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Istat, commercio estero: surplus giugno 3,6 miliardi

Nel primo semestre il saldo positivo raggiunge i 12,3 miliardi – Sempre a giugno, si registra un aumento sia per l’export (+1,2%) sia per l’import (+1,6%) rispetto al mese precedente.

Istat, commercio estero: surplus giugno 3,6 miliardi

A giugno il saldo commerciale dell’Italia sale a +3,6 miliardi di euro contro i +2,8 miliardi dello stesso mese dell’anno scorso. Lo comunica l’Istat, precisando che l’avanzo complessivo è il risultato di un surplus sia con i paesi extra Ue (+2,5 miliardi) sia con quelli Ue (+1,1 miliardi). Al netto dell’energia, la bilancia risulta in attivo per 8,3 miliardi. Nel primo semestre dell’anno, inoltre, il saldo positivo raggiunge i 12,3 miliardi e, al netto dei prodotti energetici, sfiora i 40 miliardi.

Sempre a giugno, si registra un aumento sia per l’export (+1,2%) sia per l’import (+1,6%) rispetto al mese precedente. Nei primi sei mesi risulta invece una “contenuta flessione tendenziale per l’export (-0,4%)”, mentre l’import “è in marcata diminuzione (-7%)”.

L’incremento congiunturale delle esportazioni, spiega l’Istat, è la sintesi di un aumento significativo delle vendite verso i paesi Ue (+3,8%) e di una diminuzione verso i paesi extra Ue (-1,7%). Sono in forte crescita i beni di consumo durevoli (+7,8%) e quelli strumentali (+2,8%). L’aumento congiunturale dell’import è più accentuato per gli acquisti dai paesi extra Ue (+2,5%) che per quelli dall’area Ue (+0,9%). Gli incrementi maggiori sono per i prodotti energetici (+7,7%), seguiti dai beni strumentali (+2,2%).

Su base annua, invece, si registra una diminuzione sia per l’export (-2,7%) sia, in misura più accentuata, per l’import (-5,6%). La flessione delle importazioni è più marcata per gli acquisti dai paesi extra Ue (-8,7%) mentre la riduzione dell’export è determinata da una diminuzione di pari entità delle vendite verso i paesi Ue (-2,8%) ed extra Ue (-2,7%). Rilevante il calo delle vendite di prodotti petroliferi raffinati (-27,5%). Sono “in forte diminuzione” le importazioni dai paesi Opec (-28,6%) e “in marcata contrazione” gli acquisti di prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere, esclusi petrolio e gas (-21,2%).

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