L’uranio arricchito potrebbe diventare centrale nella guerra in Medio Oriente. Secondo Axios, Stati Uniti e Israele starebbero valutando l’invio di forze speciali in Iran per sequestrare le sue scorte. Di quanto uranio arricchito stiamo parlando? Circa 440 chili, quasi tutti concentrati a Isfahan, dice il New York Times.
Truppe speciali in Iran per l’uranio
Il dispiegamento di truppe a terra in Iran non fa parte del piano attuale di Donald Trump ma il presidente “non ha rimosso l’opzione dal tavolo”, ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un’intervista a Fox, sottolineando che l’operazione contro l’Iran continuerà a essere una campagna aerea. “È qualcosa che potremmo fare in futuro, ora no”, ha aggiunto Trump sabato, evidenziando che, per decidere di inviare truppe nel Paese, c’è bisogno di “un’ottima ragione”. E l’uranio arricchito sembrerebbe esserlo.
Un funzionario della difesa israeliano ha infatti riferito ad Axios che il presidente Usa e il suo team starebbero valutando l’invio di unità operative speciali in Iran per missioni specifiche, mentre un funzionario Usa ha aggiunto che sull’uranio ci sarebbero due opzioni allo studio: portarlo via dall’Iran o coinvolgere esperti nucleari per diluirlo sul posto.
Quanto uranio possiede l’Iran e dove si trova
Axios, citando funzionari statunitensi e israeliani, rivela l’uranio di Teheran sarebbe sepolto sotto le macerie e gli stessi iraniani farebbero fatica a raggiungerlo. Gli attacchi di giugno 2025 hanno anche distrutto quasi tutte le centrifughe iraniane e non ci sono prove che l’arricchimento sia ripreso.
Secondo fonti americane citate dal New York Times, l’Iran possiederebbe circa 440 chili di uranio arricchito. Le scorte si troverebbero soprattutto a Isfahan: l’uranio è arricchito al 60%, il processo deve arrivare al 90% per consentire l’utilizzo del materiale nella produzione di armi nucleari. L’inviato statunitense Steve Witkoff ha dichiarato che i negoziatori iraniani si vantavano di avere abbastanza uranio altamente arricchito per costruire 11 bombe nucleari. Se le centrifughe dei vari siti fossero operative, l’ultimo step sarebbe relativamente semplice. Il traguardo, quindi, non è lontano.
Il quotidiano newyorkese, citando informazioni contenute in report classificati, sostiene che Teheran potrebbe raggiungere l’uranio attraverso un punto d’accesso ancora praticabile. Possibilità che gli Usa intendono scongiurare in ogni modo. Tant’è che il sito è costantemente sorvegliato dall’intelligence che monitora la zona in cerca di movimenti sospetti o di qualsiasi tipo di operazione.
Recuperare l’uranio sarebbe molto rischiosa
Gli Usa hanno bombardato l’Iran già nel giugno del 2025 e in quella situazione non hanno cercato di recuperare l’uranio. Il motivo è presto detto: secondo il Nyt, sarebbe troppo pericoloso. Per questo, se veramente Trump decidesse di farlo nel prossimo futuro, ci sarebbe bisogno delle forze speciali. E non è detto che l’operazione vada a buon fine. Per questo l’opzione preferita per il momento sarebbe un’altra: continuare a mettere pressione sull’Iran, spingendolo a usare l’uranio come carta nei negoziati per porre fine alla guerra.
