Condividi

Banner FIRSTonline

Meta punta ai chip Google: Tpu in arrivo nei data center, Nvidia sotto pressione mentre Alphabet accelera

Meta valuta l’adozione delle Tpu di Google nei propri data center, aprendo a una possibile alternativa alle Gpu Nvidia. L’annuncio scuote i mercati: Nvidia crolla, Alphabet corre e l’IA entra in una nuova fase competitiva

Meta punta ai chip Google: Tpu in arrivo nei data center, Nvidia sotto pressione mentre Alphabet accelera

La mossa che potrebbe ridisegnare gli equilibri dell’intelligenza artificiale arriva da Meta, che secondo fonti media starebbe valutando l’adozione dei chip Tpu di Google nei propri data center. Una trattativa che, se confermata, rappresenterebbe una delle aperture più significative di sempre verso un’alternativa alle Gpu Nvidia, finora pilastro assoluto dell’infrastruttura AI globale. Le indiscrezioni hanno travolto il titolo Nvidia nella seduta di ieri, con un tonfo fino al –7% intraday e una chiusura a –2,6%. Oggi, il gruppo tenta un rimbalzo nel pre-market, mentre Alphabet resta in pieno slancio.

Perché le Tpu ora fanno paura alle Gpu

Se l’asse Google-Meta dovesse consolidarsi, segnerebbe un cambio di fase. Per la prima volta uno dei più grandi consumatori mondiali di capacità di calcolo sta valutando l’integrazione delle Tensor Processing Unit direttamente nei propri data center, a partire dal 2027, e con un anticipo operativo già nel 2026 grazie al noleggio della potenza di calcolo del cloud di Mountain View.

Le Tpu sono il cuore della strategia hardware di Google: chip progettati su misura, estremamente efficienti nei carichi AI e, fino a oggi, disponibili solo come servizio cloud. L’idea di venderli direttamente rompa la strategia tradizionale del gruppo e spalanchi la porta a un mercato che vale centinaia di miliardi di dollari.

Gemini 3 e il nuovo equilibrio dell’IA

La tempistica non è affatto casuale. Google ha appena presentato Gemini 3, il nuovo modello linguistico addestrato interamente con Tpu e, secondo diversi analisti, superiore ai sistemi che alimentano ChatGPT. Il Financial Times ha raccolto valutazioni secondo cui il rilascio potrebbe “resettare la scacchiera della gerarchia IA”, evocando il precedente DeepSeek, la startup cinese che all’inizio dell’anno aveva scosso il settore con un modello potente e a basso costo di addestramento. Il messaggio arrivato agli investitori è inequivocabile. Nell’intelligenza artificiale l’hardware pesa quanto i modelli, e Google sta mettendo pressione su un mercato abituato al dominio Nvidia.

Nvidia affonda, Alphabet corre

La reazione dei mercati è stata immediata. Lunedì Nvidia è stata travolta dall’indiscrezione, bruciando fino a 150 miliardi di dollari di capitalizzazione nelle fasi più turbolente e oscillando tra 169 e 178 dollari prima di risalire nel finale. Alphabet ha invece continuato a correre, sostenuta dalla possibilità che le Tpu possano finalmente conquistare spazio nell’hardware destinato all’addestramento dei modelli generativi. Sullo sfondo c’è la scala degli investimenti di Meta: tra 70 e 72 miliardi di dollari di capex nel 2025, un volume tale che ogni scelta tecnologica diventa un messaggio per l’intero mercato.

Nvidia oggi prova a recuperare nel pre-market, ma l’equilibrio resta precario. Il gruppo di Jensen Huang ribadisce di essere “una generazione avanti” rispetto ai concorrenti e rivendica la forza di un ecosistema che combina hardware, software, librerie e network. Ma il solo fatto che uno dei suoi clienti più importanti stia valutando un’alternativa è bastato per incrinare le certezze.

Commenta