Scorporare le attività legate agli pneumatici intelligenti Cyber Tyre e trasferirle in una nuova società senza la presenza cinese. Questa sarebbe la mossa proposta da China National Tire & Rubber Corporation (Cnrc), controllata di Sinochem e primo azionista di Pirelli con il 34,1%, per aggirare l’ostacolo delle nuove regole statunitensi sui veicoli connessi.
La normativa Usa, infatti, vieta la vendita o l’importazione di veicoli che utilizzano hardware o software di aziende legate a Paesi “sensibili” come Cina e Russia. Una stretta che potrebbe tagliare fuori Pirelli da un mercato cruciale, che vale circa il 20% dei ricavi, e dove il Cyber Tyre è considerato un asset strategico. Il tempo per trovare una soluzione è però limitato: a metà marzo entrerà in vigore il divieto Usa, rendendo urgente una decisione.
Pirelli, la proposta di Sinochem: scorporare le attività
Per risolvere sia il nodo della governance sia le criticità regolamentari americane, Cnrc sostiene di aver presentato “una soluzione strutturata e sostenuta da solide motivazioni, basata su strumenti societari tipici e in linea con le migliori prassi internazionali”. La proposta prevede la segregazione delle attività soggette alla normativa Usa in una controllata al 100% di Pirelli, guidata da manager espressione di Camfin. Una soluzione come quella utilizzata da Tik Tok.
Cnrc ha definito la proposta “costruttiva” e ha assicurato la piena disponibilità al dialogo con le controparti. Non è chiaro, però, se un’operazione del genere basterebbe a garantire la conformità dei Cyber Tyre con la legge americana.
Pirelli: la bocciatura di Camfin e Tronchetti Provera
Netta la posizione di Camfin, secondo azionista della Bicocca con il 25,3%, che ha respinto la proposta cinese. Secondo la holding guidata da Marco Tronchetti Provera, l’ipotesi avanzata da Cnrc “non risolve i problemi con gli Stati Uniti” e risulterebbe “pregiudizievole per il modello di business di Pirelli e per lo sviluppo tecnologico della società”. In più, “non permetterebbe in alcun caso di rispettare la normativa americana sui veicoli connessi”.
Camfin rivendica di aver presentato una proposta alternativa “nell’interesse della società e di tutti gli stakeholder”, in grado di garantire con certezza la conformità alle regole Usa, e conferma la disponibilità a valutare soluzioni condivise a tutela del mercato e della crescita del gruppo.
Patto parasociale e scenari futuri
La vicenda Pirelli si trascina dal 2023 e ora si è riaccesa con la decisione di Camfin di non rinnovare il patto parasociale con Sinochem, in scadenza a maggio. L’annuncio del 23 gennaio ha riaperto anche il fronte Golden Power: il governo dovrà riesaminare le misure di tutela già stabilite nel 2023 per garantire autonomia gestionale e protezione della tecnologia Cyber Tyre, con una prima ricognizione del Comitato Golden Power prevista già questa settimana a Palazzo Chigi, secondo Milano Finanza.
Aumenta la pressione anche per l’assemblea del 25 giugno: entro quella data i soci dovranno trovare una soluzione di governance compatibile con le norme Usa, perché le liste per il rinnovo del board devono essere presentate con largo anticipo. In caso di mancato accordo, Camfin e Sinochem potrebbero presentare liste diverse e modificare l’equilibrio del consiglio.
All’inizio di gennaio era emersa anche l’ipotesi di un’autosospensione dei diritti di voto da parte dei cinesi. In questo contesto, Cnrc ha nominato Bnp Paribas come advisor per valutare una possibile riduzione della partecipazione, la vendita di azioni o altre operazioni societarie utili a uscire dall’impasse. Se le parti non riusciranno a raggiungere un compromesso, l’ultima risorsa per il governo potrebbe essere la sospensione dei diritti di voto di Sinochem tramite i poteri speciali del Golden Power.
