Piazzetta Cuccia “è sempre stata al centro dell’attenzione di Mps“, l’alleanza con la quale è da vedere come “progetto di trasformazione totale” della banca senese. Dunque ora tutte le forze sono concentrate su Mediobanca e alla crescita dei ricavi, senza licenziamenti o chiusure di filiali e la velocità è fondamentale. Invece il dossier Generali è guardato in un’ottica industriale e Banco Bpm è visto come tramite di collaborazione con Anima.
Lo ha detto il Ceo della banca senese, Luigi Lovaglio, in commissione di inchiesta sul sistema bancario, appena chiuso, mercoledì, l’incontro con i vertici di Mediobanca.
Il patron di Mps nel corso dell’intervento ha rivendicato la paternità e la logica industriale dell’operazione Mediobanca-Mps. si tratta di un’operazione “ampiamente” di mercato. L’alleanza con Piazzetta Cuccia – “non una fusione né un’integrazione” – mette insieme “due storici marchi della finanza italiana, distinti ma complementari, che saranno al servizio di imprese e famiglie”.
Lovaglio è stato il primo amministratore delegato di una banca ad aver accettato l’invito del presidente della commissione di inchiesta sul sistema bancario a Palazzo Madama, Pierantonio Zanettin, per far luce sul risiko bancario. “Stiamo vivendo un processo di consolidamento bancario e credo sia stato importante per Mps partecipare da protagonista a questo processo” ha detto Lovaglio.
Il piano e lo stretto rapporto con Giorgetti
Lovaglio ha raccontato in Senato l’iter del processo, avvenuto a stretto contatto con Giorgetti. “È una mia idea che presentai al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti tre anni fa, il 16 dicembre del 2022, con una slide che conteneva tre obiettivi: andare lentamente sul mercato, avviare una combinazione tra pari e lavorare a un progetto di trasformazione attraverso l’unione con Mediobanca”, ha detto rivolgendosi ai senatori. Tutto quindi era praticamente già pianificato, ma l’avvio del motore è statao dato dall’ops di Unicredit su Banco Bpm: “A quel punto Bper era al lavoro su Sondrio e noi non volevamo stare da soli”. Alla fine ha valutato l’operazione come “una delle operazioni più brillanti portata a termine del governo, in maniera trasparente, a beneficio del mercato”.
Rispondendo poi a una domanda relativa alla vulnerabilità legata alla presenza del Tesoro in Mps, Lovaglio ha risposto: “Siamo forse l’unica banca che ha una partecipazione statale ma non ritengo questo motivo di vulnerabilità. Credo che quest’ultima sia data da alcuni parametri e Mps ha il coefficiente patrimoniale più alto d’Europa. La vulnerabilità non necessariamente dipende dall’azionariato: abbiamo lo Stato, vero, ma come abbiamo tanti azionisti importanti. Credo che non ci sia nessun rischio di vulnerabilità bancaria”.
“I due marchi vantano un patrimonio straordinario”
Mps e Piazzetta Cuccia sono “due realtà distinte ed è proprio questo ciò che andrà a beneficio degli stakeholder: cittadini, imprese, azionisti. Mediobanca e Mps vantano un patrimonio straordinario e vogliamo coltivare questi due marchi, arricchirli e utilizzare al meglio il loro posizionamento. Il progetto non si basa né su chiusure di filari né su licenziamenti: mettiamo insieme le due forze e puntiamo sulla crescita dei ricavi. Saremo concentrati a espandere la nostra attività”. Si tratta di oltre 300 miliardi di risparmi e 6 milioni di clienti. “Potremmo fare investimenti: 170 milioni di euro messi insieme tra le due banche, tutti a servizi della nostra clientela” ha aggiunto.
Generali è vista in un’ottica industriale, Banco Bpm attraverso Anima
Inoltre Lovaglio ha chiarito la posizione di Mps rispetto agli altri giocatori del risiko banacario. Rispetto agli azionisti Delfin e Caltagirone ha detto che “Rocca Salimbeni non è controllata da due soggetti che hanno quote vicine al 27%” perché “quasi il 70% del capitale è in mano a fondi italiani e internazionali”.
Quanto a Generali Lovaglio si è tenuto largo: “Generali rappresenta una forma di reddito ed è quindi benvenuta nel nostro conto economico. Guardiamo a questo investimento con un’ottica industriale. La regola di casa di Mps è di generare un euro in più di valore per tutti gli stakeholder: che sono anche dipendenti e territorio. Se questo numeretto continua a crescere è irrilevante chi sono i principali azionisti che incasseranno questo dividendo”.
Quanto a Banco Bpm, il top manager ha risposto che è “un’ottima banca, con cui collaboriamo attraverso Anima, ma oggi noi siamo completamente focalizzati a portare avanti il progetto” con Mediobanca. La velocità, ha spiegato, “è un fattore determinante nel successo di queste operazioni, vogliamo realizzarlo a beneficio di tutti gli stakeholder, quindi il nostro focus oggi è portare a casa questa operazione”.
