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Mascherine: come indossarle e quando? Nuove linee guida Oms

Continua il caos sulle mascherine: bisogna usarle oppure no? Alcune Regioni italiane hanno deciso di obbligare i cittadini a indossarle, ma le nuove linee guida dell’Oms vanno in un’altra direzione – Ecco tutto ciò che c’è da sapere

Mascherine: come indossarle e quando? Nuove linee guida Oms

Sulle mascherine il caos è totale: bisogna indossarle? E in caso di risposta affermativa, come e quando? Ogni Paese, per non dire ogni Regione, ha deciso di andare per conto proprio. Non ci sono indicazioni congiunte, né una linea univoca che faccia capire ai cittadini cosa fare.

In Italia, nonostante in alcuni territori come Lombardia e Toscana sia entrato in vigore l’obbligo di utilizzare le mascherine, trovarle rimane un’impresa e molti cittadini – su consiglio delle stesse Regioni – cercano di sopperire alla bell’è meglio, utilizzando sciarpe o foulard, sulla cui utilità si è aperto l’ennesimo dibattito.

Sull’utilità dei dispositivi di protezione si è diviso anche il mondo scientifico, che però a differenza della politica sembra per il momento – orientato a seguire le vecchie linee guida: le mascherine devono essere utilizzate dai malati, dai familiari che si occupano di loro e da chi lavora in ospedale. Poi vengono tutti gli altri.

Cerchiamo dunque, di fare un po’ di chiarezza, sull’uso delle mascherine: come indossarle? Quando indossarle? Ecco rischi, vantaggi e consigli.

IL CORONAVIRUS CIRCOLA NELL’ARIA?

Qualche giorno fa in Italia ha destato molto scalpore la notizia – evidenziata da tutti i principali giornali del Paese – relativa a un nuovo studio del Mit (Massachusetts Institute of Technology) di Boston pubblicato su Jama lo scorso 26 marzo. Secondo l’analisi dei ricercatori statunitensi le goccioline emesse da un soggetto tramite un colpo di tosse o uno starnuto o semplicemente parlando possono viaggiare nell’aria per distanze molto ampie, superando addirittura i sei o gli otto metri. Benché la fonte sia assolutamente autorevole, si tratta di uno studio la cui validità dovrà essere confermata da ulteriori e precise valutazioni. Nonostante ciò, la notizia ha avuto un’enorme risonanza ed è stata immediatamente messa in correlazione con l’uso delle mascherine e con la necessità (ancora tutta da provare, lo ribadiamo) di farle utilizzare a tutta la popolazione allo scopo di proteggere i singoli e rallentare la diffusione del coronavirus. Ad ampliare ancor di più la portata mediatica dello studio ha contribuito anche una dichiarazione rilasciata alla Bbc da un consulente dell’Oms, l’infettivologo, David Heymann: 

“L’Oms sta riaprendo la discussione esaminando le nuove prove per vedere se dovrà esserci un cambiamento nel modo in cui consiglia l’uso delle mascherine”.

Fonte: Bcc

A placare gli animi è però intervenuto il presidente dell’Istituto Superiore della Sanità, Silvio Brusaferro, che nel corso di una conferenza stampa ha affermato: 

Non abbiamo evidenze per dire che il virus circoli nell’aria. I dati che abbiamo a livello epidemiologico ci dicono che le principali vie di trasmissione sono per droplet e per contatto”. 

Brusaferro ha riassunto la posizione ufficiale dell’Iss, che si può leggere anche sul sito ufficiale dell’Istituto, dove si trovano informazioni più dettagliate: 

“La modalità di contagio preminente ad oggi è relativa alla trasmissione del virus attraverso le goccioline di saliva emesse da persone infette con la tosse, gli starnuti o parlando. Questa accertata modalità di trasmissione si esaurisce in circa un metro di distanza. Restare in casa o, in caso si sia costretti ad uscire, osservare la distanza di sicurezza dalle altre persone. Attualmente sono in corso studi sulla capacità dei virus di attaccarsi alle polveri sottili presenti nell’aria e di essere così trasportati dal vento per ampie distanze o restare in sospensione nell’aria ma ad oggi NON ci sono evidenze scientifiche della permanenza del nuovo coronavirus nell’aria al di là delle distanze di sicurezza menzionate sopra in condizioni normali, ovvero in assenza di sistemi che producono aerosol che invece possono trovarsi in ambiente ospedaliero nell’assistenza a pazienti COVID-19″.

Fonte: Istituto Superiore di Sanità

MASCHERINE: BISOGNA INDOSSARLE? LA RISPOSTA DELL’OMS

Sono passati diversi giorni dalla pubblicazione dello studio del MIT e durante un incontro con la stampa, il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhamon Ghebreyesus il 6 aprile ha annunciato le nuove linee guida dell’organizzazione, ma prima ha fatto una premessa: 

“Sembra che alcuni paesi abbiano raccomandato o stiano prendendo in considerazione l’uso delle mascherine sia mediche che non mediche per tutta la popolazione per prevenire la diffusione di COVID-19. Bisogna dire che prima di tutto le mascherine mediche sono raccomandate per i malati, i familiari che li assistono e il personale ospedaliero. Sappiamo che a livello globale la disponibilità di queste mascherine è scarsa e siamo preoccupati che l’uso di massa di mascherine mediche da parte della popolazione in generale possa aggravare la loro carenza e mettere in serio pericolo gli operatori sanitari che ne hanno davvero bisogno. In alcuni luoghi, queste mancanze stanno mettendo in serio pericolo gli operatori sanitari”.

Fonte: Oms

Sulla base di queste analisi, l’Oms ha emesso nuove raccomandazioni che però non sono troppo diverse dalle precedenti: 

Nelle strutture sanitarie, l’Oms continua a raccomandare l’uso di mascherine mediche, respiratori e altri dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari. Nella comunità, raccomandiamo l’uso di mascherine mediche da parte di persone malate e che si prendono cura di una persona malata a casa”. 

Fonte: Oms

L’Oms ha poi analizzato casi particolari, facendo degli esempi concreti:

“L’uso generalizzato delle mascherine deve essere preso in considerazione da quei Paesi nei quali altre misure, come lavarsi le mani o mantenere la distanza, sono più difficili da applicare per “carenza d’acqua o in condizioni di sovraffollamento”.

Fonte: Oms

Il direttore dell’Oms ha sottolineato che le mascherine non sono in grado, da sole, di fermare la pandemia in atto. Cosa può farlo? L’aumento tamponi, l’isolamento dei casi positivi, il tracciamento dei loro contatti e soprattutto le misure di distanziamento sociale. Senza dimenticare l’importanza di lavare spesso le mani, evitare di toccarsi il viso e di tossire o starnutire nel gomito. Senza queste misure, pur indossando una mascherina si rischia di essere contagiati e di protrarre ancora a lungo la diffusione del coronavirus. 

Anche chi le ha e le indossa deve rispettare le regole. Sentirsi al sicuro e non rispettare le distanze di sicurezza o le linee guida igieniche solo perché si ha una mascherina sarebbe un’errore enorme.

MASCHERINE: LE DECISIONI DELLE REGIONI

Ad oggi alcune Regioni italiane, soprattutto quelle del Nord, hanno diffuso obblighi, consigli e raccomandazioni sull’utilizzo delle mascherine. Ognuno, come detto, è andato per conto suo. Cerchiamo dunque di capire lo scenario:

  • In Lombardia il 5 aprile è entrato in vigore l’obbligo di usare le mascherine quando si esce di casa. Chi non le ha deve coprirsi il naso e la bocca con sciarpe o foulard.
  • In Toscana, il presidente Enrico Rossi ha emesso un’ordinanza che renderà obbligatorio l’uso delle mascherine in ambienti pubblici o privati “entro sette giorni” a partire dal 6 aprile e dunque entro il 13 aprile. I Comuni distribuiranno a tutti i cittadini le mascherine in maniera gratuita. In totale ci saranno a disposizione 8,5 milioni di mascherine chirurgiche monouso. 
  • In Veneto, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta, l’uso di mascherine è obbligatorio solo all’interno degli esercizi commerciali (supermercati, alimentari, ecc.)
  • In Liguria ed Emilia Romagna per il momento non c’è alcuna imposizione, ma le Regioni si stanno muovendo per distribuire mascherine all’intera popolazione. 

MASCHERINE, BURIONI: “NECESSARIE NELLA FASE 2”

La situazione attuale è dunque piuttosto eterogenea e soggetta a cambiamenti. Bisogna infatti tenere in considerazione che nelle prossime settimane le restrizioni potrebbero essere allentate. L’obbligo di restare in casa sarà in vigore fino al 13 aprile e, anche se appare probabile l’arrivo di un’ennesima proroga, bisogna prepararsi al futuro. Alla cosiddetta fase 2, cioè al momento in cui potremo tornare ad uscire, rispettando però determinati paletti. “Si confermano i dati di rallentamento del contagio e si sta valutando il modo in cui dovranno essere utilizzate le mascherine nella fase 2 del contenimento”, ha affermato il 3 aprile il presidente dell’ISS, Silvio Brusaferro.

Non sembra aver dubbi sul da farsi il virologo Roberto Burioni, docente dell’università Vita-Salute San Raffaele, che in un’intervista rilascia ad AdnKronos Salute, ha dichiarato: 

“Le raccomandazioni possono cambiare nel tempo e variano via via che aumenta la conoscenza di questo che è un nuovo virus. Ora sappiamo due cose: si tratta di un virus molto contagioso e le mascherine chirurgiche ostacolano tantissimo la sua diffusione. A dircelo è uno studio pubblicato proprio ieri su Nature Medicine. E questo non solo per proteggerci ma per proteggere gli altri. Dunque le mascherine saranno presidi fondamentali nei prossimi mesi. Perché non sappiamo ancora quando potremo uscire, ma speriamo il prima possibile. E dobbiamo essere pronti”. 

Fonte: AdnKronos Salute

MASCHERINE: COME INDOSSARLE?

Chi decide di indossare una mascherina, deve farlo nel modo corretto, altrimenti rischia di vanificare qualunque sforzo di protezione. 

Basandosi sulle linee guida dell’Oms, sul suo sito il ministero della Salute ha fornito alcuni consigli su come indossare le mascherine:

“Ecco come fare: prima di indossare la mascherina, lavati le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica. Copri bocca e naso con la mascherina assicurandoti che aderisca bene al volto. Evita di toccare la mascherina mentre la indossi, se la tocchi, lavati le mani. Quando diventa umida, sostituiscila con una nuova e non riutilizzarla; infatti sono maschere mono-uso Togli la mascherina prendendola dall’elastico e non toccare la parte anteriore della mascherina; gettala immediatamente in un sacchetto chiuso e lavati le mani”.

Fonte: ministero della Salute

Di seguito un video pubblicato su You Tube da Agnese Collino, biologa e supervisore scientifico di Fondazione Umberto Veronesi, che spiega come indossare mascherine e guanti:

A seguire invece vi proponiamo un tutorial di Jerome Adams, chirurgo generale Usa, cioè il capo esecutivo dello United States Public Health Service Commissioned Corps e portavoce delle questioni di salute pubblica all’interno del governo federale, che spiega come farsi da soli una mascherina in meno di 1 minuto. Ovviamente, in questo caso, parliamo di un dispositivo lontano dalla sicurezza che può garantire una mascherina chirurgica, Ffp2 o Ffp3, ma che può farci sentire un po’ più sicuri quando siamo costretti a uscire di casa.

SCIARPE E FOULARD SERVONO?

Il virologo Fabrizio Pregliasco ha spiegato al Corriere della Sera

“Sciarpe e foulard servono soprattutto a limitare la diffusione dei droplets (goccioline, ndr.) da persone potenzialmente asintomatiche e quindi inconsapevolmente contagiose, ma hanno un potere filtrante minimo per chi li indossa soprattutto perché non aderiscono bene al volto come può fare una mascherina”. 

Fonte: Corriere della Sera

Insomma, in mancanza di una mascherina – come detto per i dispositivi fai da te – meglio sciarpe e foulard che nulla, anche perché spesso rappresentano un deterrente dal toccare bocca e naso. Anche in questo caso però, diventa tutto inutile se non si rispetta la distanza di sicurezza. 

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