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Stellantis richiama 700mila auto ibride, ma il titolo corre in Borsa spinto dai dati sulle immatricolazioni

Nonostante il richiamo di 700mila auto ibride per rischio incendio, il titolo Stellantis sale a Piazza Affari (oltre +2,5%) sostenuto dai dati sulle immatricolazioni: 57.662 a marzo (+10,3%) e 157.780 nel trimestre (+16,2%), oltre alle indiscrezioni su sviluppi in Canada

Stellantis richiama 700mila auto ibride, ma il titolo corre in Borsa spinto dai dati sulle immatricolazioni

Stellantis richiama 700mila auto ibride per un potenziale rischio di incendio, in un’operazione precauzionale che coinvolge diversi modelli dei marchi Peugeot, Citroën, Fiat, Alfa Romeo e Jeep prodotti tra il 2023 e il 2026. In Europa il richiamo interessa oltre 50mila veicoli in Germania e circa 212mila in Francia, con 36 episodi segnalati a livello globale, tra cui alcuni casi di principio di incendio. Nonostante ciò, il titolo sale a Piazza Affari (oltre il 2,5%), sostenuto dai dati positivi sulle immatricolazioni e dalle indiscrezioni su nuovi sviluppi industriali in Canada. Secondo Bloomberg il colosso italo-francese starebbe valutando insieme al partner cinese Leapmotor la produzione di veicoli elettrici in Canada, anche attraverso l’utilizzo di uno stabilimento inattivo in Ontario, nell’ambito di una possibile joint venture ancora in fase preliminare.

Stellantis richiama 700mila auto ibride: perché e quali modelli

Secondo quanto comunicato, il problema riguarda un possibile disallineamento tra alcuni componenti nel vano motore, in particolare tra il tubo del filtro antiparticolato benzina e il sistema di avviamento a cinghia a 48 volt. In determinate condizioni, soprattutto in presenza di umidità, questo può favorire infiltrazioni d’acqua e la possibile formazione di un arco elettrico, con conseguente surriscaldamento e, nei casi più critici, rischio di incendio.

Tra i modelli interessati figurano alcune vetture diffuse nel segmento delle utilitarie e dei Suv compatti, come Peugeot 208 e Peugeot 2008, oltre a modelli come Citroën C3, Citroën C4 e Citroën C3 Aircross. Il richiamo comprende anche la Fiat Grande Panda, l’Alfa Romeo Junior e la Jeep Avenger.

Stellantis ha fatto sapere che i veicoli interessati verranno sottoposti a una verifica in officina e, se necessario, a un intervento correttivo. L’operazione, secondo quanto indicato, richiede circa 30 minuti ed è gratuita. I proprietari dei veicoli coinvolti verranno contattati direttamente per fissare un appuntamento presso la rete di assistenza.

Stellantis: dati sulle immatricolazioni spingono il titolo a Piazza Affari

Sul fronte industriale, Stellantis ha comunicato risultati solidi per le immatricolazioni: a marzo il gruppo ha registrato 57.662 vetture immatricolate, in crescita del 10,3% rispetto alle 52.269 unità dello stesso mese del 2025, superando il ritmo del mercato nel suo complesso (+7,6%). In Italia la quota di mercato ha raggiunto il 31,1% (dal 30,3% di marzo 2025), mentre nel primo trimestre 2026 Stellantis ha totalizzato 157.780 immatricolazioni, in aumento del 16,2% su base annua e con una quota salita al 32,5% (dal 30,6%). Nel periodo gennaio-marzo, il gruppo ha così sovraperformato il mercato globale (+9,2%), con segnali positivi soprattutto in Nord America (+5%) e nei mercati europei già noti, dove la crescita è stimata intorno al 3%. In particolare, negli Stati Uniti il miglioramento è trainato dal marchio Ram (+20%), con i pick-up in aumento del 25% e Jeep in crescita del 4%, mentre in Europa i nuovi modelli stanno contribuendo ai volumi, pur in un contesto ancora debole sul mix di prodotto, soprattutto in Francia, dove il gruppo continua a sottoperformare.

Stellantis guarda al Canada: possibile produzione di auto Leapmotor a Brampton

Secondo quanto riportato da Bloomberg, il progetto è ancora in fase preliminare e rientra nell’espansione della joint venture Leapmotor International, di cui Stellantis detiene il 20%. L’obiettivo sarebbe quello di rafforzare la presenza del gruppo cinese nei mercati occidentali, sfruttando una base produttiva nordamericana.

L’eventuale riattivazione del sito di Brampton, che impiega circa 3.000 lavoratori ed era inizialmente destinato a un Suv Jeep poi mai realizzato, si inserisce in un contesto di tensioni industriali e geopolitiche. Il governo canadese, guidato dal ministro dell’Industria Mélanie Joly, punta infatti a garantire condizioni stringenti su lavoro, sicurezza e integrazione della filiera locale.

Resta però forte l’incertezza legata ai rapporti commerciali internazionali. Gli Stati Uniti hanno già espresso contrarietà all’utilizzo del Canada come “porta d’ingresso” per veicoli cinesi, minacciando possibili dazi e restrizioni fino al 100% su prodotti considerati sensibili. Un nodo cruciale riguarda anche le nuove regole americane sui veicoli connessi e sulle tecnologie di origine cinese o russa. Allo stesso tempo, il progetto si inserisce in un quadro di apertura tra Canada e Cina, dopo l’accordo politico tra il premier Mark Carney e il presidente Xi Jinping, che punta a facilitare gli investimenti e ridurre i dazi nel settore elettrico. Stellantis ha comunque precisato che “tutte le opzioni sono sul tavolo” per il sito di Brampton, confermando il dialogo con le autorità canadesi e l’intenzione di valutare investimenti sostenibili nel lungo periodo.

Ultimo aggiornamento giovedì 2 aprile 2026 alle ore 11:30

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