Ad aprile le imprese italiane prevedono circa 500mila nuove assunzioni, in un contesto di sostanziale stabilità rispetto allo stesso mese del 2025. Nel complesso del trimestre aprile-giugno, le entrate stimate raggiungono 1,67 milioni, con un lieve calo (-0,5%) rispetto all’anno precedente. A trainare il mercato del lavoro sono soprattutto i settori dei servizi, in particolare logistica, turismo e servizi alla persona, mentre permangono difficoltà crescenti nel reperire figure professionali qualificate, con quasi una posizione su due difficile da coprire.
A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che fotografa le aspettative occupazionali delle imprese italiane. Il dato mensile conferma una tenuta generale, mentre a livello trimestrale si registra una lieve flessione che segnala una fase di prudenza da parte delle aziende.
Crescono agricoltura e turismo, manifatturiero e costruzioni rallentano
Guardando ai settori, emergono dinamiche differenti. I servizi continuano a rappresentare il principale motore della domanda di lavoro, con circa 340mila ingressi previsti ad aprile e oltre 1,15 milioni nel trimestre. In particolare, crescono le opportunità nel trasporto, logistica e magazzinaggio (+5,5%), nel turismo e nella ristorazione (+3,8%) e nei servizi alle persone (+2%).
Anche il settore primario mostra segnali positivi, con una crescita del 3,5%, pari a 42mila ingressi ad aprile e 131mila nel trimestre (7,9% del totale), confermando il ruolo dell’agricoltura come comparto dinamico in alcune aree del Paese.
Diverso il quadro per l’industria manifatturiera, che registra un calo complessivo delle entrate previste (-4,1%). Le contrazioni più significative riguardano l’industria del legno e del mobile (-9,6%), la metallurgia e i prodotti in metallo (-7%) e il comparto chimico-farmaceutico e della plastica (-6,9%). Anche il settore delle costruzioni mostra una lieve flessione (-1%), con circa 45mila contratti ad aprile e 145mila entro giugno, pur mantenendo un volume rilevante di assunzioni.
Nel complesso, il settore industriale prevede circa 118mila contratti ad aprile e 383mila nel trimestre. All’interno del manifatturiero, le entrate programmate sono circa 74mila nel mese e 238mila nel trimestre, con opportunità nelle industrie meccaniche ed elettroniche (18mila e 55mila), metallurgiche (13mila e 42mila), alimentari (13mila e 43mila) e tessili, abbigliamento e calzature (8mila e 25mila).
Difficoltà di reperimento e profili richiesti
Uno degli aspetti più rilevanti emersi dal bollettino riguarda la difficoltà di reperimento del personale. Il 44,6% delle posizioni programmate dalle imprese ad aprile risulta difficile da coprire, pari a circa 223mila unità. Le criticità sono particolarmente elevate nelle costruzioni, dove oltre sei posizioni su dieci risultano di difficile reperimento, ma anche in alcuni comparti industriali e nei servizi informatici e delle telecomunicazioni, dove la quota supera il 50%.
Le difficoltà si concentrano soprattutto su profili tecnici e altamente specializzati. Tra le figure più richieste ma meno reperibili figurano gli operai specializzati nelle costruzioni, i meccanici e i manutentori, i tecnici della gestione dei processi produttivi e quelli in ambito ingegneristico. Criticità significative emergono anche per i tecnici della salute e per gli operatori del settore tessile e manifatturiero.
Giovani, lavoratori stranieri e distribuzione territoriale
Dal punto di vista delle caratteristiche della forza lavoro, circa il 28% delle assunzioni previste è destinato ai giovani under 30, per un totale di 139mila contratti. Un’altra quota rilevante, pari al 24,1%, riguarda invece lavoratori immigrati, a conferma del loro ruolo sempre più centrale nel mercato del lavoro italiano.
Infine, a livello territoriale, le maggiori opportunità si concentrano nel Sud e nelle Isole, dove sono previste circa 160mila assunzioni ad aprile. Seguono il Nord-Ovest, il Nord-Est e il Centro, con valori che confermano una distribuzione geografica delle opportunità ancora sbilanciata, ma diffusa su tutto il territorio nazionale.
