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Liberalizzazioni, lavoro e infrastrutture: Monti dà il via alla fase 2 per la crescita

Dopo il salva-Italia improntato sul rigore, il Governo prepara il cresci-Italia per rilanciare lo sviluppo economico. Sul tavolo liberalizzazioni, lavoro e infrastrutture. La dead-line è fissata per il Consiglio dei ministri del 20 gennaio, in modo da essere pronti per l’Eurogruppo del 23

Liberalizzazioni, lavoro e infrastrutture: Monti dà il via alla fase 2 per la crescita

Il Governo ingrana la seconda. Dopo il primo pacchetto di provvedimenti, fatto di rigore e sacrifici necessari al risanamento dei conti, scatta col nuovo anno la fase 2 dell’esecutivo Monti: il cosiddetto “cresci-Italia”, che aggiungendosi all’ormai noto “salva-Italia” andrà a comporre il nuovo assetto legislativo economico anti-crisi. Sul tavolo del Governo, che si è imposto come dead-line il Consiglio dei Ministri del 20 gennaio (in modo da presentarsi all’Eurogruppo del 23 con la riforma già varata), ci sono i temi delicati ma di grandissima importanza: lavoro, liberalizzazioni, infrastrutture.

LAVORO – Il dossier più “caldo” del momento. Nonostante il premier Mario Monti abbia inaugurato il 2012 con una telefonata conciliatoria ai leader sindacali, ciò non ha impedito l’esplodere delle polemiche. Sull’argomento stanno intervendo tutti, anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha auspicato di “ripensare gli ammortizzatori sociali”, e il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, preoccupato di “prevenire le tensioni sociali”. Anche il tam tam tra le diverse sigle sindacali non accenna a fermarsi. Ha aperto le danze la leader della Cgil, Susanna Camusso, che su Twitter ha chiesto al governo di evitare appuntamenti con i singoli sindacati: “No a incontri separati in stile Sacconi”. La richiesta della Cgil non ha però trovato d’accordo la Uil: “Ciò che conta è che il Governo ascolti e accolga il merito delle proposte sindacali”, ha dichiarato Luigi Angeletti.
E il governo? Tira avanti, con decisione. “La riforma del mercato del lavoro sarà oggetto di un negoziato rapido perchè non ci è dato di lavorare con calma”, aveva già fatto capire l’antifona il premier Monti nell’ultima conferenza stampa del 2011. Dalla prossima settimana il Ministro Elsa Fornero terrà una serie di incontri bilaterali per istruire il dossier. Sul tavolo ci saranno l’art.8, la disoccupazione e interventi a sostegno del mercato del lavoro, a partire dai nuovi ammortizzatori sociali per contemperare le esigenze di “equità” poste dai sindacati con quelle di crescita e sviluppo necessarie e volute dall’esecutivo. Inoltre ieri la titolare del Lavoro ha fatto sapere di voler intervenire sulla pratica delle “dimissioni in bianco”, ovvero sull’abitudine sempre più ricorrente imposta alle donne al momento dell’assunzione per poter interrompere facilmente il rapporto in caso di maternità.



LIBERALIZZAZIONI – Anche su questo fronte la battaglia si annuncia spigolosa, viste già le difficoltà incontrate in particolare per taxi e farmacie. Il governo sta tuttavia pensando a un intervento “a 360 gradi” da effettuare possibilmente tramite decreto legge, allo scopo di rendere immediatamente operativi gli interventi. I settori interessati saranno diversi: dalla benzina alle poste, dagli ordini professionali ai servizi pubblici locali e alle grandi reti (Snam e Fs). E, ovviamente, anche taxi e parafarmacie. In particolare per le auto pubbliche c’è sempre il forte rischio di un’ondata di proteste, soprattutto a Roma dove sono ben 8mila le licenze, che in caso di liberalizzazione potrebbero diventare il doppio. Ma naturalmente sarebbero previste, come è già avvenuto all’estero, forme di compensazione (rimborsi o licenze gratuite a chi ne possiede già). L’incontro con l’associazione di categoria sarà piuttosto delicato, ma prima in agenda toccherà al ministro Passera vedere i benzinai e al ministro Balduzzi far visita alle parafarmacie.
Le liberalizzazioni appaiono una riforma essenziale per la crescita: secondo i dati forniti dall’Ocse, infatti, l’Italia è appena al 31esimo posto su 34 Paesi come livello di liberalizzazioni delle professioni (commercialisti, ingegneri, architetti, legali). Un po’ meglio va nella classifica sui servizi (telecomunicazioni, gas, luce, poste, trasporti etc), dove l’Italia occupa la 15esima posizione, anche se ben lontana dai punteggi delle migliori (Regno Unito e Germania). Sarebbe ora di cancellare le proteste di retroguardia che sembrano dimenticare due grandi convitati di pietra: la crescita economica e i consumatori.

OPERE PUBBLICHE – Al piano sta lavorando il Ministro dello Sviluppo Corrado Passera insieme con il vice Mario Ciaccia: l’obiettivo è quello di favorire la sburocratizzazione delle opere pubbliche e rafforzare il project financing. Tra gli interventi in esame per aumentare il coinvolgimento dei capitali privati c’è l’adozione di nuovi incentivi fiscali e la proroga delle concessioni da 30 a 50 anni. Intanto il Governo intende sbloccare subito alcuni cantieri, in particolare al Sud, con priorità per l’autostrada che colleghi il Molise al Lazio e una possibilità anche per il Ponte sullo Stretto. Il valore complessivo di queste opere si aggira sui 5 miliardi di euro.

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