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Mps, cda e comitato nomine al lavoro per la lista di candidati al nuovo board. Lovaglio avanti con il piano in vista del 27 febbraio

Monte dei Paschi di Siena: lunga riunione dedicata ai lavori in corso per stendere una prima lista di candidati al cda, poi da ridurre entro il 5 marzo

Mps, cda e comitato nomine al lavoro per la lista di candidati al nuovo board. Lovaglio avanti con il piano in vista del 27 febbraio

Mps: una lunga riunione dedicata ai lavori in corso per stendere una prima lista di candidati al cda, poi da ridurre entro il 5 marzo quando scadono i termini per depositare la medesima lista in vista dell’assemblea del 15 aprile. Il cda del Monte dei Paschi di Siena di giovedì è servito a fare qualche passo in avanti in questa direzione mentre il presidente Nicola Maione si avvia a concludere il sondaggio fra i soci rilevanti, a partire da Delfin (17,5%) e dal gruppo Caltagirone (10,2%) all’interno di una compagine azionaria che vede anche Blackrock (5%) e il ministero dell’Economia (4,8%).

All’opera per la messa a punto della lista del nuovo board, che sarà composto da 15 amministratori, ci sono accanto al cda anche il comitato nomine presieduto da Domenico Lombardi, che si è riunito sempre giovedì, e l’head hunter Korn Ferry. Da rinnovare è l’intero consiglio compresi il presidente Maione e l’amministratore delegato, Luigi Lovaglio, entrambi in corsa per la conferma nei rispettivi ruoli.

Lovaglio è impegnato anche nella stesura del piano che presenterà alla comunità finanziaria il 27 febbraio. Nell’attesa, giovedì in Borsa dopo il rally per le decisioni prese dal Monte sul nuovo assetto del gruppo e su Mediobanca i titoli hanno frenato. Piazzetta Cuccia ha perso l’1,43% a 18,9 euro, Mps lo 0,4% a 8,52 euro. Il concambio teorico per la fusione e il successivo delisting si è così portato a 2,21 azioni Mps se una azione dell’istituto milanese.

In tutto ciò, i sindacati dell’istituto senese chiedono che i risultati del Monte dei Paschi non vadano solo a beneficio dei soci, con il generoso pay out previsto per i dividendi ma che siano redistribuiti in modo equo.

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