La cooperazione tra istituzioni e settore bancario, insieme all’intelligenza artificiale, si candida a diventare una delle leve più forti nella lotta alla criminalità finanziaria. È questo il messaggio emerso dal workshop organizzato la scorsa settimana alle Ogr di Torino da Intesa Sanpaolo e Anti Financial Crime Digital Hub, il consorzio nato con Intesa Sanpaolo Innovation Center, Politecnico di Torino e Università di Torino.
Al centro dell’incontro, i risultati di un progetto pilota sviluppato in Piemonte e Valle d’Aosta con Guardia di Finanza, Direzione Investigativa Antimafia, Banca d’Italia e Unità di Informazione Finanziaria, con l’obiettivo di individuare i rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo e di sperimentare nuovi modelli per intercettare operazioni sospette, con particolare attenzione alle frodi fiscali basate su false fatturazioni.
Il primo test italiano di sistema
Il progetto presentato da Intesa Sanpaolo e AFC Digital Hub viene indicato come la prima iniziativa di rilievo in Italia di partenariato pubblico-privato contro la criminalità finanziaria. Un’esperienza che, nelle intenzioni dei promotori, vuole essere un cambio di passo. Mettere intorno allo stesso tavolo banca, autorità investigative e autorità di vigilanza per affinare strumenti di lettura dei fenomeni criminali sempre più sofisticati. L’esperimento avviato nel Nord Ovest ha infatti fatto da apripista a una prospettiva più ampia, tanto che Banca d’Italia, UIF e ABI hanno promosso l’avvio di una partnership nazionale estesa alle principali banche del Paese.
L’algoritmo che accende il faro sulle frodi
Il cuore operativo del progetto è un algoritmo costruito con tecniche di intelligenza artificiale e pensato per il monitoraggio delle transazioni. La sperimentazione condotta da Intesa Sanpaolo ha riguardato oltre 40mila persone giuridiche clienti in Piemonte e Valle d’Aosta e ha consentito di individuare più di 30 casistiche di potenziali frodi fiscali sul territorio nazionale. Un risultato maturato grazie alla collaborazione tra competenze bancarie, universitarie e tecnologiche, ma anche al contributo delle autorità coinvolte, che hanno fornito indicazioni utili alla definizione dei parametri sulla base della loro esperienza operativa.
Il ruolo delle istituzioni e la spinta europea
Ad aprire i lavori alle OGR sono stati il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro, il comandante interregionale della Guardia di Finanza per il Nord Ovest, generale Virgilio Pomponi, e il presidente di AFC Digital Hub, Piero Boccassino. Sono poi intervenuti rappresentanti della Guardia di Finanza di Torino, della Banca d’Italia, della DIA, della UIF, dell’ABI e anche Nick Maxwell, responsabile del Future of Financial Intelligence Sharing Programme del Royal United Services Institute di Londra.
“La nostra iniziativa di partenariato pubblico privato ha portato alla costruzione di un algoritmo che utilizza tecniche di intelligenza artificiale che è stato sperimentato da Intesa Sanpaolo su oltre 40mila persone giuridiche clienti delle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta, permettendo l’individuazione di più di 30 casistiche di potenziali frodi fiscali sul territorio nazionale” – ha commentato Piero Boccassino, Presidente dell’Anti Financial Crime Digital Hub – “Guardia di Finanza, DIA, Banca d’Italia e UIF hanno avuto un ruolo estremamente importante nella costruzione dell’algoritmo, fornendo suggerimenti per la definizione dei parametri in base alle loro esperienze operative. Grazie alla nuova legislazione europea in materia di contrasto al riciclaggio, che ha definito i criteri con i quali le banche potranno mettere a fattore comune i dati della clientela a più elevato rischio, si aprono nuove importanti prospettive di collaborazione a livello di sistema, con l’obiettivo di contrastare meglio una criminalità che usa schemi complessi con il coinvolgimento di una pluralità di operatori finanziari”.
