Investitori britannici in stato d’allerta alla riapertura dei mercati, mentre nel Regno Unito la premiership di Keir Starmer è sempre più in bilico a causa della crisi innescata dal caso Mandelson. I nuovi “Epstein Files” diffusi la settimana scorsa hanno rivelato ulteriori dettagli sui rapporti tra Jeffrey Epstein e l’ex ambasciatore negli Stati Uniti che, oltre ad aver ricevuto denaro, potrebbe aver rivelato al finanziere pedofilo morto nel 2019 informazioni riservate legate alla propria attività politica.
E così, mentre il primo ministro tenta faticosamente di restare a galla, il terremoto politico arrivato da Washington fa le sua prime, illustri, vittime politiche. Domenica si è dimesso il potentissimo capo di gabinetto Morgan McSweeney, che si è assunto la “piena responsabilità” per aver consigliato a Starmer di nominare Mandelson. Lunedì mattina a lasciare il suo incarico è stato il capo della comunicazione Tim Allan. Due addii che, secondo molti osservatori, potrebbero ulteriormente indebolire Starmer, che però in un messaggio inviato allo staff del n.10 di Downing Street ribadisce l’intenzione di rimanere ancorato al suo posto: “Il Governo va avanti con fiducia”, scrive.
La reazione dei mercati: volano i rendimenti dei gilt, giù la sterlina
Ai mercati, si sa, l’incertezza politica piace poco. E oggi, alla riapertura di lunedì, si intravedono già le prime conseguenze, con i gilt che scendono e i rendimenti che si impennano su tutta la curva. I tassi dei titoli di Stato britannici a 10 anni sono saliti di quattro punti base al 4,56%, restando vicini ai livelli più alti da novembre, mentre quelli sui gilt a 30 anni sono arrivati al 5,38% (+0,8%). I costi di finanziamento del Regno Unito aumentano anche sulle scadenze più corte, con il rendimento delgilt a 2 anni al 3,65% e quello sui 5 anni al 3,93%.
Mentre l’azionario rimane debole, con il Ftse100 di Londra che segna -0,15%, reagisce anche la sterlina che, pur restando sostanzialmente invariata a quota 1,36 dollari, perde lo 0,3% contro la moneta unica, scambiando a 0,8703 euro, vicino ai minimi da oltre due settimane. La valuta britannica, tra l’altro, era già scesa di parecchio la scorsa settimana, quando ai dubbi sulla stabilità del governo Starmer si era aggiunta la spaccatura interna al board della Bank of England che ha deciso – con un solo, sorprendente, voto di scarto di tenere fermi i tassi d’interesse, lasciando presagire ai mercati che nelle prossime riunioni potrebbe andare diversamente.
“Gli investitori tendono a reagire negativamente alla prospettiva che Starmer o la cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves lascino i loro incarichi, per il timore che possano essere sostituiti da colleghi meno impegnati nel rigore fiscale”, commenta Bloomberg, mentre in un’intervista a Sky News, l’ex Segretario al Lavoro e alle Pensioni, Pat McFadden dice “Non fa bene al Paese cambiare primo ministro ogni 18 mesi o due anni. Questo porta caos e incertezza sul piano economico, politico e reputazionale a livello globale”.
In questo contesto, le aste di gilt nelle ultime settimane hanno mostrato livelli di domanda ancora molto forti e adesso l’attenzione degli investitori si rivolge verso la vendita di un gilt quinquennale prevista per martedì, diventata un vero e proprio test. Attesa anche per i dati sulla crescita economica, che saranno pubblicati giovedì.
Prima McSweeney poi Allan: Starmer “perde pezzi”
Già nel 2024, la nomina di Peter Mandelson aveva destato parecchio scalpore, ricevendo molte critiche per i rapporti che l’ex ministro e veterano del partito laburista aveva avuto con Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo, morto suicida in carcere nel 2019. A questo si era aggiunto il fatto che l’incarico di solito viene assegnato a un diplomatico di carriera e non a un politico.
Lo scorso settembre, dopo che la prima pubblicazione degli “Epstein Files” aveva rivelato quanto fossero stretti i legami tra l’ex ambasciatore a Washington e il finanziere Usa, Starmer aveva deciso di licenziarlo, ma la situazione è deflagrata nell’ultima settimana. Dai documenti desecretati dal dipartimento della Giustizia statunitense il 30 gennaio, è emerso infatti che Mandelson, oltre ad aver ricevuto migliaia di dollari da Epstein, tra il 2009 e il 2010, quando era ministro, gli avrebbe svelato informazioni riservate legate alla propria attività politica. Rivelazioni sulle quali Scotland Yard ha aperto un’indagine e che hanno investito in pieno il governo laburista.
Morgan McSweeney, fino a ieri capo di gabinetto e braccio destro di Starmer, considerato l’artefice del trionfo laburista alle elezioni del 2024, è stato indicato dai media britannici come colui che nel 2024 aveva spinto per la nomina di Mandelson ad ambasciatore negli Stati Uniti, il ruolo più importante per la diplomazia britannica. “Dopo un’attenta riflessione, ho deciso di dimettermi dal governo. La decisione di nominare Peter Mandelson è stata sbagliata. Ha danneggiato il nostro partito, il nostro Paese e la fiducia nella politica stessa”, ha affermato McSweeney – che i giornali britannici descrivono come una sorta di figlioccio politico dell’ex ambasciatore – nel comunicato con cui ha annunciato le sue dimissioni.
A 24 ore di distanza è arrivato anche il passo indietro di Tim Allan, direttore delle comunicazioni di Downing Street, che nella mattinata di lunedì ha annunciato l’addio. Allan, al fianco di Tony Blair dal 1992 al 1998 e fondatore dell’agenzia di comunicazione Portland, aveva assunto l’incarico nel settembre 2025. Con le sue dimissioni, salgono a quattro i direttori delle Comunicazioni che hanno lasciato Downing Street durante la premiership di Starmer.
Starmer sempre più debole. E i rischi non sono finiti
“La decisione del suo consigliere più fidato di farsi da parte potrebbe concedere a Starmer un po’ di tempo, ma i segnali di diffuso malcontento tra i deputati, aggravati da risultati catastrofici nei sondaggi, stanno creando l’impressione che i suoi giorni siano contati”, ha detto aReuters Benjamin Picton, senior market strategist di Rabobank
Anche se il primo ministro britannico dovesse riuscire a sopravvivere al caso Mandelson, i problemi per lui non sarebbero finiti qui. Anzi. Gli occhi del Regno Unito sono già puntati sull’elezione suppletiva del 26 febbraio a Gorton e Denton, un collegio che dovrebbe essere una roccaforte laburista ma dove Verdi e Reform UK si stanno ora contendendo il primo posto. Poco più di due mesi dopo si terrà una tornata più ampia di elezioni locali, nelle quali i sondaggi suggeriscono che il Partito Laburista perderà un numero significativo di seggi. Potrebbe essere quello il momento della resa dei conti, sempre che nel frattempo Starmer sia ancora in sella.