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Nvidia, risultati record e previsioni stellari con l’IA: il colosso Usa dei chip supera ancora una volta le attese

Nvidia, conti record nel quarto trimestre con ricavi in crescita del 73% a 68 miliardi di dollari e utile netto quasi raddoppiato: i riflettori dei mercati globali guardano ormai al colosso tech come al barometro essenziale per misurare la reale entità della spesa in chip e infrastrutture legate all’IA. Previsioni stellari e reazione del mercato

Nvidia, risultati record e previsioni stellari con l’IA: il colosso Usa dei chip supera ancora una volta le attese

Nvidia, risultati e previsioni stellari. Il colosso americano dei chip chiude il quarto trimestre sopra le attese degli analisti. I ricavi sono saliti del 73% a 68,13 miliardi di dollari, oltre le previsioni del mercato che scommetteva su 65,91 miliardi. L’utile netto è invece balzato del 94% a 43,0 miliardi. In particolare, il margine lordo è salito significativamente al 75%, rispetto al 73,4% del trimestre precedente e al 73% dell’anno precedente. Migliori delle attese anche le stime per i primi tre mesi dell’esercizio fiscale, quando sono previsti ricavi per 76,44 e 79,56 miliardi, oltre i 72,78 miliardi a cui puntavano il mercato.

Nvidia: risultati record

Nvidia, dunque, ha pubblicato risultati trimestrali di grande successo che hanno superato le aspettative di Wall Street. Va detto, inoltre, che la domanda dei suoi chip di intelligenza artificiale non ha mostrato segni di raffreddamento. Di certo c’è che le cifre hanno inviato un segnale forte: lo sviluppo tecnologico dominato da Nvidia, alla base del boom globale dell’IA, è ancora in pieno svolgimento.

Nvidia, inoltre, ha chiuso l’anno fiscale 2026 con un utile di 120,067 miliardi di dollari, il 65% in più rispetto al precedente. L’azienda ha registrato un fatturato cumulativo di 215,938 miliardi di dollari, in aumento del 65% su base annua, ancora una volta con i data center come motore.

Nvidia: utile netto raddoppiato

Tornando al fatturato, va detto che l’azienda ora realizza oltre il 91% del fatturato dalla sua divisione data center, che ospita i suoi chip di intelligenza artificiale leader di mercato. L’utile netto, lo si diceva all’inizio, è quasi raddoppiato, passando da 22,1 miliardi di dollari, ovvero 89 centesimi ad azione, nello stesso trimestre dell’anno precedente, a 43 miliardi di dollari, ovvero 1,76 dollari ad azione: l’utile per azione, escluse le voci straordinarie – la metrica più attentamente monitorata dai mercati finanziari – si è attestato a 1,62 dollari, rispetto agli 1,51 dollari previsti dagli analisti, secondo un consensus compilato da FactSet.

Nvidia: il titolo sale in Borsa

E la reazione a caldo del mercato non si è fatta attendere: le azioni della più grande società quotata al mondo per capitalizzazione sono salite del 3,5% nel dopo Borsa Usa.

Nvidia tra appetiti del mercato e concorrenza

Nonostante l’intensificarsi della concorrenza – con l’emergere di Amd (si veda l’accordo da oltre 100 miliardi con Meta), così come di Google e Amazon, e di player più piccoli specializzati in compiti specifici – Nvidia rimane il barometro del settore dell’IA, considerato il miglior indicatore della sua traiettoria. Le sue unità di elaborazione grafica (Gpu) rimangono di gran lunga le più richieste.

Consapevole della crescente densità del mercato, ma anche dell’insaziabile appetito del settore per l’intelligenza artificiale e il cloud computing, Nvidia sta accelerando incessantemente lo sviluppo dei suoi prodotti. L’azienda ha avviato la produzione della sua ultima generazione di Gpu Rubin all’inizio di gennaio, meno di un anno dopo il lancio della versione precedente, la Blackwell. “La domanda di potenza di calcolo” necessaria per lo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa “sta crescendo in modo esponenziale”, ha dichiarato il ceo di Nvidia, Jensen Huang, citato nel comunicato stampa diramato dal colosso. “Il punto di svolta per gli agenti di intelligenza artificiale è arrivato”, ha continuato, riferendosi all’emergere di agenti, interfacce di IA in grado di eseguire autonomamente attività su richiesta.

Nvidia: previsioni stellari

E l’azienda con sede a Santa Clara, in California, non prevede che questo ritmo rallenti, come dimostrano le sue stime per il primo trimestre dell’anno fiscale, da febbraio ad aprile, con un fatturato di 78 miliardi di dollari, “più o meno il 2%”. Se questo obiettivo venisse raggiunto, si tratterebbe di una crescita annua del 77 per cento.

Nvidia: barometro per misurare la spesa in chip e infrastrutture IA

I riflettori dei mercati globali guardano ormai a Nvidia come al barometro essenziale per misurare la reale entità della spesa in chip e infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. Dai risultati e dalla guidance del colosso californiano dipendono indicazioni cruciali su ordini, capacità produttiva e tenuta dei prezzi degli acceleratori, i driver che oggi trainano la parte a maggior valore dell’intero comparto dei semiconduttori. L’industria globale dei chip, si legge nell’ultimo outlook di Deloitte, si avvia verso un record storico di 975 miliardi di dollari di vendite nel 2026, spinta da una crescita che accelererà al 26% dopo il +22% stimato per il 2025. Una progressione che rende plausibile il traguardo dei 2.000 miliardi di dollari annui entro il 2036.

Nvidia e il mercato cinese

In tale contesto, oltre alle dinamiche finanziarie, a guidare gli investimenti è l’imperativo geopolitico. Governi e istituzioni considerano ormai la proprietà intellettuale dei chip e la capacità produttiva di acceleratori IA come asset fondamentali per la sicurezza nazionale e la sovranità tecnologica. Gli Stati Uniti stanno cercando un equilibrio precario tra controlli sulle esportazioni e necessità commerciali: l’autorizzazione a Nvidia per la vendita di chip H200 a clienti selezionati in Cina in cambio di una royalty del 25% sulle vendite è l’esempio più recente.

In tutto ciò, Nvidia chiarisce di non aspettarsi alcun fatturato dal mercato cinese, nonostante l’approvazione del governo per la vendita dei suoi chip, che non sono i modelli più performanti della sua gamma. Tuttavia, secondo quanto riportato dai media, proprio le condizioni imposte avrebbero reso difficili le esportazioni, poiché le autorità cinesi intendono consentirne l’ingresso nel Paese solo in quantità molto limitate. Il vero desiderio di Pechino? Lo sviluppo della propria industria nazionale.

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