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Istat: flussi commerciali e dati tendenziali

I dati pubblicati dall’Istat nel corso del mese di Novembre pongono l’accento su aumento tendenziale dell’export nel secondo trimestre, crescita di entrambi i flussi nell’ultimo mese, vulnerabilità energetiche e crollo dell’acquisto di beni durevoli.

Istat: flussi commerciali e dati tendenziali

Da quanto pubblicato sul sito dell’ISTAT, a Settembre è stata rilevata, rispetto al mese precedente, una flessione per entrambi i flussi commerciali, più intensa per l’import (-4,2%) che per l’export (-2,0%). In flessione soprattutto le vendite di beni strumentali (-4,5%) e di prodotti energetici (-2,3%), mentre i beni di consumo durevoli hanno registrato un aumento dell’1,0%. Particolarmente accentuata è stata la contrazione degli acquisti di beni strumentali (-9,7%). Nonostante sia stata registrata una flessione tendenziale per entrambi i flussi in valore, -4,2% per l’export e -10,6% per l’import, nel terzo trimestre 2012 è stata rilevata una crescita tendenziale per le esportazioni (+2,2%), mentre le importazioni si riducono (-6,4%). Nello stesso periodo, il saldo complessivo, sostenuto dall’ampio avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici risulta positivo e pari a 4,1 miliardi.

Ad Ottobre, invece, è stata registrata una crescita per entrambi i flussi commerciali, +0,7% per le esportazioni e +1,1% per le importazioni. L’incremento congiunturale delle esportazioni riguarda energia (+6,2%) e beni strumentali (+3,4%), mentre beni di consumo e prodotti intermedi sembrano essere in calo (rispettivamente, -1,9% e -1,3%). Su base annua le esportazioni presentano un notevole incremento (+17,2%). La più contenuta crescita delle importazioni (+2,3%), invece, è dovuta soprattutto al settore energetico (+7,8%), mentre i beni di consumo durevoli (-6,4%) registrano un forte calo. Lo scorso Ottobre la bilancia commerciale con i Paesi extra-UE ha registrato un avanzo di 1,5 miliardi di euro, in netto miglioramento rispetto allo stesso mese del 2011 (-657 milioni). Migliora l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici, che passa da 4,4 a 6,7 miliardi, dove i mercati più interessati all’export italiano sono OPEC (+39,3%), Giappone (+31,6%), ASEAN (+30,3%), EDA (+23,1%), Russia (+22,0%) e USA (+19,4%). Se le vendite verso la Cina (-10,1%) confermano il trend negativo, gli acquisti di beni da OPEC (+19,4%), Turchia (+19,0%), Svizzera (+15,2%), Stati Uniti (+13,3%) e Russia (+4,8%) mostrano una forte espansione. I flussi di beni provenienti dai paesi MERCOSUR (-21,5%) registrano invece una netta diminuzione, così come le vendite di beni di consumo durevoli (-7,8%) e prodotti intermedi (-1,3%).



La crescita delle importazioni (+1,1%) coinvolge tutti i principali comparti, dove tassi superiori alla media si registrano per energia (+36,1%) e beni strumentali (+17,7%), alimentando la crescita tendenziale dell’import (+2,3%). In calo, invece, gli acquisti di beni di consumo durevoli (-6,4%), prodotti intermedi (-4,5%) e beni strumentali (-1,3%).

Nel corso dello stesso mese di Ottobre è stato registrato un tasso di crescita ampiamente superiore alla media per le esportazioni complessive verso: Paesi OPEC (+39,3%), Giappone (+31,6%), Paesi ASEAN (+30,3%), Paesi EDA (+23,1%), Russia (+22,0%) e USA (+19,4%). Dal punto di vista delle importazioni, a dominare sono stati i Paesi OPEC (+19,4%), Turchia (+19,0%), Svizzera (+15,2%), USA (+13,3%) e Russia (+4,8%). Registrano una marcata flessione quelli provenienti da Paesi MERCOSUR (-21,5%), Giappone (-17,0%), Cina (-14,3%) ed India (-7,2%). I saldi positivi più ampi si rilevano nei confronti di USA (1.267 milioni), Svizzera (1.143 milioni) e Paesi EDA (632 milioni), mentre il disavanzo è peggiorato nei confronti di Cina (-1.245 milioni), Paesi OPEC (-1.128 milioni) e Russia (-708 milioni).

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