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La Champions presenta il conto: nuovo Ko Inter e solo pari per Milan e Napoli. Occasione d’oro per Roma e Juve

La Roma è senza Dybala ma contro l’Udinese ha l’occasione per scalare la classifica dopo la terza sconfitta casalinga dell’Inter e i pareggi di Milan e Napoli, che pagano le fatiche di Champions – La Juve cerca il riscatto con il Sassuolo

La Champions presenta il conto: nuovo Ko Inter e solo pari per Milan e Napoli. Occasione d’oro per Roma e Juve

Il peso della Champions. Napoli e Milan non vanno oltre al pareggio con Verona e Bologna, l’Inter esce addirittura sconfitta contro il Monza. Le tre protagoniste dei quarti, insomma, pagano dazio alla massima competizione europea, anche se in modo diverso. Il pareggio di Spalletti, infatti, non sposta praticamente nulla in chiave Scudetto e pure quello di Pioli, alla luce di quanto accaduto a San Siro, diventa addirittura un punto guadagnato su una diretta concorrente. Discorso completamente diverso per Inzaghi, alle prese con la terza sconfitta consecutiva in casa, per giunta senza segnare nemmeno un gol: si tratta di un record negativo mai toccato nella storia del club, che rischia di pesare enormemente nella corsa alla prossima Champions. Oggi la Roma, in caso di vittoria sull’Udinese, scapperebbe a + 5, mentre la Juve, al di là della partita col Sassuolo, guarda soprattutto al 19 aprile, giorno in cui si deciderà il da farsi sulla penalizzazione di 15 punti: dovessero restituirglieli, ecco che la classifica dell’Inter diventerebbe addirittura drammatica.

Inter – Monza 0-1, Inzaghi: “Sconfitte in fotocopia, i portieri avversari sono sempre i migliori in campo”

I nerazzurri avevano un solo risultato a disposizione, ancor più dopo il pareggio del Milan nel pomeriggio, che rendeva il sorpasso al quarto posto più che possibile. Invece ha vinto il Monza grazie a un colpo di testa di Caldirola (78’), alle parate di Di Gregorio e alla confusione dell’Inter, capace di accendersi solo nella parte finale, più per disperazione che per idee di gioco. I numeri non dicono sempre tutto, ma quando sono così netti diventano una sentenza: la squadra di Inzaghi non vince dal 5 marzo contro il Lecce e nelle successive cinque di campionato ha raccolto un solo punto, a fronte di quattro sconfitte di cui tre a San Siro. Il ruolino recita due soli gol segnati (Lukaku su rigore a La Spezia e Gosens a Salerno) e sei subiti, il che la dice lunga sulle difficoltà dei nerazzurri. Certo, in Champions è un’altra storia e proprio quella sta tenendo a galla Inzaghi, ma è chiaro che aggrapparsi solo alla coppa diventa quantomeno rischioso: il discorso vale anche per il Milan, che però al momento è davanti in classifica.

Spiegare la differenza di rendimento tra Serie A ed Europa è quasi impossibile, se non con le motivazioni e qui si chiama nuovamente in causa il tecnico, evidentemente incapace di trasmetterle laddove non vengono da sole. “È la fotocopia delle altre sconfitte, non va bene e siamo delusi oltre che arrabbiati – ha replicato il diretto interessato in conferenza stampa -. Non è vero che non sentiamo il campionato, sappiamo l’importanza di queste partite anche se un altro risultato negativo ci complica il cammino. Ci manca l’episodio che fa cambiare la situazione, le statistiche sono superiori rispetto alle coppe, ma i risultati non ci stanno dando ragione. In questo momento non basta e non è un caso che i portieri avversari siano sempre i migliori in campo, però se diciamo sempre le stesse cose è evidente che qualcosa non va. Siamo a due punti dal Milan e ne mancano ancora tanti, abbiamo le carte in regola per rientrare in corsa per i primi quattro posti. Dobbiamo essere preoccupati del rendimento, ma ci stiamo lavorando perché il risultato non rispecchia quanto fatto in campo”.

Napoli – Verona 0-0, Spalletti: “Siamo stati meno qualitativi del solito, ma con i tifosi siamo più forti”

Seconda partita consecutiva in casa senza vittoria per gli azzurri, peraltro nuovamente a secco di gol. Anche qui, proprio come per il Milan, il turnover ha finito per indebolire il Napoli, permettendo al Verona di reggere l’urto della capolista senza troppi problemi, almeno fino all’ingresso di Osimhen. La notizia più bella della giornata, oltre alla pace tra De Laurentiis e gli ultras (tornati a tifare regolarmente), è proprio il ritorno in campo del nigeriano, che in 20’ (recupero compreso) ha fatto più del titolare Raspadori, colpendo una traversa clamorosa che sa tanto di avvertimento al Milan: con lui in campo il Napoli diventa decisamente un’altra squadra. L’Hellas di Zaffaroni, dicevamo, ha impostato una gara difensiva e l’ha gestita abbastanza bene, sprecando addirittura l’occasione per vincere in pieno recupero con Ngonge, sciagurato nel tentare un improbabile cucchiaio a tu per tu con Meret.

Gli azzurri confermano di non avere la brillantezza di qualche tempo fa, il che preoccupa soprattutto in chiave Champions: lo Scudetto, infatti, con 14 punti di vantaggio sulla Lazio a 8 giornate dalla fine, resta saldamente nelle loro mani. “Abbiamo trovato una squadra che si è chiusa, che ci ha tolto spazio – ha spiegato Spalletti -. Bisogna saper occupare gli spazi vuoti, siamo rimasti un pochino troppo a girargli intorno senza essere qualitativi come siamo solitamente. Molte difficoltà sono arrivate dalla prova del Verona, squadra abituata anche a perdere del tempo come gli è stato concesso anche stasera, il tempo che viene perso al Maradona non lo vedo da nessuna parte. Comunque, sono felice per il ritorno dei nostri tifosi, con loro ci sentiamo più forte, e anche per Osimhen: aveva bisogno di riprendere confidenza e in quei minuti ha ribadito di avere qualità superiori agli altri”.

Bologna – Milan 1-1, Pioli: “Inizio inaccettabile, ma ci mancano due rigori”

L’azzardo di Pioli di schierare dieci giocatori diversi rispetto a mercoledì, facendo così riposare tutti i titolari in vista di Napoli, non ha pagato, perché il Milan non è andato oltre l’1-1 sul campo del Bologna, raccogliendo un altro pareggio dopo quello di settimana scorsa contro l’Empoli. Il Diavolo si ritrova così scavalcato appaiato alla Roma, che però potrebbe staccarlo di 3 punti in caso di successo con l’Udinese, ma mantiene il quarto posto grazie alla sconfitta dell’Inter, finendo per guadagnare addirittura una lunghezza. In casa rossonera comunque c’è un po’ di amarezza, anche per via di un paio di episodi arbitrali che hanno fatto arrabbiare non poco la squadra: all’appello ci sono due possibili rigori che avrebbero potuto cambiare il risultato, ma Massa ha deciso di lasciar correre.

Per il resto però il risultato è sostanzialmente giusto, con il Bologna partito fortissimo e già in vantaggio dopo appena 1’ con Sansone e il Milan a rincorrere, ma capace di trovare il pari prima dell’intervallo con Pobega (40’). Nella ripresa Pioli ha provato a prendersi i 3 punti anche con i cambi, inserendo, fra gli altri, Leao e Diaz, ma il risultato è rimasto fermo, nonostante alcune ottime potenziali occasioni non sfruttate. “La prestazione c’è stata, ma non dovevamo subire gol in quel modo all’inizio – il commento del tecnico –. Ci è mancata precisione nel concretizzare le occasioni che abbiamo avuto, poi siamo stati sfortunati negli episodi arbitrali: c’erano due rigori. Un allenatore deve valutare tante situazioni e gli impegni di Champions quest’anno li abbiamo pagati molto, giocare tre partite in sei giorni è veramente difficile, soprattutto quelle così importanti. Non sono passate nemmeno 72 ore dall’andata, non bisogna dimenticarlo, e poi ho un gruppo forte che ha dimostrato di avere qualità”.

Sassuolo – Juventus (ore 18, DAZN)

La prima big a scendere in campo in questa domenica sarà la Juventus di Allegri, attesa dalla complicata trasferta di Sassuolo. Impegno insidioso, sia per il valore dei neroverdi, autori di un 2023 di buonissimo livello, che per la stanchezza post Europa, vista la difficoltà della gara di giovedì con lo Sporting. Inoltre, proprio come per le squadre della Champions, la settimana che viene vedrà la gara di ritorno, con una trasferta a Lisbona tutt’altro che semplice. Insomma, la gara di Reggio Emilia non arriva nel momento migliore, ma i bianconeri hanno il dovere di portarsela a casa, tanto più per quello che accadrà mercoledì prossimo, proprio alla vigilia della sfida con i portoghesi: il tempo dell’incertezza sul meno 15, infatti, è quasi finito, perché il 19 si riunirà il Collegio di Garanzia del Coni per decidere il da farsi. Dal prossimo weekend, dunque, sapremo se la Signora sarà salita in piena zona Champions o se potrà puntare solo a un posto in Europa League, ovviamente in attesa del secondo filone sugli stipendi (possibili deferimenti attesi entro un paio di settimane). Sbagliare oggi sarebbe quindi imperdonabile, oltre che dannoso per il morale di un gruppo rinato proprio in concomitanza con la sentenza del meno 15, e chiamato ora a proseguire su questa china fino alla fine.

Allegri: “È il momento clou, stringiamo i denti e aspettiamo il 19 aprile con serenità”

“Il Sassuolo è tecnicamente forte ed è in buona condizione., col Verona ha perso una partita inspiegabile, ma questo è il calcio – l’analisi di Allegri -. Dobbiamo cercare di tornare alla vittoria dopo aver perso a Roma, sapendo di dover affrontare un avversario tosto. I prossimi 15 giorni saranno molto importanti, abbiamo l’Atalanta a 4 punti al netto del -15. La Lazio vincendo con lo Spezia ci ha superato nella classifica di campo, il nostro obiettivo è anche migliorare la classifica dell’anno scorso in termini di posizione. Mancano ancora nove gare e ci sono 27 punti a disposizione, il cammino è ancora lungo. Facciamo un passo alla volta, intanto pensiamo al Sassuolo, poi giovedì andremo a giocarci questa partita a Lisbona. Il verdetto del 19 aprile? Lo viviamo serenamente, ci siamo fatti una bella corazza, siamo concentrati solo sulle singole partite e sugli obiettivi di campo”.

Sassuolo – Juventus, le formazioni: Vlahovic torna titolare, Berardi non ce la fa

Partita da vincere, anche se Allegri non potrà ignorare l’imminente trasferta di Lisbona, che lo indurrà a ruotare diversi uomini in tutti i reparti. Il turnover, in parte obbligato (vedi Szczesny, tenuto a riposo precauzionale dopo il malore di giovedì), farà sì che il 3-5-2 bianconero sarà diverso da quello titolare, con Perin in porta, Gatti, Bonucci e Danilo in difesa, Cuadrado, Fagioli, Paredes, Rabiot e Kostic a centrocampo, Chiesa e Vlahovic in attacco, con Di Maria e Milik pronti a subentrare dalla panchina e Kean in tribuna, fermato da un affaticamento al flessore. Una sola assenza per il Sassuolo, ma molto pesante: Berardi, infatti, non ci sarà per via di un problema riportato nell’allenamento di venerdì. Il 4-3-3 neroverde vedrà così Consigli tra i pali, Toljan, Erlic, Ferrari e Rogerio nel reparto arretrato, Frattesi, Maxime Lopez e Henrique in mediana, Bajrami, Pinamonti e Laurienté nel tridente offensivo.

Roma – Udinese (ore 20.45, DAZN)

In serata invece sarà la volta della Roma, alle prese con la sfida casalinga contro l’Udinese. Mourinho ha la possibilità di portarsi a + 3 sul Milan e addirittura a + 5 sull’Inter, ecco perché deve cercare di vincere a tutti i costi, nonostante gli infortuni di Dybala e Abraham: entrambi potrebbero farcela per giovedì contro il Feyenoord, quando i giallorossi dovranno rimontare la sconfitta di Rotterdam, ma non certo per stasera. La Roma dovrà stringere i denti e cercare 3 punti pesantissimi, perché se è vero che l’Europa League è importante, lo è anche che il campionato non aspetta e richiede la massima concentrazione. Di fronte ci sarà un’Udinese lontana parente di quella che all’andata vinse 4-0, umiliando letteralmente i giallorossi: motivo in più per riscattarsi e prendersi il successo, specialmente in questa fase della stagione.

Roma – Udinese, le formazioni: Mourinho senza Dybala e Abraham, attacco sulle spalle di Belotti

I problemi di Mou, come detto in precedenza, riguardano soprattutto l’attacco, viste le pesantissime assenze di Dybala e Abraham. La speranza è di riaverli entrambi per giovedì, mentre stasera bisognerà stringere i denti e affidarsi a Belotti, unico centravanti di ruolo rimasto a disposizione. Il 3-4-2-1 giallorosso vedrà così Rui Patricio in porta, Mancini, Smalling e Llorente in difesa, Zalewski, Matic, Pellegrini e Spinazzola a centrocampo, El Shaarawy e Wijnaldum alle spalle dell’unica punta Belotti. Classico 3-5-2 invece per Sottil, che risponderà con Silvestri tra i pali, Becao, Bijol e Perez nel reparto arretrato, Ehizibue, Lovric, Walace, Pereyra e Udogie (reduce da un grottesco incidente stradale in settimana, dal quale è fortunatamente rimasto illeso) in mediana, Success e Beto in attacco.

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