Condividi

Russia: default evitato secondo Mosca, ma sui pagamenti si apre un giallo internazionale

La Russia sostiene di aver pagato le cedole in scadenza e che ora spetta ai Paesi occidentali girare i fondi agli obbligazionisti – Ci sono 30 giorni per chiarire la situazione

Russia: default evitato secondo Mosca, ma sui pagamenti si apre un giallo internazionale

Russia: default scampato, almeno per ora. Il ministero delle Finanze di Mosca ha fatto sapere in una nota che lunedì sono state pagate le cedole di due titoli di Stato in dollari scadute il 16 marzo, per un totale di 117,2 milioni di dollari. La data era stata indicata da vari media internazionali come quella potenzialmente decisiva per il default della Russia.

In realtà, alcuni aspetti della questione rimangono da chiarire. In un’intervista alla rete televisiva statale Russia Today, il ministro russo delle Finanze, Anton Siluanov, ha specificato che lunedì scorso Mosca ha ordinato di eseguire l’ordine di pagamento delle cedole, ma spetta ai Paesi occidentali, soprattutto agli Stati Uniti, ritirare i fondi dai conti in valuta estera congelati e rimborsare gli obbligazionisti.

La possibilità o l’impossibilità di completare il pagamento in valuta estera non dipende da noi – ha continuato Siluanov – Noi abbiamo il denaro, abbiamo effettuato il pagamento e ora la palla è nell’altro campo; in particolare, in quello delle autorità Usa”.

Il ministro russo ha detto che i soldi sono stati versati sul conto in divisa estera accesso presso la banca statunitense Citibank, ma che al momento non è arrivata conferma che la transazione sia stata eseguita.

Russia: default non prima del 15 aprile

In ogni caso, l’eventuale bancarotta non sarebbe imminente: i due bond (con scadenze 2023 e 2043) hanno un periodo di grazia di 30 giorni; quindi, se il pagamento non andasse a buon fine entro questo periodo, la dichiarazione di default da parte dei creditori potrebbe arrivare il 15 aprile.

Perché la Russia rischia il default

Le sanzioni per la guerra in Ucraina hanno tagliato la Russia dal sistema finanziario globale e bloccato la maggior parte delle sue riserve di oro e valuta estera. Il pagamento delle cedole sui due bond scadute mercoledì è solo il primo banco di prova sulle capacità di Mosca di onorare i suoi obblighi di debito estero da quando sono state imposte le sanzioni occidentali. Altri 615 milioni di dollari arriveranno a scadenza entro questo mese, mentre il 4 aprile andrà rimborsata un’obbligazione da due miliardi di dollari.

Le riserve di valuta estera congelate per metà

Siluanov ha detto più volte che senza l’accesso alle riserve estere – pari a 640 miliardi di dollari, ma per metà congelate dalle sanzioni – la Russia sarà costretta a pagare in rubli.

Secondo le agenzie di rating americane Fitch e S&P, pagare in qualsiasi valuta diversa dal dollaro entro i 30 giorni del periodo di grazia sarebbe da considerare un default.

Per Russia Today, invece, dato che il rapporto fra il Pil russo (1.650 miliardi di dollari) e il debito estero (478,2 miliardi di dollari) non supera il 25%, “il Paese è finanziariamente stabile, il che supporta la precedente dichiarazione di Siluanov secondo cui l’Occidente sta cercando di trascinare la Russia in un default artificiale”.

Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha affermato che la Russia ha “tutti i mezzi necessari” per evitare un default. “Qualsiasi inadempienza che potrebbe verificarsi sarebbe di natura puramente artificiale”, ha detto Peskov ai giornalisti.

Commenta