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Telecom Italia-sindacati: accordo su 4.500 esuberi

L’intesa, firmata nella notte dopo una trattativa fiume, prevede un piano di prepensionamenti, riqualificazioni e internalizzazioni – L’azienda ha accolto la richiesta dei sindacati di utilizzare i contratti di solidarietà per 29.500 lavoratori al posto della cassa integrazione straordinaria

Telecom Italia-sindacati: accordo su 4.500 esuberi

Dopo una trattativa fiume, Telecom Italia e i sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno firmato questa notte un accordo per la gestione di 4.500 esuberi. Decisiva la mediazione del governo, iniziata al ministero del Lavoro intorno a mezzogiorno di ieri.

L’azienda ha accolto la richiesta dei sindacati di utilizzare i contratti di solidarietà per 29.500 lavoratori al posto della cassa integrazione straordinaria. Il contratto di solidarietà non si applicherà ai 14 mila lavoratori della rete, alla cui separazione legale l’Agcom ha dato un primo via libera.

Sul fronte esuberi, l’intesa prevede inoltre l’utilizzo dei prepensionamenti previsti dell’articolo 4 della legge Fornero. Quest’anno potranno essere prepensionati i lavoratori che avevano presentato istanza con l’accordo sottoscritto nel 2015, mentre nel 2019 toccherà a chi matura il diritto alla pensione entro il 31 maggio 2024. L’anno successivo sarà la volta dei lavoratori che maturano il diritto alla pensione entro il 31 dicembre 2025.

Per riassorbire gli esuberi sono previste anche riqualificazioni e internalizzazioni.

Telecom si è detta anche disponibile a riaprire da settembre la contrattazione di secondo livello, che era stata disdettata in passato dall’azienda stessa per adottare un regolamento unilaterale.

A questo punto l’accordo sottoscritto con i sindacati sarà sottoposto alla consultazione dei lavoratori.

L’accordo di stanotte è arrivato dopo un lungo braccio di ferro, nell’ultimo giorno utile previsto dalla procedura. A gennaio Tim aveva presentato ai sindacati un piano di ristrutturazione del personale che, a fronte di migliaia di esuberi, proponeva 6.500 uscite volontarie (tra prepensionamenti e incentivi), 3.500 riqualificazioni e 2mila assunzioni da finanziare con la solidarietà espansiva. I sindacati si sono opposti, contestando soprattutto l’uso della solidarietà, strumento che non prevedeva un termine di applicazione, e a marzo l’azienda aveva proposto l’ipotesi della cigs. Dopo una serie di incontri al Ministero, con la mediazione dunque del governo, si è arrivati all’intesa di stanotte.

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