L’Unione europea sta pianificando il più ampio allentamento delle norme in materia di fusioni societarie degli ultimi vent’anni, proprio mentre l’Europa si trova a dover affrontare crescenti pressioni per creare aziende leader in grado di competere con i rivali statunitensi e cinesi. Lo riporta il Financial Times che ha visionato una bozza delle linee guida. La Commissione europea attribuirà maggiore importanza a “innovazione, investimenti e resilienza del mercato interno” nel decidere se approvare gli accordi.
La modifica proposta rappresenterebbe la più radicale trasformazione voluta da Bruxelles dagli anni 2000, quando le autorità garanti della concorrenza hanno posto l‘impatto delle fusioni sui consumatori al centro delle loro decisioni. Le nuove linee guida, soggette a modifiche, amplierebbero i criteri in base ai quali Bruxelles valuta l’ammissibilità di una fusione.
Le riforme sono da tempo attese con grande interesse da operatori del settore e investitori. Se adottato dalla Commissione, il nuovo approccio rifletterebbe un cambiamento più ampio nel clima politico in tutto il continente, con richieste volte a consentire a un maggior numero di “campioni europei” di competere con le aziende dominanti degli Stati Uniti e della Cina.
Teresa Ribera, responsabile della concorrenza dell’UE, ha affermato che tali modifiche incoraggeranno “fusioni favorevoli alla concorrenza che consentano agli operatori europei di crescere e […] di raggiungere le dimensioni necessarie per diventare attori di rilievo”, aggiungendo che l’Unione deve “sviluppare una difesa solida contro il caos esterno”.
Questa decisione fa seguito a una serie di crisi, tra cui gli shock energetici provocati dall’invasione russa dell’Ucraina e la guerra in Iran, che hanno messo in luce la debolezza economica dell’Europa e ne hanno compromesso la crescita.
Il settore industriale sollecita da tempo Bruxelles affinché allenti le norme sulle fusioni, considerate un ostacolo alla creazione di aziende con le dimensioni necessarie per competere a livello globale. La decisione presa da Bruxelles nel 2019 di bloccare la fusione tra la tedesca Siemens e la francese Alstom è stata interpretata come emblematica dell’incapacità dell’UE di consentire la creazione di “campioni europei”. “Le linee guida rappresentano una rottura con il passato“, ha detto un funzionario dell’Ue, definendole “un approccio ambizioso che riflette la realtà di una concorrenza globale sempre più agguerrita”. Le linee guida, ha aggiunto, riflettono “le priorità di questa Commissione… ambizione e portata”.
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha sostenuto un approccio alla concorrenza che sia “più favorevole alla crescita delle imprese”. Ma questa posizione ha incontrato resistenze, poiché si ritiene che un allentamento delle norme sulle fusioni danneggerebbe l’innovazione, frenerebbe gli investimenti e costringerebbe i consumatori a pagare di più per beni e servizi.
