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Medio Oriente: Iran attacca navi Usa nello Stretto di Hormuz, Trump critica ancora il Papa e sospende “Project Freedom”

Nella settimana in cui il segretario di Stato Marco Rubio è a Roma per ricucire i rapporti con la Santa Sede e incontrare la premier Meloni, il presidente torna all’attacco di Leone: “Mette in pericolo molti cattolici”. La replica del Pontefice. E sullo scontro con Teheran il tycoon minimizza: “Solo scaramucce, dovrebbero arrendersi”

Medio Oriente: Iran attacca navi Usa nello Stretto di Hormuz, Trump critica ancora il Papa e sospende “Project Freedom”

Nella settimana che sarà segnata dalla visita ufficiale del segretario di Stato Usa Marco Rubio in Italia, dove incontrerà prima Papa Leone XIV e poi la premier Giorgia Meloni, le tensioni internazionali non accennano a placarsi. Anzi il presidente statunitense Donald Trump, che mentre Rubio sarà a Roma riceverà l’omologo brasiliano Lula per parlare di dazi, è tornato ad attaccare proprio il Pontefice: “Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone”, ha detto Trump all’emittente Salem News, a due giorni dalla visita di Rubio in Vaticano che sarebbe servita proprio a ricucire i rapporti con la Santa Sede. “Prevost preferisce parlare di come sia accettabile che l’Iran abbia un’arma nucleare, non penso sia una buona cosa”, ha aggiunto il tycoon. La replica di Leone XIV: “Se qualcuno vuole criticarmi, lo faccia con la verità”.

Iran: “Project Freedom è morto”. Trump: “Ho evitato terzo conflitto mondiale”

Poi però l’attenzione è subito passata all’Iran e allo Stretto di Hormuz. Dopo aver lanciato l’operazione “Project Freedom”, è di nuovo salita la tensione con Teheran, che lo ha definito “un progetto morto”. Trump nella consueta e quasi quotidiana seduta con i giornalisti alla Casa Bianca ha a sua volta replicato: “Quella in corso con l’Iran è una scaramuccia, perché gli iraniani non hanno mai avuto una possibilità e lo sanno, me lo dicono anche quando parliamo con loro. Non possiamo permettere all’Iran di avere un’arma nucleare, non possiamo permettere a un gruppo di lunatici di avere un’arma nucleare. L’Iran era a due settimane dall’avere un’arma nucleare, e se ci fosse riuscito forse non saremmo tutti qui in questo momento. Il Medio Oriente sarebbe sparito, Israele sarebbe sparito. E avrebbero puntato prima sull’Europa e poi su di noi. Perché sono persone malate”, ha detto Trump. Poi in serata su Truth il tycoon ha annunciato la sospensione dell’operazione “Project Freedom”.

Trump: “L’Iran dovrebbe alzare bandiera bianca”. Ma Teheran attacca navi cacciatorpediniere Usa ad Hormuz

“Stiamo portando l’Iran al fallimento e io spero che fallisca perché io voglio vincere”, ha ancora detto il presidente americano parlando ieri alla Casa Bianca. “Abbiamo imposto loro delle sanzioni enormi. Scott Bessent ha fatto un ottimo lavoro. Abbiamo imposto sanzioni che nessuno ha mai visto prima. Stanno fallendo. La loro valuta non vale niente. L’inflazione è probabilmente al 150%, il dato reale è il 150%. Gli iraniani dovrebbero sventolare la bandiera bianca della resa”. Ma non è tardata ad arrivare la reazione di Teheran, che ha attaccato con missili e droni due navi militari Usa nello Stretto di Hormuz: “L’unica rotta sicura per attraversare lo Stretto è il corridoio già annunciato dall’Iran. Deviare da questa rotta è pericoloso e comporterà una risposta decisa della Marina del corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane”, avverte Teheran.

Il ministro degli Esteri iraniano: “Non esiste soluzione militare a crisi politica”

Insomma sia Teheran che Washington affermano di avere il controllo dello Stretto di Hormuz e assicurano che risponderanno in modo duro alle violazioni. Prima dell’attacco alle navi Usa Trump aveva diffidato i nemici: “Se attaccano anche solo una nave americana, spariranno dalla faccia della Terra”. “Gli eventi a Hormuz chiariscono che non esiste una soluzione militare ad una crisi politica. Poiché i colloqui stanno facendo progressi grazie al cortese sforzo del Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero guardarsi dall’essere trascinati di nuovo in un pantano da parte di malintenzionati. Lo stesso dovrebbero fare gli Emirati Arabi Uniti”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo che Teheran ha smentito di aver preso di mira anche gli Emirati nel Golfo.

Teheran impone una nuova procedura per il transito nello Stretto di Hormuz

Infine è arrivato l’annuncio che l’Iran ha introdotto una nuova procedura per il transito delle navi nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l’emittente statale Press Tv: “Le navi che intendono attraversare lo Stretto riceveranno un’e-mail dall’indirizzo della Persian Gulf Strait Authority (Pgsa, l’Autorità di gestione dello stretto sul Golfo Persico) con le informazioni relative alle norme di transito”, spiega l’emittente sui social media. “Una volta che si saranno adeguate alle disposizioni previste, le navi otterranno il permesso di transito”, precisa la nota.

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