In occasione delle Olimpiadi di Milano-Cortina, l’Area Studi Mediobanca presenta il report sull’industria degli sport invernali, analizzata a livello mondiale, europeo e italiano e ne approfondisce la mappa produttiva e le specializzazioni settoriali, soffermandosi in particolare sulle attrezzature sciistiche, il comparto prevalente. Sono esaminati i dati finanziari delle 55 maggiori multinazionali e delle 86 principali aziende italiane Sport&Outdoor, confrontate con quelle Winter Sports (30 nazionali). Il report è integrato dall’analisi della filiera manifatturiera degli sport invernali e delle loro discipline olimpiche.
L’Italia è il quinto esportatore mondiale di prodotti sportivi
L’Italia è il quinto esportatore mondiale di prodotti sportivi, con una quota del 3,8% dietro a Cina (30,6%), Vietnam (9,3%), Germania (5,5%) e Stati Uniti (4,4%). Negli articoli per sport invernali, il primato italiano è molto più evidente: il nostro Paese rappresenta l’11% delle esportazioni mondiali, collocandosi al terzo posto dietro all’Austria (17%) e alla Cina (13%). Almeno un prodotto winter sports su dieci esportati nel mondo è italiano, a conferma di una presenza robusta e consolidata a livello globale. Questo posizionamento riflette non solo l’ampiezza dell’offerta italiana negli articoli per sport invernali, ma anche la specializzazione qualitativa, dimostrando una capacità di competere soprattutto sul valore aggiunto.
Nel mercato delle attrezzature sciistiche, l’Italia detiene la leadership mondiale negli scarponi. Il distretto dello Sportsystem di Asolo-Montebelluna è considerato l’eccellenza mondiale per lo scarpone da sci e il più famoso distretto dello sport nel mondo: qui hanno sede i centri di ricerca e sviluppo della quasi totalità dei produttori mondiali di scarponi, oltre a tutti i fornitori di componenti e materiali tecnici. Ciò rende indispensabile, per chiunque produca scarponi da sci, avere una propria presenza in questo distretto, culla di ideazione, design, innovazione, progettazione e industrializzazione del prodotto e di tutto il know-how artigianale e tecnologico connesso allo scarpone.
Nel mercato delle attrezzature sciistiche, Tecnica Group, atto di nascita 1930, è il secondo produttore mondiale di scarponi da sci, con una quota del 22%, e il quinto di sci alpino, con l’11%. Nella Top10 dei produttori mondiali di scarponi, si collocano altre tre imprese a controllo italiano, tutte ubicate nel distretto dello Sportsystem, dove realizzano congiuntamente il 5% della produzione mondiale: Unimonteco (c/terzi), settima, Rocca Group (marchio Roxa), ottava, e Calzaturificio S.C.A.R.P.A., nona.
Il distretto dello Sportsystem è leader anche nel pattinaggio artistico: i pattini da ghiaccio di alta gamma vengono prodotti qui da aziende quali Edea e Rossignol Lange (marchio Risport Skates), rispettivamente al secondo e terzo posto nel mercato mondiale del pattinaggio artistico dietro alla canadese Jackson.
Nelle attrezzature snowboard, Core (più nota come Union Bindig Company), fondata nel 2004, è il quarto operatore mondiale, con una quota di mercato del 3,6%, e il secondo per vendite di attacchi dopo il leader statunitense Burton. Nel 2025 la Core, attraverso la Union Boot Division, ha inaugurato uno stabilimento a Montebelluna per la produzione di scarponi da snowboard a marchio proprio.
Tecnica e Core rappresentano anche casi di imprese italiane, di solito target dei gruppi internazionali, che hanno invece seguito il percorso inverso, rilevando realtà oltreconfine: Tecnica controlla marchi stranieri, come il tedesco Lowa (calzature outdoor), l’austriaco Blizzard (sci) e lo statunitense Rollerblade (pattini in linea), mentre Core detiene il brand di tavole da snowboard austriaco Capita. Si segnala inoltre la recente acquisizione, nel settembre 2025, da parte del Gruppo altoatesino HTI-High Technology Industries della statunitense HKD Snowmakers, specializzata nell’innevamento programmato.
Il mercato mondiale
Nel 2025 si conferma il trend in crescita per la Sport & Outdoor industry mondiale, a differenza del fashion system ancora in ridimensionamento: il giro d’affari delle multinazionali Sport & Outdoor si stima pari a 385 miliardi di euro (+3,2% sul 2024 rispetto al -2,6% per i big del lusso). Allargando l’arco temporale al periodo 2022-2025 l’industria dello sport è cresciuta a doppia cifra (+10,0%), con un tasso di sviluppo oltre il triplo di quello del fashion (+3,3%), resistendo alla volatilità economica, alle tensioni geopolitiche e all’evoluzione del comportamento dei consumatori. Il confine fra fashion e sport è però sempre più labile: le maison della moda si sono orientate anche verso il segmento dello sportswear tecnico di alta gamma.
L’incontro tra sport e lusso non è una tendenza passeggera, ma un cambiamento strutturale che combina il mondo fashion con quello sportivo, in un ibrido lusso-sport. Il giro d’affari della Winter Sports industry mondiale si stima pari a 13,5 miliardi di euro nel 2025, con aspettative di crescita per il 2026 al +6%. Il mercato comprende sia i prodotti c.d. softgoods (abbigliamento e calzature) sia l’attrezzatura sportiva invernale (winter sports equipment), a sua volta suddivisa in comparti che riflettono le principali discipline (sci, snowboard e altri sport prettamente invernali).
La crescita della Winter Sports industry è trainata dall’incremento delle attività outdoor (sci in particolare), inserite in un quadro più ampio di crescente attenzione al benessere fisico e mentale, sostenuto dalla purezza rivitalizzante dell’aria tipica degli ambienti montani, con l’Europa principale mercato per numero di comprensori e praticanti. Un ulteriore driver di espansione è rappresentato dall’innovazione tecnologica che continua a perfezionare sia l’abbigliamento che il mondo dell’attrezzatura sportiva, aumentando la sicurezza, riducendo il peso e migliorando comfort e prestazioni. Lo sviluppo degli impianti sciistici e di quelli per l’innevamento artificiale ha inoltre esteso l’accessibilità alle discipline invernali anche indoor, oltre le località e le stagioni tradizionali, introducendo i winter sports alle popolazioni urbane di nuove regioni.
Il valore del mercato delle attrezzature sciistiche, quello prevalente nell’ambito winter sports equipment, è stimato in 1,8 miliardi di euro nel 2025, con aspettative di crescita per il 2026 al +4%. Il giro d’affari è ripartito fra sette principali operatori: il Gruppo quotato finlandese Amer Sports, con il 27,2% dei ricavi aggregati, controllato dalla cinese ANTA Sports Products (che, pochi giorni fa, ha annunciato l’acquisto del 29% della tedesca Puma dalla holding francese Pinault Artemis), il Gruppo statunitense Elevate Outdoor Collective (19,2%), il francese Groupe Rossignol (14,6%), l’italiano Tecnica Group (11,1%), il Gruppo austriaco HTM (8,5%), quello sloveno Elan (6,8%) e l’altro operatore austriaco Fischer (6,6%), con il residuo 6,0% del giro d’affari sviluppato da altri player.
