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Liquidazioni giudiziali 2025: nuove procedure +11,7%, clearance rate in calo e tribunali sotto stress

Nel 2025 le liquidazioni giudiziali salgono a 10.028 (+11,7%), mentre le procedure definite calano del 3,8%. Clearance rate dimezzato, Roma e Milano concentrano i volumi e il sistema entra in una fase più delicata

Liquidazioni giudiziali 2025: nuove procedure +11,7%, clearance rate in calo e tribunali sotto stress

Il 2025 segna un’accelerazione delle liquidazioni giudiziali. Le nuove procedure iscritte nei tribunali italiani arrivano a 10.028, in aumento dell’11,7% rispetto alle 8.975 del 2024. È un incremento significativo, che rompe la relativa stabilità degli anni precedenti e riporta pressione sul sistema giudiziario concorsuale.

Nello stesso periodo, però, le procedure definite scendono da 13.111 a 12.618, con una flessione del 3,8%. Il dato fotografa un disallineamento crescente tra flussi in ingresso e capacità di smaltimento: il sistema continua a chiudere più di quanto apra, ma lo fa con un margine molto più sottile rispetto all’anno precedente.

Clearance rate in calo, ma ancora positivo

Il raffronto tra nuove iscrizioni e procedure chiuse chiarisce la portata del rallentamento. Nel 2025 vengono definite 12.618 procedure a fronte di 10.028 nuove liquidazioni, con un saldo positivo di 2.590 casi. In termini percentuali, il clearance rate si attesta al 18%, contro il 36% registrato nel 2024. Il segno resta positivo, ma il dimezzamento del margine indica una perdita di slancio nella capacità di assorbire l’aumento delle nuove iscrizioni. Il sistema regge, ma basta poco perché il saldo torni in territorio negativo.

Roma e Milano, volumi record e squilibri

Il peso delle grandi sedi resta determinante. Roma e Milano si confermano al primo e secondo posto per numero di procedure, con carichi di lavoro nettamente superiori a quelli degli altri tribunali. Roma emerge come il caso più critico. Nel 2025 le nuove iscrizioni raggiungono quota 1.060, con un balzo del 48% rispetto al 2024. Un incremento che non viene compensato dalle chiusure e che porta il clearance rate della capitale in territorio negativo, pari a -7%. Milano mantiene volumi elevati ma con un equilibrio più stabile tra ingressi e definite.

Accanto ai grandi centri, spiccano i risultati di alcuni tribunali sul fronte dello smaltimento. Cagliari registra un aumento del 90% delle procedure definite, Modena del 27% e la stessa Roma del 18%, segnale di uno sforzo organizzativo che però non basta a neutralizzare l’ondata di nuove iscrizioni.

Regioni a velocità diverse

A livello territoriale, la Lombardia si conferma il principale polo nazionale, con 2.085 nuove iscrizioni e 2.482 procedure definite nel corso dell’anno. Ma il 2025 accentua le divergenze regionali. Emilia-Romagna e Lazio mostrano le crescite più marcate delle nuove liquidazioni, rispettivamente +41% e +40%, contribuendo in modo rilevante all’aumento complessivo.

Sul fronte opposto, alcune aree evidenziano un rallentamento nella capacità di chiusura: le procedure definite calano del 17% in Campania, del 16% in Liguria e del 13% nelle Marche. Anche regioni con volumi più contenuti, come Basilicata (+24%), Sardegna (+23%) e Piemonte (+22%), mostrano aumenti significativi delle iscrizioni, segno di un cambio di ritmo diffuso sul territorio nazionale.

Meno pendenze, ma più complesse

Nonostante le tensioni sui flussi, lo stock complessivo delle procedure pendenti continua a ridursi. Al terzo quadrimestre del 2025 i casi ancora aperti sono 47.443, contro i 50.033 dello stesso periodo del 2024, con una diminuzione del 5,2%. Il dato conferma che il sistema sta ancora beneficiando dello smaltimento dello storico accumulato negli anni precedenti. Tuttavia, la composizione cambia in modo significativo. I fallimenti scendono da 35.619 a 26.303, mentre le liquidazioni giudiziali crescono da 14.414 a 21.140. Il carico complessivo si alleggerisce, ma si sposta verso procedure diverse e potenzialmente più onerose in termini di gestione.

“Il 2025 mostra da un lato un aumento significativo delle nuove liquidazioni giudiziali, dall’altro una riduzione delle procedure definite. È un segnale di rallentamento che pone le basi per un potenziale aumento di carico del lavoro futuro e aumento delle procedure pendenti nei prossimi anni. Questo ha portato a un netto calo del clearance rate rispetto al 2024, anche se il saldo rimane ancora positivo e consente una riduzione dello storico delle pendenze. In particolare, Roma e Milano continuano a concentrare volumi molto elevati rispetto al resto del Paese. Nel caso di Roma, l’aumento delle iscrizioni è stato particolarmente marcato e non è stato compensato dall’incremento delle chiusure. Nel complesso, il sistema tiene, ma entra in una fase più delicata, che richiede attenzione per evitare un futuro accumulo di nuove pendenze” ha dichiarato Giacomo Fava, Lead Artificial Intelligence Engineer presso berry srl.

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