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La ripresa poggia più sulla domanda interna che sull’export: perchè l’Italia importa tanto?

FOCUS BNL – Dallo scoppio della crisi, le importazioni italiane di beni di consumo sono aumentate da 80 a oltre 110 miliardi di euro – Tra il 2013 e 2017, l’export è aumentato del 15,5% e l’import di quasi il 20%, contribuendo a spiegare i soli 3,4 punti percentuali guadagnati dal Pil.

La ripresa poggia più sulla domanda interna che sull’export: perchè l’Italia importa tanto?

Tra gennaio e giugno di quest’anno, le esportazioni italiane sono cresciute dell’8%, trainate dalla robusta domanda proveniente dai paesi al di fuori dell’Unione europea. Le vendite in Cina sono aumentate del 28% e quelle negli Stati Uniti di quasi il 10%. La ripresa ha interessato anche le altre economie emergenti, con il ritorno alla crescita delle esportazioni in Russia e Turchia. L’economia italiana trae beneficio dal migliorato contesto internazionale, che sta favorendo una graduale accelerazione del commercio mondiale.

Nonostante questo favorevole andamento, la ripresa dell’economia italiana riflette principalmente il ritrovato sostegno della domanda interna, mentre il contributo delle esportazioni nette rimane negativo, penalizzato dalla forte crescita delle importazioni. Tra il I trimestre 2013 e il II 2017, le esportazioni sono aumentate del 15,5% in termini reali; la crescita delle importazioni si è, invece, avvicinata al 20%, contribuendo a spiegare i soli 3,4 punti percentuali guadagnati dal Pil.

Dallo scoppio della crisi, le importazioni italiane di beni di consumo sono aumentate da 80 a oltre 110 miliardi di euro. Gli acquisti dall’estero sono arrivati a coprire circa il 23% del totale dei consumi di beni delle famiglie, 5 punti percentuali in più del 2008 e 9 in più del 2000, assorbendo circa il 15% della spesa per prodotti alimentari e il 30% di quella per abbigliamento e calzature.

Il maggior peso delle importazioni interessa anche l’attività delle imprese. Tra il 2013 e il 2016, gli acquisti dall’estero di macchinari sono aumentati del 25%, raggiungendo i 28 miliardi di euro e coprendo circa un terzo del totale degli investimenti. Sono, inoltre, cresciute le importazioni di beni intermedi, segnalando il peso crescente dell’estero nel fornire gli input necessari al processo produttivo interno.

Diversi fattori spiegano la crescente rilevanza delle importazioni. In alcuni settori, una lunga fase di deindustrializzazione ha portato al trasferimento all’estero di intere fasi del processo produttivo, rendendo il ricorso agli acquisti dall’estero quasi una scelta obbligata. Negli ultimi anni, il sistema manifatturiero italiano sembra, però, anche aver perso competitività: tra il 2005 e il 2016, i prezzi alla produzione interni sono cresciuti del 13%, mentre l’aumento dei prezzi all’importazione si è fermato al 2%, rappresentando una maggiore convenienza ad acquistare dall’estero piuttosto che produrre internamente.

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