Da settimane, nonostante le tensioni in Medio Oriente, il settore che sembra dominare i mercati, quelli Usa in particolare, è quello dell’intelligenza artificiale. Sembra. Ma non è. Perché invece il principale motore della crescita negli Stati Uniti risulta essere il settore sanitario, come evidenzia il Financial Times.
In marzo, è risultato dal rapporto sull’occupazione che il settore sanitario ha rappresentato ben il 43% di tutti i nuovi posti di lavoro creati, seguendo il percorso di crescita già evidenziato anche nell’anno precedente e, secondo l’Ufficio di Statistica del Lavoro, continuerà ad esserlo in futuro. Le proiezioni per il periodo 2024-2034 indicano infatti che il settore sanitario e quello dell’assistenza sociale saranno i settori a più rapida crescita nel prossimo decennio, con un aumento previsto dell’8,4% dei posti di lavoro. Il settore dell’assistenza sociale negli Usa comprende servizi che si sovrappongono all’assistenza sanitaria, come l’assistenza professionale e il sostegno alimentare, oltre ad altri servizi come l’assistenza abitativa e l’assistenza all’infanzia. Le stime parlano in generale della creazione di milioni di nuovi posti di lavoro.
Le malattie croniche in aumento spingono al rialzo la spesa sanitaria, al 20% del Pil entro il 2033
Le ragioni di questa crescita pescano nel nuovo assetto demografico che mostra un allungamento della vita, accompagnato però da patologie spesso croniche, come malattie cardiache, cancro e diabete. In breve, gli statunitensi sono più anziani e meno sani che mai, e i costi associati a questa situazione stanno generando una maggiore spesa.
Nell’ultimo rapporto trimestrale, che si riferisce al quarto trimestre 2025, il Bureau of Economic Analysis degli Stati Uniti ha rilevato che la crescita del Pil dell’1,4% è stata trainata dalla spesa dei consumatori e in particolare da quella, in aumento, per la salute, comprendendo ricoveri ospedalieri, servizi ambulatoriali e case di cura. Del resto è risaputo che gli Stati Uniti spendono più di qualsiasi altro Paese per l’assistenza sanitaria: secondo i dati del Centers for Medicare & Medicaid Services, la spesa sanitaria statunitense ha rappresentato il 18% del Pil nel 2024 e supererà il 20% entro il 2033.
Bisogna anche dire che, sebbene le persone anziane consumino sempre di più in termini di assistenza sanitaria, coloro che negli Usa hanno un’età superiore ai 50 anni rappresentano anche la forza dominante nell’economia, detenendo circa l’83% del patrimonio e rappresentando oltre la metà della spesa dei consumatori. Uno studio del 2022 dello Stanford Center on Longevity ha previsto che tra il 2018 e il 2050 il contributo economico di questo gruppo di persone potrebbe triplicare, raggiungendo la cifra impressionante di 28.200 miliardi di dollari. Se questo gruppo di persone fosse considerato come una nazione, il suo Pil sarebbe il terzo più grande al mondo.
La salute, non buona, degli statunitensi pesa sulla spesa sanitaria
Negli Usa l’aspettativa di vita è in calo a causa dei problemi di salute cronici e alle morti per disperazione in aumento, mentre si trovano molte sacche di povertà e comunque in generale stili di vita non salutari: fumo, abuso di alcol, dipendenza da oppioidi, obesità e mancanza di esercizio fisico o di accesso a cibo fresco. Oltre la metà della popolazione soffre di qualche patologia cronica, dall’ipertensione alle malattie cardiache. Nel lungo termine, potrebbero essere quei farmaci dimagranti a base di Glp-1 che potrebbero arginare alcune di queste patologie. Ma anch’essi contribuiranno ad aumentare la spesa sanitaria nel breve periodo, dato che il 12% degli americani ne fa ormai uso. Infatti, alcuni funzionari statali e locali si sono opposti ai sussidi governativi per questi farmaci.
I titoli del settore sanitario considerati difensivi. La lotta tra Eli Lilly e Novo
I titoli del settore salute attraggono l’interesse degli investitori per diversi motivi, in particolare perchè sono considerati difensivi, cioè possono resistere meglio di altri settori in caso di rallentamento dell’economia. Inoltre vengono sostenuti, appunto, dalla crescente domanda per i loro prodotti, mentre il fatto che le aziende del settore abbiano un’elevata spesa in Ricerca&Sviluppo, indica che ne potrebbero derivareimportanti miglioramenti nelle opzioni terapeutiche. Ecco le 10 maggiori aziende sanitarie sulla base della loro capitalizzazione di Borsa, rilevate oggi da FIRSTonline.
- Eli Lilly and Company (LLY): 835,2 miliardi di dollari
- Novo Nordisk (NVO): 881,3 miliardi di dollari
- Johnson & Johnson (JNJ): 547,6 miliardi di dollari
- AbbVie Inc (ABBV): 351,5 miliardi di dollari
- UnitedHealth Group Inc (UNH): 322,3 miliardi di dollari
- Pfizer Inc (PFE): 153,6 miliardi di dollari
- Abbott Laboratories (ABT): 158,3 miliardi di dollari
- Novartis (NOVN): 230,8 miliardi di dollari
- Merck & Co Inc (MRK): 276,4 miliardi di dollari
- AstraZeneca (AZN): 216,1 miliardi di dollari
Eli Lilly e Novo Nordisk si stanno contendendo da tempo il primato a Wall Street, entrambe soprattutto per via della produzione dei loro farmaci anti-obesità, sempre più sofisticati. Questa settimana sarà proprio Eli Lilly a pubblicare i dati del primo trimestre, mentre sta analizzando il lancio del suo nuovo farmaco dimagrante, Foundayo, che si sta confrontando con la pillola Wegovy di Novo, lanciata a gennaio.
L’indiana Sun Pharmaceutical acquisterà Organon & Coper 11,75 miliardi di dollari
Che il mondo sanitario sia in fermento lo si vede anche dalle mega operazioni di M&A per espandersi sui mercati internazionali. E’ di stamane la notizia che Sun Pharmaceutical Industries, la più grande azienda farmaceutica indiana per capitalizzazione di mercato, acquisterà la casa farmaceutica statunitense Organon & Co in un’operazione interamente in contanti del valore di circa 11,75 miliardi di dollari, debito incluso, con un premio di oltre il 24% rispetto al prezzo di chiusura del 24 aprile. Si tratta della più grande acquisizione all’estero da parte di un’azienda farmaceutica indiana e Sun punta a farmaci specialistici ad alto margine, concentrandosi maggiormente su aree come la dermatologia, l’oncologia e l’obesità per compensare il calo delle vendite negli Stati Uniti. Le azioni di Sun Pharma sono salite dell’8,5% dopo la notizia, registrando la loro migliore giornata dall’agosto 2021.
