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La Borsa vola sulle privatizzazioni

di Ugo Bertone – Nonostante le resistenze della Lega, Tremonti conferma di voler spingere sul pedale delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni e di voler partire proprio dalle municipalizzate – I mercati rispondono in maniera entusiasta e fanno crescere il Ftse/Mib del 2%, consegnando a Milano la maglia rosa d’Europa – Bene Eni, Enel e Finmeccanica

TREMONTI: AVANTI TUTTA SULLE PRIVAZIZZAZIONI
NOVITA’ IN VISTA PER LE LIBERALIZZAZIONI

Privatizzazioni di tranche di colossi di Stato come Eni, Enel e Finmeccanica in manovra? “Chi fa dei nomi mente”. Cosi’ il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, ha frenato le indiscrezioni di stampa circolate circa le privatizzazioni delle società private a controllo pubblico. La norma sulle privatizzazioni che sarebbe allo studio del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, non dovrebbe quindi dare indicazioni sui nomi delle società interessate. Sembra così confermata l’ostilità della Lega alla vendita delle partecipazioni dell’area pubblica, che riguarda soprattutto le utilities locali. Ma il monito del Carroccio è andato a vuoto. Giulio Tremonti, parlando all’Abi, è stato esplicito: Finita la crisi che ha depresso i valori degli asset bisogna ”ripartire con le privatizzazioni.

A cominciare dai comuni, che ad eccezione dell’acqua, saranno spinti verso questa direzione da un meccanismo di incentivi e disincentivi collegati al patto di stabilità interno”, Tremonti ha poi spiegato che per quanto riguarda le privatizzazioni di asset statali (vedi Poste e Ferrovie, innanzitutto) ci sarà una semplificazione del precedente dcpm. Inoltre, avanti tutta con le liberalizzazioni. Anche questo conterrà il decreto sulla manovra “rafforzato” ha spiegato il ministro dell’Economia. ”Entro sei mesi il campo delle attività, se non prevedi niente di diverso, è libero. E’ una norma europea – ha aggiunto – scritta in inglese che noi abbiamo tradotto e che – ha concluso il Ministro – ho come l’impressione che oggi entrerà nel decreto” La Borsa reagisce in maniera positiva al messaggio. In mattinata Finmeccanica segna un rialzo dell’1,97, meglio di Eni (+1,03%) e di Enel (+1,025).

LA BORSA DI MILANO MIGLIORE D’EUROPA
PIMCO HA FATTO IL PIENO DI BOT E BTP

Buon rialzo della Borsa di Milano che prosegue il recupero avviato ieri. L’indice principale FtseMib sale del 2,23%, Ftse/Mib a 18.923 punti. Dopo un’apertura in calo, anche le altre Borse europee viaggiano ora in territorio positivo. A Londra, il Ftse100 avanza di quasi mezzo punto percentuale a 5.897,8 punti, mentre il Dax sale dello 0,8% a 7233,7 punti. Positivo anche il Caca40 che prende circa lo 0,48% a 3.792,2 punti. Il miglioramento riguarda anche i titoli di Stato: il rendimento del Btp decennale è sceso al 5,48% (-8 punti base) e lo spread con il Bund tedesco si è ridotto a 279 punti base dai 350 del massimo di ieri. L’euro si rafforza, nonostante la decisione di Moody’s di tagliare il rating dell’Irlanda a “spazzatura” e si porta a 1,405 contro dollaro.

A spezzare una lancia a favore dei titoli italiani è nientemeno che Andrew Bosomworth, capo della gestione del reddito fisso di Pimco, In precedenza sottopesato sull’Italia, il gestore del più grande fondo al mondo (1.200 miliardi di dollari di asset) ha sfruttato i cali di questi giorni per incrementare la sua posizione sui Btp che hanno toccato ieri valori che non si vedevano dal 1997. “Se il mercato non si stabilizzasse la Bce sarebbe obbligata a comprare in modo massiccio il debito pubblico italiano per evitare un effetto domino” ha spiegato il gestore che ha azzerato la sua posizione sui T-bond americani. Per giudicare gli eccessi di questi giorni, basto notare che il cds, cioè la polizza sul rischio, per l’Italia sia più caro dei Credit default swap su Romania, Bulgaria, Polonia, Cile e Perù.

INVITO DI VEGAS: “NON PRESTATE I TITOLI”
CORRE INTESA, MA GOLDMAN TAGLIA I TARGET

La Consob ha fatto un’opera di moral suasion chiedendo a tutte le istituzioni che hanno prestato titoli di richiamarli. L’auspicio riguarda anche le fondazioni bancarie, principali “serbatoio” di titoli Intesa, Unicredit e MontePaschi. Lo ha detto il presidente della commissione Giuseppe Vegas a margine dell’assemblea dell’Abi. “Abbiamo fatto una moral suasion chiedendo a tutti quelli che hanno prestato titoli di richiamarli”, ha detto Vegas. Alla domanda se la richiesta fosse vincolante, Vegas si è limitato a rispondere: “No, intanto vediamo”. Intanto i titoli bancari respirano. Intesa Sanpaolo sale del 3,5% a 1,63 euro e traina i rialzi dei titoli bancari in una giornata positiva per Piazza Affari. Le banche confermano il recupero messo a segno ieri dopo sei sedute consecutive di pesanti ribassi che hanno lasciato il segno, anche per il parallelo aumento dello spread sui titoli di Stato, che è sceso stamane a livelli più normali (285 Pb contro un record di 304) ma comunque elevati.

Per questa ragione oggi Goldman Sachs ha tagliato i target price sulle azioni degli istituti di credito, a fronte dei più elevati costi di rifinanziamento e di una minore reddittività attesa dopo il calo dei prezzi dei titoli di stato in portafoglio: “Incorporiamo alcune di queste preoccupazioni in un incremento del costo dell’equity (10,5-11% in media) e in una riduzione dell’utile per azione (4-7% in media)”, scrivono gli analisti. Per Intesa il nuovo prezzo obiettivo è di 2,3 euro, dal precedente 2,5 euro Fra gli industriali brilla Fiat Industrial. In calo Stm, intaccata dalla debolezza dell’intero settore dei semiconduttori negli Usa. Positivi i titoli dell’energia rinnovabile: Enel Green Power sale dell’1,3%, Terni Energia +3,8%. Fra le mid cap, positiva Brembo +3,6%.

LA MANOVRA SPINGE ATLANTIA E GEMINA
FRENATA SUL BOLLO, AZIMUT SUGLI SCUDI

Cambia, ma non troppo, l’imposta di bollo sul deposito titoli. La stretta a carico dei possessori di titoli resta nella sostanza: viene però rimodulata la progressività dell’imposta che sarà uguale per tutti, e pari a 120 euro, nel 2011 e nel 2012. Dal 2013, però, diverrà progressiva partendo da un minimo di 120 euro per arrivare fino a 1.800 euro per i depositi di titoli «il cui complessivo valore nominale o di rimborso presso ciascuna banca sia superiore a 300 mila euro». L’ipotesi allo studio più accreditata, da trasformare in emendamento alla manovra, ieri sera risultava in questi termini. L’altra novità è la scelta di applicare l’imposta alle comunicazioni relative ai depositi inviate dagli intermediari finanziari. Non si tratta più, come formulato in un primo momento, dell’incremento dell’imposta di bollo sui depositi, oggi pari a 34,2 euro. La relazione allegata al nuovo articolo chiarisce che la modifica proposta «è informata a principi di progressività e ha l’ulteriore obiettivo di ridurre il rischio di spiazzamento degli investimenti in titoli di Stato». Si crea così una situazione di svantaggio per le obbligazioni bancarie. Il limite all’1% della deducibilità degli ammortamenti dei beni devolvibili dovrebbe essere abrogato e sostituita con una riduzione della deducibilità fiscale degli accantonamenti per il fondo di ripristino.

Sarebbe questo l’orientamento della maggioranza che dovrebbe essere tradotto in un emendamento, da condividere con l’opposizione, al decreto legge sulla manovra economica all’esame della commissione Bilancio del Senato. La nuova formulazione è giudicata meno onerosa dai mercati. A guidare il rialzo fra le blue chip di Piazza Affari è proprio Atlantia è +4,9%, L’altra concessionaria autostradale Sias sale del 7%. In forte rialzo anche Gemina. Azimut ha acquisito il 50% della svizzera Katarsis Capital Advisors per 7,5 milioni di euro. Il pagamento è parte in azioni proprie e parte in cash.  Katarsis opera in Svizzera come investment advisor su una massa gestita di circa 90 milioni di euro. Azimut ha precisato che la società è stata valutata dieci volte gli utili. Azimut è molto attiva sul fronte acquisizioni: dopo l’ingresso sul mercato cinese e turco, il gruppo ha acquistato CMG a Montecarlo e ha siglato un accordo di distribuzione con la svizzera Siqurgest. Grazie a queste operazioni potrebbe essere scongiurato il timore di una riduzione delle masse in gestione.

MEDIUM CAP: INTERPUMP FA ANCORA SHOPPING
BOLLORE’ A UN PASSO DA PININFARINA (+24%)

Non si ferma lo shopping di Interpump, una delle società che fanno parte delle partecipazioni della Tip di Gianni Tamburi. Interpump ha firmato un contratto per l’acquisizione del 53% dell’emiliana Galtech per un controvalore pari a 3,3 milioni di euro, l’acquirente paga per la metà in cash e l’altra metà con azioni. Galtech opera nella produzione di pompe e motori a ingranaggi, nel 2010 ha fatturato 13,1 milioni di euro, con EBITDA di 0,5 milioni di euro: nel primo semestre le vendite sono in crescita del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’operazione consentirà un aumento del 3% circa del fatturato Interpump.

Vola Pininfarina (+11,7%).Le linee guida del piano presentato da Vincent Bolloré per l’azienda torinese alle banche creditrici sono state accolte con favore dai creditori che attendono ora una proposta formale del finanziere bretone che ha già affittato l’impianto di Bairo per la produzione delle auto elettriche. L’intera partecipazione della famiglia Pininfarina, pari al 77,289% deel capitale, è in pegno alle banche creditrici, così come il 100% della holding che controlla la società, la Pincar. Esiste un mandato a vendere affidato a Banca Leonardo.

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