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Macchine agricole: l’export a +15,5% fa sperare in un 2022 record in fatturato

A settembre, il flusso di
esportazioni etra-Ue (+5,9%) è aumentato più delle importazioni (+0,3%), nonostante il deficit energetico abbia raggiunto, in valore assoluto, i 12, 096 miliardi. Segnali positivi arrivano dalle macchine agricole: nel periodo 2018-20 su 1,1 milione di aziende del settore sono state circa 250mila le innovazioni tecnologiche introdotte.

Macchine agricole: l’export a +15,5% fa sperare in un 2022 record in fatturato

L’Istat stima a settembre 2022 per l’interscambio commerciale con i paesi extra-Ue un aumento congiunturale per entrambi i flussi, molto più ampio per le esportazioni (+5,9%) rispetto alle importazioni (+0,3%). L’aumento su base mensile dell’export riguarda tutti i raggruppamenti principali di industrie, a eccezione dell’energia (-1,5%). Per quanto riguarda le importazioni, la lieve crescita congiunturale sintetizza due dinamiche differenziate, in aumento per energia (+4,9%) e beni strumentali (+1,1%), in diminuzione per i restanti raggruppamenti. Nel terzo trimestre, rispetto al precedente, l’export extra-Ue è cresciuto del 3,4%. A esclusione dell’energia (-8,2%), l’aumento riguarda tutti i raggruppamenti, più sostenuto per i beni strumentali (+6,3%). Nello stesso periodo, gli acquisti hanno segnato un rialzo congiunturale dell’11,7%, cui ha contribuito in misura rilevante l’energia (+23,0%).

Paesi extra-Ue: deficit energetico vola e supera 12 miliardi

Il disavanzo commerciale con i paesi extra-Ue è pari a -5.440 milioni, a fronte di un avanzo di 1.063 mln dello stesso mese del 2021. Il deficit energetico raggiunge, in valore assoluto, i 12,096 miliardi (era pari a -4.034 mln un anno fa) mentre l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici è aumentato da 5.096 mln a 6.656 mln. Sono stati rilevati aumenti su base annua delle esportazioni verso quasi tutti i principali paesi partner extra-Ue, i più ampi riguardano Turchia (+49,7%), paesi Opec (+49,0%), Usa (+48,5%) e mercati Asean (+35,1%). Si è accentuata la contrazione dell’export verso la Russia (-34,8%). Gli acquisti da Opec (+112,0%), Usa (+90,1%) e Svizzera (+74,4%) hanno registrato incrementi tendenziali molto più ampi della media delle importazioni dai paesi extra-Ue.

Segnali positivi dalle macchine agricole: export + 15,5%

Segnali positivi arrivano tuttavia dalle macchine agricole. Rincari e logistica hanno causato una flessione delle vendite sul mercato italiano con un calo delle nuove immatricolazioni del -14,6% nei primi nove mesi 2022. A trainare le vendite di quest’industria strategica per il Made in Italy (il mercato interno assorbe circa il 30% della produzione mentre il restante 70% è destinato ai mercati internazionali ) ci sta allora pensando il trend sostenuto dell’export, con una crescita nel primo semestre del +15,5%. E la speranza per le imprese di chiudere l’anno superando per la prima volta la soglia dei 14 miliardi di euro di fatturato. 

I dati Istat sul commercio estero, fermi al primo semestre dell’anno, indicano una crescita complessiva delle esportazioni del +15% in valore. La maggioranza del fatturato estero è assorbita dall’Europa (circa il 56% del totale), mentre il continente americano (in primis gli Usa) ne assorbe circa il 19%. Nei mercati europei non-Ue va invece il 12% delle vendite.

Trattori e macchinari: aumenta il fatturato ma volumi in calo

Tuttavia, anche sul trend dell’export di trattori e macchinari incide la variabile prezzi. Infatti, al progresso del giro d’affari non corrisponde un analogo risultato nei volumi di vendita che invece sono calati dell’8%. Anche nel caso dell’industria Made in Italy di macchinari per l’agricoltura c’è stato un forte impatto dei costi, dell’energia in primo luogo, della componentistica e infine dei trasporti. L’escalation dei costi sembra aver indotto molte imprese (in particolare in Italia, meno all’estero) a rinviare il proprio investimento in meccanizzazione, ma la domanda di innovazione tecnologica in agricoltura resta comunque elevata. 

Infatti, secondo i dati del nuovo Censimento Istat dell’agricoltura emerge come nel periodo 2018-20 su 1,1 milioni di aziende agricole siano state circa 250mila le innovazioni tecnologiche introdotte. Investimenti che nel 27,9% dei casi hanno riguardato la meccanizzazione in generale, nell’11,6 % le macchine piantatrici e seminatrici, nell’8,8% attrezzature per la lavorazione del terreno e nell’8,3% sistemi per l’irrigazione.

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