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Tim, azioni di risparmio: due proposte puntano a cambiare i conguagli di conversione. L’azienda: “Non coerenti”

Due piccoli azionisti di Tim propongono conguagli diversi per la conversione delle azioni di risparmio, ma l’azienda li giudica “non coerenti” con l’operazione approvata dal Cda. La scelta finale sarà decisa dall’assemblea del 28 gennaio

Tim, azioni di risparmio: due proposte puntano a cambiare i conguagli di conversione. L’azienda: “Non coerenti”

In vista dell’assemblea straordinaria degli azionisti di Tim del 28 gennaio 2026, due piccoli azionisti hanno avanzato proposte per modificare i termini economici della conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, senza mettere in discussione la finalità dell’operazione. La prima proposta è stata avanzata da D&C Governance Technologies, boutique di consulenza in corporate governance titolare di cinque azioni ordinarie di Tim, mentre la seconda proviene dall’azionista individualeMichele Petrera, residente a Brescia. Entrambe le iniziative restano all’interno del piano del Consiglio di amministrazione, che propone 0,12 euro per ciascuna azione di risparmio oggetto di conversione facoltativa e 0,04 euro per ciascuna azione oggetto di conversione obbligatoria.

La proposta di D&C Governance Technologies Srl

La società di consulenza che fa riferimento a Gianfranco D’Atri, un altro piccolo azionista di Tim, ha depositato una proposta individuale chiedendo di equiparare il conguaglio in denaro tra la conversione volontaria e quella obbligatoria, portandolo a 0,12 euro per ciascuna azione. 

D&C Governance motiva la richiesta evidenziando che il conguaglio di 0,04 euro nella conversione obbligatoria non compensa la perdita dei privilegi patrimoniali degli azionisti di risparmio, come il dividendo minimo privilegiato stimato a 0,0825 euro da Tim. L’obiettivo della proposta è quindi garantire almeno un’equivalenza tra le due forme di conversione, evitando squilibri economici tra gli azionisti. Tim ha giudicato la proposta “non coerente” con l’operazione.

La proposta dell’azionista Michele Petrera

Parallelamente, Michele Petrera, azionista individuale residente a Brescia, ha depositato una proposta più “corposa”, chiedendo un conguaglio più alto per entrambe le modalità di conversione: 0,19 euro per la conversione volontaria e 0,11 euro per quella obbligatoria.

Petrera sostiene che il conguaglio stabilito dal Cda non valorizza adeguatamente il diritto al dividendo minimo privilegiato e non tiene sufficientemente conto degli effetti della riduzione del capitale sociale sul valore patrimoniale delle azioni di risparmio. La proposta punta a garantire una monetizzazione più equa dei privilegi soppressi, riflettendo meglio l’impatto economico complessivo della conversione e la perdita dei diritti patrimoniali strutturali.

Da parte sua, Tim ha dichiarato che la proposta di Petrera “non è coerente con l’operazione complessiva che il consiglio di amministrazione ha sottoposto all’approvazione dei soci” e si è riservata di rendere note prossimamente eventuali ulteriori valutazioni in merito.

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