Dopo settimane di annunci, calcoli e polemiche, si è tenuto giovedì il primo incontro tra il Mef e l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, sull’ormai celeberrimo contributo delle banche alla Manovra. Unico punto fermo: il Governo vorrebbe portare a casa 2,5-3 miliardi di euro, ma i dettagli e le modalità devono essere concordati con le banche evitando scontri e strappi. Si tratterà di un contributo “non punitivo”, ha ribadito il ministro dell’Economia Giorgetti.
Al vertice, durato circa mezz’ora, avrebbero preso parte da una parte, il vice ministro dell’Economia, Maurizio Leo, e il dg del dipartimento Finanze Giovanni Spalletta, dall’altra il dg dell’Abi Marco Elio Rottigni e il vice dg vicario Gianfranco Torriero che avrebbero ricevuto di ascoltare le nuove richieste dell’esecutivo. Un incontro cordiale e veloce durante il quale non sarebbe stata presa ancora alcuna decisione, ma si sarebbero gettate le basi per le prossime interlocuzioni formali.
Le condizioni delle banche
Secondo le indiscrezioni, le banche si sarebbero dette disponibili a fare la propria parte, magari tornando a parlare di Dta. Già lo scorso anno, infatti, gli istituti di credito avevano accettato un anticipo di liquidità per il 2025-2026, attraverso il rinvio delle Dta, crediti fiscali che derivano da perdite pregresse e che le banche possono utilizzare negli anni successivi per ridurre il proprio carico fiscale. Porta chiusa, al contrario, a qualsiasi tipo di misura che avrebbe un impatto sul conto economico o che comporterebbe commissioni aggiuntive. Di tasse sugli extraprofitti, invocate dal vicepremier Matteo Salvini, neanche a parlarne.
Insomma, la disponibilità c’è ma senza esagerare. “Noi siamo abituati, e lo facciamo sempre, a finanziare e contribuire al sistema generale. Vedremo se possiamo aiutare il governo, magari facendo anche qualcosa oltre a quello che siamo abituati a fare e che abbiamo già’ fatto anche negli anni scorsi”; aveva anticipato ieri Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, interpellato sul possibile contributo da parte delle banche nella Manovra.
Mef e Abi adesso si prenderanno qualche giorno di tempo per fare le dovute valutazioni sull’argomento, per poi incontrarsi di nuovo e fare il punto.
Giorgetti: “Diffidate dalle imitazioni”
“Voi sapete, ci sono tante proposte in circolazione…diciamo, diffidate delle imitazioni“, ha risposto giovedì il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, interpellato sul possibile contributo del sistema bancario alla definizione delle risorse per la Legge di Bilancio. “È complicato – ha proseguito – gli ingredienti della torta sono complicati, deve arrivare a giusta cottura, poi magari è buona”. E, ha ribadito, rispetto alle anticipazioni circolate negli ultimi giorni: “Ce ne sono in giro di tutti i colori sui vostri giornali”.
