terreno a causa dell’incertezza francese, il biglietto verde si è rafforzato venerdì scorso, dopo la pubblicazione del rapporto sul mercato del lavoro, inaspettatamente debole, che però depone a favore dell’ipotesi che la Federal Reserve non alzerà il costo del denaro nella prossima riunione di ottobre

Commenta