Nel primo trimestre, che è terminato a fine settembre, Mediobanca ha registrato ricavi per 867,6 milioni, stabili rispetto allo scorso esercizio. Pressoché stabile anche l’utile netto se non si considerano i costi dell’ops di Mps e su Banca Generali, pari a 321,7 milioni (-2,5%) mentre scende a 291,2 milioni dopo costi straordinari legati alle offerte di scambio nonché all’impatto a conto economico della chiusura anticipata dei piani di long term incentives ai top manager. Il cda di Mediobanca conferma inoltre la remunerazione degli azionisti con il saldo di 0,59 euro per azione che sarà messo in pagamento dal 26 novembre 2025 e propone “la distribuzione di un cash pay-out del 100% a dicembre 2025”.
Mediobanca: ricavi a 867 milioni di euro
E dunque, i ricavi del trimestre sono stabili, rispetto allo scorso esercizio, beneficiando della diversificazione delle attività e delle fonti di reddito: Wealth management -1,8% a 224,3 milioni, Corporate investment banking -6% a 171,2 milioni, Credito al consumo (Compass) +6,9% a 335,3 milioni, Insurance (Generali) +12,7% a 129,6 milioni.
Il margine di interesse si dimostra resiliente, pari a 478,5 milioni (-1,3%), alla riduzione dei tassi di mercato, le commissioni nette sono pressoché invariate a 232,3 milioni, mentre cresce il contributo di Assicurazioni Generali (da 105,4 a 128,7 milioni). Il risultato operativo è pari a 417,1 milioni (-2,6%) con un rapporto costi/ ricavi che si mantiene contenuto al 43,9% e un costo del rischio stabile a 51 punti base. Rispetto invece all’ultimo trimestre si registra un calo dei ricavi (-8,9%) che sconta un minor contributo di Generali (-20,3%) e dell’attività di trading (da 40,9 a 27,2 milioni) nonché un calo delle commissioni (-8,7%), collegato anche alla stagionalità estiva, elementi in parte compensati dalla minor componente variabile del costo del personale.
Mediobanca: in tre mesi oneri straordinari per 45,3 milioni
Nel trimestre di Mediobanca sono stati contabilizzati oneri straordinari per 45,3 milioni (30,5 milioni al netto delle imposte) relativi da un lato alla consuntivazione delle spese dirette sostenuti per l’attività inerenti all’ops di Mps e di quella lanciata per l’acquisto di Banca Generali (tenuto conto che quasi tutti i mandati prevedevano la gestione congiunta di entrambe le operazioni) e, dall’altro, i costi emergenti dal cambio di controllo connessi alla consuntivazione dei piani di pagamento in azioni Mediobanca nonché all’estensione dell’assicurazione sulla responsabilità degli amministratori.
In merito alla chiusura anticipata dei piani di performance share Mediobanca sottolinea nel comunicato sui conti che a seguito della comunicazione dei risultati definitivi dell’offerta pubblica di scambio di Banca Monte dei Paschi di Siena (11 settembre 2025) che ha sancito il cambi del controllo sono diventate efficaci le modifiche al Piano di incentivazione di lungo termine 2023-2026 e ai Piani di performance shares, come approvate dal cda di Mediobanca nella seduta del 26 giugno 2025. Conseguentemente tutti i piani sono stati chiusi anticipatamente e 6.122.932 azioni sono state convertite in un importo in denaro pari a 122 milioni corrispondente ad un valore dell’azione Mediobanca pari media del valore dell’azione calcolato durante il periodo di adesione all’ops Mps (euro 19,9216). Specularmente Mediobanca si libera dall’impegno di consegnare ai dipendenti 6,1 milioni di azioni già presenti nel bilancio della banca tra le azioni proprie.
Mediobanca prevede utile ricorrente stabile e ricavi in crescita
Nei prossimi mesi Mediobanca conferma un risultato ricorrente sui livelli del trimestre appena concluso, con una crescita dei ricavi high single digit rispetto al trimestre precedente. Il costo del rischio non presenta elementi inattesi confermandosi nella forchetta 50-55 punti base. Nel trimestre si attende, oltre alla conferma della performance consumer, un miglioramento del flusso commissionale del Corporate investment banking (per l’intensificarsi dei closing a fine anno) e Wealth management (per la crescente offerta di collocamenti), pur con una raccolta netta solida ma inferiore al precedente trimestre. Nella nota sui conti la banca segnala che è atteso il cambio di esercizio sociale spostando la chiusura dal 30 giugno al 31 dicembre con adeguamenti alle politiche contabili della capogruppo Mps.
Il nuovo cda Mediobanca ha nominato i comitati interni
Il nuovo cda di Mediobanca presieduto da Vittorio Grilli oltre ad approvare i conti del primo trimestre ha nominato i comitati endoconsiliari, tutti costituiti da consiglieri indipendenti sulla base delle dichiarazioni da essi rilasciate, fatta eccezione per il ceo Alessandro Melzi d’Eril. Il Comitato Rischi e Sostenibilità è composto da Sandro Panizza (presidente), Ines Gandini, Massimo Lapucci, Giuseppe Matteo Masoni e Tiziana Togna; il Comitato Parti Correlate da Togna (presidente), Gandini e Panizza; il Comitato Nomine, da Paolo Gallo (presidente), Lapucci e Federica Minozzi; il Comitato Remunerazioni, da Andrea Zappia (presidente), Gallo e Minozzi. Il Comitato ex art. 18, comma 4, dello statuto è composto infine da Melzi d’Eril (presidente), Lapucci, Minozzi, Panizza e Togna.