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L’Opec manda in tilt petrolio, azioni petrolifere e valute e i rendimenti dei Btp sono al minimo

Le Borse approfittano dello sconvolgimento provocato dal crollo del petrolio e dai rendimenti dei titoli di Stato sempre più bassi – Rosneft: “Petrolio a 60 dollari all’inizio del 2015” – Sale il dollaro – Attesa per la riapertura di Wall Street – A Piazza Affari rally dei bancari – Torri Telecom verso la Borsa – Goldman Sachs promuove Enel.

L’Opec manda in tilt petrolio, azioni petrolifere e valute e i rendimenti dei Btp sono al minimo

CROLLANO IL GREGGIO E I RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO. LE BORSE, SOSTENUTE DALLE BANCHE, RINGRAZIANO

Scendono i prezzi del petrolio, delle azioni petrolifere e delle valute dei Paesi, più legati al greggio. E’ la reazione dei mercati alla decisione Opec, prevista ma non scontata, di lasciare invariata la quota massima giornaliera di produzione a 30 milioni di barili adottando la strategia proposta dall’Arabia Saudita di puntare su un assestamento “naturale” del mercato stravolto dal boom della produzione di shale gas americano.

Le quotazioni del greggio sono crollate: il Brent è sceso a 72,60 dollari (-15% da inizio mese), il Wti a 68 dollari (-6,5% rispetto alla vigilia). Immediati i riflessi sui mercati e le valute: la Borsa del Giappone, uno dei Paesi più avvantaggiati sale dell’1,2%. Sale anche Shanghai +0,4%. L’Australia arretra dell’1,6%. Il dollaro avanza nei confronti delle valute legate all’oil: 6,9570 nei confronti della corona norvegese, ai massimi dal 2008. L’euro scivola a 1,2455 rispetto alla moneta Usa.

In Europa la Borsa di Londra ha chiuso invariata, Parigi +0,2%, Francoforte +0,6%. Piazza Affari ha registrato un rialzo dello 0,81%: il rally dei bancari ha compensato le perdite dei petroliferi. C’è attesa per la reazione dei mercati Usa, ieri chiusi per la festa del Ringraziamento, oggi aperti solo mezza giornata: il calo delle quotazioni rischia di mettere fuori mercato molti giacimenti di shale gas negli Stati Uniti e di provocare grosse perdite agli operatori impegnati nei loro finanziamento. 

ENI GIU’, PEGGIO TOTAL E BP. L’AD DI ROSNEFT: OIL A 60 DOLLARI

A Milano Eni ha perso l’1,9%, Saipem -4,8%, Tenaris -3,6%. La francese Total è scesa del 4%, l’anglo-olandese Royal Dutch Shell ha perso il 4%, Bp -2,6%. Tullow oil è scesa del 6,4%. Categorico Igor Sechin, numero uno di Rosneft e stretto collaboratore di Vladimir Putin: “Prevediamo – ha detto al quotidiano austriaco Die Presse – una discesa del greggio fino a 60 dollari o anche più in basso per la prima parte del 2015. Ma abbiamo le risorse per reggere l’urto anche se, ovviamente, rinvieremo gli investimenti più costosi”. “La produzione Usa di shale gas – ha aggiunto – toccherà il picco nel 2017 poi scenderà fino ad esaurirsi nel 2025: gli Usa hanno a disposizione dieci anni”.  

BTP, BUND, BONOS, OAT: MINIMI STORICI PER IL DEBITO

E’ stata una giornata “storica” anche per il mercato del debito sovrano. Il tasso del Btp decennale è sceso al nuovo minimo dall’introduzione dell’euro al 2,09% dopo la pubblicazione del dato sull’inflazione tedesca, calata a 0,5%, ai minimi dal febbraio 2010.

Lo spread tra Btp e Bund si è ristretto a 136 punti base, mentre il tasso del Bund ha aggiornato i minimi storici allo 0,705%.  L’attuale livello dell’indice dei prezzi al consumo, infatti, depone a favore di ulteriori mosse da parte della Bce, visto che a livello di Eurozona il target è posto al 2%.

Non è stato l’unico record di giornata: il Bonos spagnolo si è abbassato all’1,88%, l’Oat francese è sceso per la prima volta sotto l’1%, infine anche il bund tedesco ha toccato per la prima volta nella storia quota 0,705%. Intanto a Tokyo, per la prima volta nella storia, il titolo di Stato a 2 anni è sceso in asta ad un rendimento negativo: unico compratore la Bank of Japan.

Unica eccezione la Grecia, dove il decennale è ritornato sopra la soglia dell’8% dopo il fallimento dei colloqui di ieri a Parigi tra il governo di Atene e i rappresentanti di Commissione europea e Fondo monetario internazionale.

BANCHE AL TOP. FINECO NON SI FERMA PIU’

A Piazza Affari, tolti i petroliferi, è stata una giornata di forti rialzi in tutti i settori a partire dalle banche stimolate dalla prospettiva, sempre più palpabile, di mosse espansive da parte della Bce. Forti rialzi per i Big: Intesa è salita del 2%, Unicredit +2%, Mediobanca +2,1%. Toniche anche le popolari, Banco Popolare +2,5%, Pop.Milano +1,3%, Ubi Banca +1,9%.

FinecoBank +2,6% e si spinge sui nuovi massimi storici a 4,5980 euro. Si è trattato del settimo rialzo delle ultime nove sedute. Da inizio novembre per ben sei volte il titolo è riuscito a ritoccare il record precedente. Tra gli assicurativi Generali avanza dell’1,1%.

ENEL CORRE SOTTO LA SPINTA DI GOLDMAN SACHS

Il calo del costo del denaro favorisce la ripresa delle utilities. Enel ha chiuso in rialzo del 2% a 3,88940 euro. Goldman Sachs ha ripreso la copertura sul titolo con una raccomandazione Neutral e un target price a 4,50 euro. Un altro noto broker americano, Sanford & Bernstein, ha ribadito la raccomandazione positiva Outperform, target price 4,9 euro. Il gruppo, che nel 2014 è cresciuto in borsa del 20%, presenterà a marzo 2015 il nuovo piano industriale.

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha confermato cessioni di quote dell’utility (pur mantenendone il controllo), ma solo quando ci sarà un momento di mercato più favorevole. Sale anche A2A +0,8%.

LE TORRI TELECOM IN BORSA NEL 2015. BLACKROCK IN RAI WAY

Telecom Italia avanza del 2%. A sostenere il titolo è la notizia che le torri di trasmissione verranno trasferite in una newco, affidata ad Oscar Cicchetti, in vista di un collocamento in Borsa nel corso del 2015.

L’ad di Metroweb, Alberto Trondoli, ha detto intanto che dalla vendita della quota detenuta da F2i si potrebbero creare sinergie sia con Vodafone sia con Telecom. La decisione, ha aggiunto, arriverà nei prossimi giorni. Dallo scorso 24 novembre Grantham Mayo Van Otterloo & CO. detiene una partecipazione del 2,090% nel capitale dell’ex incumbent delle tlc. Dalle comunicazioni Consob è emerso che Blackrock detiene una quota del 5,02% di Rai Way -0,31%.

COMMESSA DALL’INDONESIA PER FINMECCANICA. BENE ATLANTIA

Nel resto del listino: Finmeccanica guadagna lo 0,8%. L’indonesiana Lion Group ha siglato l’accodo per l’acquisto di altri 40 Atr, diventando così il primo cliente della società controllata dal gruppo italiano e da Airbus. La cordata cinese Insigma/Xinzhu ha chiesto un rinvio di alcune settimane della cessione del settore trasporti (Ansaldo Breda e Sts) per presentare un’offerta concorrente a quella di Hitachi. StM +0,8%, Fca +0,3%, Prysmian -1%.

Nel lusso continua l’avanzata di Yoox +1,2%. Luxottica +1,6%. Safilo chiude in rialzo del 4,3% dopo il rinnovo della licenza con Jimmy Choo. Balzo positivo di Atlantia +3,1%. World Duty Free è salita del 3,7%, Autogrill +1,1%. Fra le midcap, Piaggio +4%: KeplerCheuvreux ha portato la raccomandazione a Buy ed ha alzato il target price a 3 euro.

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