All’interno della Darsena Grande, cuore storico della potenza marittima della Serenissima, il pubblico è immerso in una narrazione che affonda le radici nel mito classico, ma parla al presente. La scelta dell’Arsenale non è soltanto scenografica: è un richiamo alla memoria di Venezia come città di ingegno, ritualità e spettacolo, dove il confine tra realtà e finzione è sempre stato labile, soprattutto nei giorni del Carnevale.
Un racconto di trasformazione, in perfetto spirito carnevalesco
Protagonista dello show è Alvise, un umile pescatore veneziano che aspira all’immortalità degli dèi. Il suo viaggio attraverso le cinque prove degli elementi:Terra, Acqua, Fuoco, Aria ed Etere, diventa metafora della trasformazione, tema caro al Carnevale di Venezia, da sempre festa di metamorfosi, maschere e ribaltamento dei ruoli sociali. A guidarlo è Olympia, figura quasi divina e al tempo stesso intimamente umana, che incarna il “richiamo” interiore alla consapevolezza. Come nelle migliori tradizioni carnevalesche, il percorso non è solo spettacolare, ma simbolico: la vera vittoria non è il potere, bensì la conoscenza di sé.
L’acqua come palcoscenico e memoria storica
Coerentemente con la storia della città, l’acqua è la vera protagonista dello spettacolo. Così come nei cortei storici, nelle regate e nelle antiche cerimonie dogali del Bucintoro, la laguna diventa spazio scenico vivo e pulsante. Performer su flyboard e foil elettrici solcano la superficie dell’acqua, mentre fontane coreografate, luci e videoproiezioni trasformano le mura dell’Arsenale in un fondale mitologico in continuo mutamento. Il risultato è un “teatro totale” che richiama le fastose feste barocche della Venezia del passato, aggiornate con linguaggi visivi del XXI secolo.
Tradizione e modernità in dialogo
Sotto la direzione artistica di Massimo Checchetto e la regia di Enrica Crivellaro, lo spettacolo unisce arti performative, musica originale e narrazione multilingue (italiano, veneziano, inglese, francese e latino), riflettendo la vocazione cosmopolita di Venezia, da sempre ponte tra culture. Il Carnevale, che storicamente è stato non solo divertimento ma anche spazio di riflessione collettiva, trova in Il Richiamo di Olympia una nuova forma espressiva: un’esperienza immersiva che intrattiene, stupisce e invita a interrogarsi sul rapporto tra uomo, natura e destino.
In programma in diverse serate tra il 6 e il 17 febbraio, (info: l’Arsenale Water Show )si conferma uno degli eventi più attesi del Carnevale di Venezia 2026. Uno spettacolo che non guarda solo al futuro dell’intrattenimento, ma rilegge con rispetto e creatività l’eredità culturale di una città unica al mondo. Per veneziani e visitatori, Il Richiamo di Olympia è molto più di uno show: è un viaggio dentro l’anima del Carnevale e dentro l’identità stessa di Venezia.
