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Borse oggi incerte dopo che Meta ha riacceso i timori di spese eccessive per l’AI. Clima più disteso in Medio Oriente e calo del petrolio

La notizia di Meta, che riguarda la vendita di capacità di calcolo in eccesso, ha scatenato vendite in tutto il settore, in particolare in Asia. Attesa oggi per i dati sull’occupazione Usa. Borse europee viste aprire attorno alla parità. A Piazza Affari occhi a Banco Bpm, Unicredit, Stellantis

Borse oggi incerte dopo che Meta ha riacceso i timori di spese eccessive per l’AI. Clima più disteso in Medio Oriente e calo del petrolio

I mercati azionari sono ancora per lo più in vendita, in particolare sui settori legati ai chip, dopo i forti guadagni del trimestre appena chiuso, mentre gli investitori restano cauti in vista del lungo fine settimana festivo americano. Le vendite si sono scatenate soprattutto in Asia nella notte dopo la notizia che Meta sta creando un’attività cloud per vendere la capacità di calcolo AI in eccesso: ciò da una parte ha fatto salire le azioni del proprietario di Facebook dell’8,8%, ma ha innescato i peggiori radicati timori in generale del settore per le eccessive spese per l’AI e più in particolare che vengano ridotti gli acquisti di hardware asiatici.

Gli investitori restano cauti riguardo ai colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il presidente Usa Donald Trump ha detto che i colloqui con l’Iran sono andati bene in Qatar, mentre un maggior numero di petroliere transita attraverso lo Stretto di Hormuz. Trump si è mostrato più ottimista e non esclude di prolungare i tempi del memorandum d’intesa oltre la scadenza del 18 agosto, per poi arrivare a un accordo di pace finale. I prezzi del petrolio hanno toccato nuovi minimi da quattro mesi, con il Brent in calo dello 0,8% a 71 dollari al barile,

Oggi è più che atteso il principale rapporto mensile sull’occupazione negli Stati Uniti, che potrebbero supportare gli aumenti dei tassi di interesse, mentre i mercati rimarranno chiusi venerdì in vista della festività del 4 luglio per celebrare il 250° anno di indipendenza degli Stati Uniti.

Wall Street ieri in calo: Meta getta un sasso nello stagno dei tech

Ieri a Wall Street una seduta volatile si è chiusa in lieve calo, con i produttori di chip che sono stati tra i maggiori fattori di freno per l’S&P 500 e il Nasdaq, anche se i guadagni di Meta Platforms hanno limitato il danno. Il Dow Jones ha chiuso in calo dello 0,03%; l‘S&P 500 dello 0,2%; il Nasdaq dello 0,7% con l’indice dei semiconduttori che ha chiuso in ribasso del 6,3%.

Meta Platforms ha registrato un rialzo dell’8,8% dopo che Bloomberg News ha riportato la notizia della creazione di un’attività cloud per vendere la capacità di calcolo in eccesso destinata all’intelligenza artificiale, ma questa stessa notizia ha alimentato i timori che persino un colosso come Meta senta la necessità di ridurre le spese in AI, diventate eccessive. I timori si sono estesi anche sul produttore statunitense di memorie Micron Technology e la società di archiviazione dati SanDisk hanno entrambi perso oltre il 10% durante la notte.

A fornire un certo sostegno sono state anche le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, secondo cui i rischi di inflazione si sono attenuati di recente. Warsh ha detto che si atterrà fermamente all’obiettivo di inflazione del 2% fissato dalla banca centrale statunitense e che “deluderà” chiunque si aspetti una politica monetaria accomodante, nonostante l’appello del presidente Donald Trump a tagliare i tassi di interesse. Gli investitori si aspettano comunque almeno un aumento dei tassi da parte della banca centrale quest’anno.

Una indicazione arriverà oggi dai dati chiave sull’occupazione. Gli economisti interpellati da Reuters prevedono un aumento di 110.000 posti di lavoro a giugno, ma le previsioni variano ampiamente, da incrementi di 25.000 a 200.000 unità, il che suggerisce un’alta probabilità di sorpresa. Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile al 4,3%. Un dato particolarmente positivo potrebbe far aumentare le scommesse su un rialzo dei tassi a breve termine.

Per questo i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi a 2 anni sono aumentati di 1 punto base (bp) giovedì, raggiungendo il 4,1785%, e dall’inizio della settimana sono saliti di 9 bp. I rendimenti dei titoli a 10 anni si sono mantenuti al 4,4811% dopo essere aumentati di 10 bp questa settimana.

Asia tutta in rosso trainata dai tech. Si teme un minor acquisto di hardware asiatici

Le borse asiatiche sono scivolate tutte in rosso stamane con gli investitori che sono usciti dalle proprie posizioni sui produttori di chip dopo un trimestre eccezionale. Le vendite si sono sommate a quelle di ieri dopo l’annuncio di Meta di voler vendere capacità di calcolo AI in eccesso, alimentando i timori che le grandi aziende tecnologiche debbano trovare modi per rendere effettivamente redditizi gli investimenti in AI, rischiando di rallentare l’acquisto di hardware dall’Asia per contenere le spese.

L’indice Msci per le azioni dell’Asia-Pacifico è sceso dello 0,8%. Il Nikkei 225 giapponese perde l’1,9% aggravando le perdite del primo giorno del trimestre. Il Topix è invece in rialzo dello 0,4%. Il produttore di memorie Kioxia Holdings crolla di oltre il 13%.

Anche i produttori taiwanesi di semiconduttori sono finiti sotto pressione tra cui Tsmc (-1,6%).

In Cina, Lo Shanghai Composite scende dello 0,9%, mentre il CSI 300 di Shanghai e Shenzhen perde l’1,8%, nonostante una migliore attività manifatturiera e aspettative di ulteriori misure di supporto da parte delle autorità, che hanno inizialmente contribuito ad attenuare l’impatto delle vendite sul comparto tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong è in rialzo dell’1%, ieri questa borsa è stata chiusa per festività.

L’ASX 200 australiano registra una lieve flessione dopo che il Paese ha riportato un inatteso deficit commerciale a maggio, alimentando i timori di un raffreddamento della domanda estera di materie prime, dopo un anno finora particolarmente positivo.

Il Kospi della Corea del Sud è arrivato a perdere fino al 7% per poi contenere le perdite a -4%, estendendo il calo del 2% registrato ieri, dopo la sbalorditiva corsa del 68% nel secondo trimestre. A pesare sul sentiment sono stati anche le indiscrezioni secondo cui Apple starebbe valutando l’acquisto di chip di memoria da fornitori cinesi, aumentando le preoccupazioni per i principali produttori sudcoreani di memorie. SK Hynix è crollato del 7,7% e Samsung del 6,2%. L’indice dei prezzi al consumo della Corea del Sud è aumentato del 3,2% a giugno rispetto all’anno precedente, raggiungendo il livello più alto da dicembre 2023.

Sul mercato valutario l’euro ha perso lo 0,4% durante la notte rispetto al dollaro dopo che la presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha detto che i rischi di inflazione e crescita si stanno ora bilanciando in modo più ampio. Oggi, durante le ore asiatiche, l’euro è rimasto stabile a 1,1379 dollari. Lo yen è rimasto pressoché invariato a 162,59 per dollaro, dopo aver toccato ieri un nuovo minimo degli ultimi 40 anni a 162,84. Il crollo aveva suscitato i soliti avvertimenti di intervento da parte di Tokyo. Del resto l’impatto degli interventi di aprile e maggio si è rivelato di breve durata, nonostante le autorità giapponesi abbiano speso quasi 12 trilioni di yen.

Borse europee viste aprire attorno alla parità. A Piazza Affari occhi a Banco Bpm, Unicredit, Stellantis

Le Borse europee sono attese aprire attorno alla parità: future sull’Eurostoxx50 a +0,1%.

Banco Bpm, Unicredit – Il fondo Davide Leone & Partners, che detiene il 5% circa della banca, ritiene che i soci industriali per Banco Bpm possano essere Crédit Agricole Italia o Unicredit. In un’intervista a Il Corriere della Sera, Davide Leone, ha dichiarato che l’offerta di Intesa su Mps, sia “di gran lunga la migliore”.

Difesa – Nel 2026 l’Italia porterà la spesa per la difesa al 2,8% del PIL.

Stellantis – Le immatricolazioni di auto in Italia del gruppo a giugno sono cresciute del 22,4% su base annua a 39.733 vetture, con una quota di mercato pari al 27,1%. È quanto risulta da alcuni calcoli Reuters su dati diffusi dal ministero dei Trasporti. Nel 2° trimestre 2026 le immatricolazioni negli USA sono aumentate del 6%, ma risultano inferiori alle stime;

Unicredit – Fonti citate da La Repubblica stimano che le adesioni all’Opas su Commerzbank si attesteranno al 15%, che assieme al 26,7% già posseduto e al 3,22% di derivati, porta Unicredit al 45%. Questa percentuale consentirà alla banca italiana di controllare l’assemblea che in aprile 2027 rinnoverà i vertici. JP Morgan ha alzato il target price da 89 a 93 euro, giudizio overweight confermato.

Juventus – Ha raggiunto un accordo con la società Genoa Cfc per la cessione dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore David Puczka, per 6 milioni di euro. L’impatto economico è positivo e pari a circa 5,4 milioni. Il club ha poi acquisito diritti alle prestazioni sportive del calciatore Jeff Osayuki Ekhator per 16 milioni.

Tip – Il forte avvio di Bending Spoons al Nasdaq (+40%) sostiene l’aumento del Nav (Net Asset Value).

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