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Meta, Zuckerberg lamenta lentezza nello sviluppo degli agenti IA. L’allarme: segnale anche per le altre megacap?

In un incontro con i dipendenti, il ceo della società di Facebook ha riconosciuto lacune nella radicale ristrutturazione aziendale che aveva lo scopo di ridurre le enormi spese in AI. La società, come le altre mega cap, deve affrontare poderose spese in infrastrutture AI

Meta, Zuckerberg lamenta lentezza nello sviluppo degli agenti IA. L’allarme: segnale anche per le altre megacap?

Gli incubi peggiori degli investitori riguardo l’eccessiva spesa delle megacap Usa per le infrastrutture di intelligenza artificiale si stanno materializzando in alcuni comportamenti di Meta che, secondo alcuni analisti, potrebbero essere segnali che finiranno per interessare altre aziende.

Giovedì l’amministratore delegato di Meta, Mark Zuckerberg durante un incontro interno con i dipendenti ha riconosciuto lacune nella radicale ristrutturazione aziendale, affermando che i sistemi noti come agenti di intelligenza artificiale non hanno fatto progressi con la rapidità che si aspettava, stando a una registrazione ascoltata da Reuters.

Zuckerberg ha precisato che la riorganizzazione aziendale, che prevedeva importanti tagli al personale, non è stata così “pulita” come avrebbe potuto essere e che i dirigenti avevano sbagliato i calcoli sui tempi dei cambiamenti. Zuckerberg e altri dirigenti di Meta hanno cercato di attenuare alcuni dei drastici cambiamenti organizzativi introdotti all’inizio di quest’anno, senza però stravolgere la rotta. A maggio, l’azienda ha licenziato circa il 10% della sua forza lavoro globale e riassegnato circa 7.000 dipendenti a team focalizzati sull’intelligenza artificiale, mosse che hanno suscitato proteste da parte dei dipendenti e sollevato preoccupazioni sull’etica professionale. A maggio poi Zuckerberg aveva comunicato ai dipendenti di non prevedere ulteriori licenziamenti a livello aziendale quest’anno, sebbene alcuni lavoratori si mostrassero scettici.

I cambiamenti fanno parte parte di una più ampia ristrutturazione volta a finanziare costosi investimenti in infrastrutture di intelligenza artificiale e a posizionare Meta in modo da capitalizzare sui guadagni di efficienza derivanti dal lavoro assistito dall’IA. Per Meta le previsioni parlano di spese fino a 145 miliardi di dollari in infrastrutture per l’intelligenza artificiale quest’anno, una parte significativa degli oltre 700 miliardi di dollari investiti dalle grandi aziende tecnologiche in questa tecnologia. Zuckerberg ha affermato di aspettarsi che Meta inizierà a trarre benefici più significativi dai suoi investimenti nell’intelligenza artificiale entro i prossimi tre-sei mesi.

Meta, lo sviluppo degli agenti AI è andato a rilento

Ma il patron di Meta è rimasto deluso non solo per la struttura aziendale, bensì anche proprio sul tipo di attività legata all’Intelligenza Artificiale. “La traiettoria di sviluppo degli agenti, almeno negli ultimi quattro mesi, non ha visto l’accelerazione che ci aspettavamo” e che le scommesse dell’azienda sulla nuova struttura “non hanno ancora dato i frutti sperati” ha detto Zuckerberg facendo riferimento agli agenti di intelligenza artificiale, cioè a quei sistemi automatizzati in grado di eseguire compiti per conto di un utente. Zuckerberg ha aggiunto che, durante le conversazioni avute con i suoi dirigenti di punta a gennaio e febbraio, erano preoccupati per il fatto che “non siamo stati abbastanza rapidi nell’adattarci”, mentre erano “estremamente ottimisti” riguardo a strumenti come Claude Code della startup di intelligenza artificiale Anthropic.

Meta e il cloud per vendere la capacità di calcolo in eccesso

Del resto questa settimana Meta aveva gettato un altro sasso nello stagno del settore. Aveva annunciato la creazione di una divisione cloud per commercializzare capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale in eccesso a clienti esterni. La notizia in sè è stata vista positivamente per l’azienda che in effetti ha reagisto in borsa con un balzo di oltre l’8%.

Ma gli analisti hanno guardato l’altra faccia della medaglia, vedendoci anche in questo caso la necessità persino per un colosso come Meta di compensare le enormi spese per l’AI, diventate forse eccessive. Questo lato della medaglia è stato recepito nella stessa giornata dal produttore statunitense di memorie Micron Technology e dalla società di archiviazione dati SanDisk che hanno entrambi perso oltre il 10% durante la notte.

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