Una scintilla dopo l’altra per la Tim di Pietro Labriola che oggi si presenta in Borsa con più di una novità. La sorpresa dell’ultima ora è la proposta avanzata ieri sera dal cda della società telefonica di convertire le azioni di risparmio in ordinarie. La proposta, lungamente agognata dagli azionisti di risparmio, è ovviamente rivolta ai soci e per questo il cda ha convocato per il prossimo 28 gennaio le assemblee ordinaria, straordinari e speciale per decidere al riguardo. Contestualmente è stata proposta anche la riduzione del capitale sociale a 6 miliardi di euro.
La conversione delle azioni di risparmio, di cui si fa un uso sempre più ridotto, è una vecchia storia che dura dalla fine degli anni ’90 e fu oggetto di riflessione perfino nella sciagurata scalata a debito di Telecom Italia della fine del secolo scorso. Poi è tornata alla ribalta in più occasioni ma senza mai concretarsi. Stavolta forse è la volta buona.
Ma la sorpresona della conversione delle risparmio è solo la seconda novità degli ultimissimi giorni, considerando che sul finire della scorsa settimana la Cassazione ha definitivamente riconosciuto a Tim il diritto a ricevere dal Governo un miliardo di euro per il canone di concessione del 1998
