Una rimonta da primato. Il Milan espugna Torino al termine di una partita pazza, decisamente lontana (come spesso contro le piccole) dallo stile del cortomuso e aggancia il Napoli in vetta alla classifica. Vittoria pesantissima per i rossoneri, soprattutto per come si era sviluppato il match, con i granata in vantaggio di due gol dopo appena 17’ e l’infortunio di Leao, costretto a uscire per un problema muscolare. Lì però sono saliti in cattedra i leader di Allegri e il Diavolo ha ribaltato il Toro facendolo sprofondare al sedicesimo posto, anche in virtù delle vittorie di Parma e Genoa sui campi di Pisa (0-1) e Udinese (1-2). Archiviate le emozioni del campionato, è già tempo di pensare alla Champions League: questa sera, infatti, il calcio nostrano sfiderà quello inglese con il doppio confronto da brividi Inter-Liverpool e Atalanta-Chelsea (ore 21).
Torino – Milan 2-3: il Diavolo va sotto di due gol, poi ribalta tutto con Rabiot e Pulisic
Il Diavolo conquista tre punti d’oro, al termine di una rimonta al cardiopalma. L’avvio, infatti, è stato decisamente scioccante: dopo appena dieci minuti Tomori allarga il braccio nel duello con Adams, Chiffi indica il dischetto senza esitazioni e Vlasic trasforma nonostante il tocco di Maignan, che questa volta non compie il miracolo dopo i rigori parati a Dybala e Calhanoglu. Il gol taglia le gambe ai rossoneri, che al 17’ incassano anche il raddoppio: ripartenza fulminea del Toro, Vlasic apre per Zapata e diagonale del colombiano che passa sotto le gambe di Pavlovic per il 2-0. Nkunku non trattiene un pallone, Leao è irriconoscibile, e così è Rabiot al 24’ a riaprire tutto con un sinistro potente da fuori che sorprende Israel. Lo stesso Leao prova a mettersi in moto al 28’, ma dopo il diagonale si tocca l’inguine e alla mezz’ora deve arrendersi: entra Ricci, con Loftus-Cheek avanzato a supporto di Nkunku. La partita si riequilibra, il Toro perde brillantezza nelle ripartenze e al 45’ trema: Rabiot calcia al volo di piatto sinistro e sfiora il palo.
La ripresa è un film completamente diverso, perché il Milan rientra trasformato e schiaccia il Toro, che non riesce più a ripartire. Al 55’ Israel tiene in piedi i granata con una doppia prodezza prima su Bartesaghi, poi sul tap-in dell’ex Ricci. È il preludio alla mossa decisiva: Allegri, in tribuna per squalifica, inserisce Pulisic per Bartesaghi e lo statunitense impiega appena 43 secondi per colpire. Sul cross di Saelemaekers i difensori del Toro seguono Pavlovic, lasciandolo libero di battere Israel per il 2-2. Il Toro barcolla: al 71’ Adams segna ma il Var cancella per un fallo di Pedersen su Saelemaekers, e quando Tameze esce per un problema alla caviglia i granata restano momentaneamente in dieci. Il Milan ne approfitta subito: Ricci pesca Pulisic, Asllani lo perde completamente e il numero 11 firma il sorpasso al 77’. È il gol che chiude tutto e regala tre punti pesantissimi al Milan, che sfata il tabù Torino e, soprattutto, risponde a Napoli e Inter in chiave scudetto.
Landucci, vice Allegri: “Questa è la partita della svolta. Leao? Speriamo non sia grave”
“Nel primo tempo abbiamo sbagliato perché non pensavamo che il Torino ci aspettasse – ha sottolineato Landucci, presentatosi in conferenza al posto dello squalificato Allegri -. Siamo stati polli, perché dovevamo allargare il gioco invece abbiamo concesso delle ripartenze. Però nel secondo tempo, come al solito, questa squadra ci mette il cuore. C’è da ringraziare lo staff medico e Pulisic: se abbiamo 31 punti è perché non c’è nessuno che si lamenta, non ho mai trovato un gruppo così, bisogna continuare. Questa è la partita della svolta secondo me. Dobbiamo entrare con la mentalità di vincere le partite, raccogliere più punti possibile. Abbiamo vinto, siamo contenti, era una gara difficile e la squadra ha reagito bene. Leao? Speriamo non sia nulla di grave, perché per noi è molto importante”.
Inter – Liverpool (ore 21, Sky e Now)
Missione ottavi. Per l’Inter è già tempo di archiviare la splendida goleada contro il Como e rituffarsi nella Champions League: a San Siro arriva un Liverpool tormentato dalla crisi di risultati (solo 4 vittorie nelle ultime 15 partite tra tutte le competizioni e nono posto in Premier League, a meno 10 dall’Arsenal capolista) e dal caso Salah (neanche convocato dopo le dichiarazioni contro Slot), ma comunque pericoloso e perfetto per misurare le ambizioni della squadra di Chivu. Un successo scardinerebbe la maledizione degli scontri diretti che ha segnato le grandi sfide di questa stagione e avvicinerebbe in modo deciso la qualificazione agli ottavi. Con 12 punti in classifica e tre partite ancora da giocare, all’Inter basterebbero una vittoria e un pareggio per raggiungere quota 16, la soglia che l’anno scorso bastò per entrare tra le prime otto evitando i playoff. Ora Chivu ritrova quasi tutta la rosa. Thuram è tornato a segnare con continuità, Mkhitaryan cresce di condizione, Luis Henrique ha dato segnali incoraggianti, ma il faro resta Lautaro Martinez: otto gol nelle ultime cinque sfide europee giocate a San Siro, a un passo dal record di Shevchenko. Il contorno è quello delle grandi occasioni: stadio esaurito, oltre 4.300 tifosi inglesi e un incasso che potrebbe superare i dieci milioni. L’Inter è imbattuta da 18 partite casalinghe in Champions, ma le ultime due sconfitte europee a San Siro, nel 2022, arrivarono proprio contro il Liverpool. Nonostante la crisi, i Reds restano una squadra da prendere con le pinze, ma i nerazzurri arrivano carichi e consapevoli dei propri mezzi.
Chivu: “Vogliamo evitare i playoff, ma mi aspetto un Liverpool intenso”
“Il Liverpool sarà intenso, come fu quello di Klopp – il monito di Chivu -. L’anno scorso hanno vinto la Premier, hanno iniziato bene quest’anno e poi hanno avuto difficoltà. Ma sono costruiti per questo, hanno valore individuale e collettivo e vogliamo dare intensità e fare come loro. Hanno storia e cultura, nascono così per come viene vissuto il calcio in Inghilterra. L’Inter ha portato alta la bandiera dell’Italia in giro per il mondo: non si raggiungono due finali Champions e una di Europa League in cinque anni così facilmente, e va esaltato. Una squadra italiana che gioca così merita qualche elogio, a parte il risultato finale. Evitare i playoff è l’obiettivo di tutti, se poi dovremo farli saremo pronti. Stiamo lavorando sulla possibilità di dare minuti a tutti, stiamo facendo le nostre rotazioni per cercare di accontentare i nostri giocatori, per dargli fiducia. So per certo l’impegno che danno tutti i giorni per essere competitivi in questa stagione: quello che è accaduto l’anno scorso non si può cancellare, bisogna stare con la schiena dritta e la testa alta per tenere alto il livello”.
Atalanta – Chelsea (ore 21, Sky e Now)
Cercasi Atalanta in versione Europa. In Champions League la squadra di Palladino sembra vivere in una dimensione parallela: vince, diverte e coltiva l’ambizione tutt’altro che folle di centrare la qualificazione diretta agli ottavi, evitando i playoff. In Serie A, invece, la Dea continua a fare i conti con i difetti del recente passato, come ha ricordato la brusca caduta di Verona dopo le tre vittorie tra campionato e coppe, che sembravano aver messo definitivamente fine alla crisi. L’arrivo del Chelsea di Enzo Maresca, quinto in Premier ma a secco di successi da tre gare, offre alla Dea l’occasione ideale per ritrovare quel pizzico di spavalderia tipico dell’era Gasperini. Palladino spera di rivedere l’Atalanta brillante e autoritaria che, due settimane fa, aveva travolto l’Eintracht Francoforte in trasferta, non la versione molle e spaesata vista al Bentegodi. D’altronde in Champions la Dea ha un altro passo: 10 punti, seconda tra le italiane dietro solo all’Inter, e un rendimento molto più convincente rispetto al campionato. Per agganciare la quarta vittoria servirà una prestazione di livello contro un Chelsea che viaggia sulle stesse cifre (10 punti, tre successi, un pari e una sconfitta), ma con un attacco dal rendimento decisamente superiore (12 reti). Sarà una prima volta assoluta per i due club nelle competizioni europee, anche se il trend contro le inglesi non sorride ai bergamaschi: una sola vittoria in sette confronti, con tre pareggi e tre sconfitte. Numeri che fanno da cornice a una sfida affascinante, perfetta per capire se vedremo l’Atalanta delle notti europee o quella scialba del campionato.
Palladino: “Vogliamo riscattarci, mai più prestazioni come a Verona”
“Si riparte con la consapevolezza di aver offerto una prestazione al di sotto dei nostri standard – ha spiegato Palladino -. Il confronto con i ragazzi è stato onesto e diretto: ho visto nei loro occhi un profondo dispiacere per come si sono sviluppati gli eventi a Verona. Noi non vogliamo ripetere queste prestazioni e c’è già l’occasione per poter fare bene, vogliamo confrontarci contro il Chelsea. Ho un gruppo di grandi uomini che vogliono riscattarsi dopo Verona. Certi passaggi a vuoto non devono più accadere, è vero, ma piangersi addosso non serve, bisogna voltare pagina immediatamente. Tra Chelsea e Cagliari serve ritrovare il passo giusto dando tutto, vogliamo fare una partita perfetta. La squadra deve ritrovare l’entusiasmo perduto, per uscire da questo momento serve quella leggerezza mentale fondamentale per giocare a calcio”.