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LETTURE INTELLIGENTI – La rassegna stampa di FIRSTonline del 9 settembre

ABRAVANEL sul Corriere della Sera sul concorso per i nuovi insegnanti e i diritti degli studenti – BARTEZZAGHI su La Repubblica sulla sindrome del brevismo – DE RITA su La Stampa sulla “paura dell’Italia del suo futuro” – PRODI su Il Sole 24 Ore sull’importanza per l’Europa di ridare centralità all’industria.

LETTURE INTELLIGENTI – La rassegna stampa di FIRSTonline del 9 settembre

CORRIERE DELLA SERA – Roger ABRAVANEL in “Gli studenti meritano i migliori insegnanti”: è un commento di prima pagina sul concorso del Governo per assumere 12 mila nuovi insegnanti.  A proposito di polemiche, precari e concorsi, Abravanel  avanza una domanda ineludibile: “Quale insegnante preferireste per vostro figlio, una signora 45enne oggi al numero 152 della graduatoria di merito di un concorso di 10 anni fa o una giovane trentenne che è risultata tra i primi a un concorso fatto in questi giorni?”

LA STAMPA – Giuseppe DE RITA in un’intervista rilasciata a Alain Elkann sostiene che “L’Italia si nasconde per paura del futuro” ed è tornata un “Paese sommerso” che “ha perso ambizione” anche se si avvertono i sintomi che prima o poi le cose cambieranno. Un buon segno è che “la classe dirigente sta cambiando nelle medie aziende, nelle banche intermedie ma anche nelle società quotate in Borsa dove arriva gente più giovane, più spregiudicata che vuole comandare e i vecchi nomi scompaiono”

LA REPUBBLICA – Stefano BARTEZZAGH segnala in prima pagina che “Tutto è troppo veloce nell’era del brevismo” e si domanda se “non staremo morendo dell’ansia da breve termine”: dagli investitori finanziari alla “Fast editoria”, passando per tweet e test istantanei.  “La dittatura della rapidità insegue risultati immediati in ogni settore: si chiama “short-termism” ed è la nostra nuova sindrome” 

IL SOLE 24 ORE – Romani Prodi in prima pagina auspica che “L’Europa punti sulla manifattura” e osserva che “troppo a lungo si è parlato solo di finanza, ma è nella manifattura il cuore dell’economia europea e oggi è prioritario difendere e rilanciare il nostro sistema produttivo”. Illuminante il colloquio tra l’ad di Apple Tim Kook e il presidente americano Obama ma anche l’accorciamento delle distanze sul costo del lavoro tra Europa, Est europeo e Asia.

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