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Influencer, servono regole: l’Agcom avvia una consultazione pubblica

La proposta dell’Agcom è quella di assimilare l’attività degli influencer a quella di emittenti Tv e video on demand

Influencer, servono regole: l’Agcom avvia una consultazione pubblica

Gli influencer sono ormai una realtà capace di rivoluzionare i mercati, incidere sulle tendenze. Con uno smartphone alla mano e una telecamera puntata sul volto possono stabilire il successo o il fallimento di un prodotto. Negli anni sono diventati un fenomeno talmente enorme da aver bisogno di una regolamentazione. Non possono più muoversi tra zone d’ombra e scarsa trasparenza e presto, sulla scia di quanto già fatto in Francia, anche in Italia potrebbero arrivare delle regole. il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), ha infatti deciso all’unanimità di indire una consultazione pubblica “per garantire il rispetto da parte degli influencer delle disposizioni del Testo unico sui servizi di media audiovisivi“. In parole povere si deciderà se inquadrare il loro lavoro all’interno di una struttura fatta di norme, come accade già per gli altri media.

Agcom: “Occorre regolamentare l’attività degli influencer”

“La crescente rilevanza e diffusione dell’attività di soggetti denominati nel linguaggio corrente con il termine di ‘influencer’, ma anche ‘vlogger’, ‘streamer’ o ‘creator’ che creano, producono e diffondono al pubblico contenuti audiovisivi – su cui esercitano la responsabilità editoriale – tramite piattaforme per la condivisione di video e, in generale, tramite social media, ha attirato l’interesse delle istituzioni pubbliche, in considerazione dell’impatto che essi hanno sugli utenti, sui consumatori e sulla società, conducendo all’avvio di iniziative regolamentari in numerosi Paesi europei” scrive l’Agcom in una nota.

Ed è su queste considerazioni che l’Autorità ha intenzione di avviare una riflessione circa le disposizioni normative e regolamentari applicabili agli influencer anche al fine di favorire una maggiore trasparenza e consapevolezza nei confronti degli stakeholder e del pubblico. Il Consiglio ha quindi ritenuto di sottoporre a consultazione pubblica, per acquisire le osservazioni di tutti i soggetti interessati, un documento relativo alle misure volte a garantire il rispetto da parte degli influencer delle disposizioni del Testo unico.

“L’Autorità ritiene che il contenuto del documento potrà, in esito alla consultazione pubblica, trovare un adeguato veicolo regolamentare nella forma delle Linee-guida, le quali, oltre a presentare il pregio di una maggiore flessibilità rispetto a un regolamento, meglio si attagliano alla concreta fattispecie degli influencer”, scrive l’Agcom che poi spiega: “Il presupposto è che gli influencer svolgono un’attività analoga o comunque assimilabile a quella dei fornitori di servizi di media audiovisivi sotto la giurisdizione nazionale e sono, dunque, chiamati al rispetto delle misure previste dal Testo unico, laddove ricorrano i requisiti evidenziati nel documento sottoposto a consultazione”.

Influencer: regole in arrivo per chi svolge l’attività in modo continuativo 

Non solo, vista la peculiare natura degli influencer e dei servizi audiovisivi da questi prestati, l’Autorità ha ritenuto sin da ora opportuno diversificare tra: soggetti che propongono contenuti audiovisivi in modo continuo, con una modalità di offerta e organizzazione degli stessi tale da renderli sovrapponibili a un catalogo di un servizio di media on-demand (ad esempio, i canali YouTube).

Per questi soggetti si renderà dunque opportuna l’applicazione della totalità degli obblighi previsti dal Testo unico, vale a dire l’iscrizione al ROC, la disciplina in materie di opere europee e indipendenti, la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività), e soggetti che operano in maniera meno continuativa e strutturata, ai quali, di contro, non appare giustificata l’applicazione nella sua interezza del regime giuridico previsto per i servizi di media audiovisivi a richiesta. 

“Un’estensione del quadro giuridico e regolamentare risulta conciliabile con la natura degli influencer in ragione della natura dell’attività da questi prestata e della sovrapponibilità della stessa con la fornitura di un servizio di media audiovisivo”, sottolinea ancora l’Agcom che punta a individuare un quadro chiaro e trasparente delle disposizioni applicabili anche agli influencer, assicurando, tuttavia, di non prevedere oneri burocratici non necessari. 

Cosa è successo in Francia

Il mese scorso anche il Parlamento francese ha approvato in via definitiva, e all’unanimità, una proposta di legge interpartitica sulla regolamentazione delle attività promozionali online degli influencer e dei content creator, con limitazioni e norme. Con questa legge, la Francia è diventato il primo Paese in Europa e al mondo a proporre un quadro normativo completo per normare il business “fuori controllo” sui social media.

In base a quanto stabilito, tra le altre cose, agli influencer sarà vietato promuovere determinati beni e servizi come la chirurgia estetica o l’astensione terapeutica, ma anche le scommesse sportive saranno vietate dalla pubblicità. Non potranno inoltre utilizzare il fotoritocco o i filtri senza esplicitarlo. 

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