Condividi

Banner FIRSTonline

Imprese industriali e dei servizi, fatturato fermo ma investimenti in ripresa: l’indagine Bankitalia

Il quadro tracciato da Bankitalia sulle realtà con almeno 20 addetti è debole, soprattutto a causa del calo della domanda estera. Tuttavia crescono occupazione, investimenti, utilizzo dell’IA e il Pnrr ha dato una mano

Imprese industriali e dei servizi, fatturato fermo ma investimenti in ripresa: l’indagine Bankitalia

Le imprese italiane dell’industria e dei servizi privati non finanziari con almeno 20 addetti mostrano un quadro di sostanziale stabilizzazione dopo due anni difficili. Il fatturato complessivo è rimasto pressoché invariato, registrando una flessione limitata allo 0,3%. Un risultato che segue le contrazioni superiori all’1% annuo osservate nel biennio precedente. E’ quanto emerge dalla “Indagine sulle imprese industriali e dei servizi sul 2025” svolta dalla Banca d’Italia.

La manifattura continua a evidenziare segnali di debolezza, con vendite in calo dell’1,6%, anche se in miglioramento rispetto al -3,9% precedente. I servizi, invece, tornano in territorio positivo con una crescita dello 0,9%, sostenuta soprattutto dai trasporti e dai servizi professionali. A frenare il sistema produttivo resta soprattutto la domanda estera. Le vendite sui mercati internazionali diminuiscono dell’1,8%, mentre nella sola manifattura la contrazione raggiunge il 2,3%. La componente domestica continua invece a fornire il principale sostegno all’attività economica.

Prezzi in rallentamento e margini sotto pressione

La crescita dei prezzi di vendita si è ridotta al 2%, dal 2,4% registrato l’anno precedente. Il rallentamento interessa sia industria sia servizi e riguarda soprattutto le imprese di minore dimensione e quelle meno orientate all’export.

Parallelamente aumentano i costi per acquisti di beni e servizi, cresciuti di circa il 3%. Nonostante ciò, circa tre imprese su quattro hanno chiuso l’esercizio in utile, una quota ancora elevata in termini storici ma leggermente inferiore rispetto agli anni precedenti. Le maggiori difficoltà emergono nel commercio, negli alberghi e nella ristorazione, dove cresce il numero di aziende in pareggio e diminuisce quello delle imprese profittevoli.

Occupazione in aumento per il quinto anno consecutivo

Il mercato del lavoro continua a mostrare una dinamica positiva. L’occupazione cresce dell’1,2%, confermando il ritmo dell’anno precedente e segnando il quinto incremento consecutivo.

L’espansione interessa quasi tutti i comparti produttivi, con particolare intensità nelle attività energetiche ed estrattive e nel settore del commercio e della ristorazione. Sul piano territoriale la crescita più sostenuta si registra nel Mezzogiorno, dove la dinamica occupazionale risulta più robusta rispetto alle altre aree del Paese.

Più moderato l’andamento delle ore lavorate, aumentate dello 0,7%, contro l’1,5% dell’anno precedente. La quota di imprese che segnala un incremento delle ore scende al 55%, sette punti percentuali in meno rispetto alla precedente rilevazione.

Credito stabile, investimenti in accelerazione

Le esigenze di finanziamento restano contenute. Solo il 25% circa delle imprese segnala un aumento del fabbisogno di credito. Le condizioni di accesso ai prestiti vengono giudicate stabili da circa tre quarti delle aziende e non emergono segnali significativi di razionamento del credito: l’88% delle imprese che ha richiesto finanziamenti ha ottenuto l’intero importo domandato.

Più dinamica la componente degli investimenti. La spesa complessiva cresce del 4,6%, accelerando rispetto all’1,5% precedente. La manifattura passa da una contrazione del 7% a una crescita del 5,4%, mentre il comparto energetico ed estrattivo registra un incremento del 12,1%.

Circa un terzo delle imprese ha utilizzato gli incentivi del programma Transizione 4.0. Resta invece limitato il ricorso a Transizione 5.0, penalizzato dalla scarsa conoscenza dello strumento.

Intelligenza artificiale sempre più diffusa

L’adozione dell’intelligenza artificiale continua ad avanzare. Il 32% delle imprese utilizza già strumenti di IA in modo estensivo, limitato o sperimentale. Tra le aziende con oltre 500 addetti il tasso di utilizzo raggiunge il 71% nell’industria e il 58% nei servizi.

Le applicazioni più diffuse riguardano i rapporti con clienti e fornitori, la produzione e la gestione dei processi interni. Finora gli effetti su produttività e occupazione risultano limitati, ma il 46% delle imprese prevede che l’IA contribuirà positivamente agli investimenti nei prossimi anni.

Costruzioni sostenute dal Pnrr

Nel settore delle costruzioni la produzione cresce del 2,8%, recuperando la flessione registrata in precedenza. Il principale motore resta l’edilizia pubblica, in aumento del 10,7%, grazie al contributo degli interventi collegati al PNRR.

Nel secondo semestre quasi il 45% delle imprese del comparto ha beneficiato direttamente o indirettamente dei progetti legati al Piano. Continua invece la fase negativa dell’edilizia privata, che registra una contrazione del 2,9%, seppure meno marcata rispetto agli anni precedenti. Le prospettive indicano un quadro di sostanziale stagnazione dell’attività, accompagnato però da una crescita occupazionale ancora positiva, stimata intorno all’1,3%.

Commenta