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Gli occhiali di Macron scatenano un rally in Borsa: iVision Tech vola, sospensioni a raffica. Non è il primo “effetto celebrità”

A Davos Emmanuel Macron indossa occhiali da sole in stile aviatore per un problema agli occhi, e l’immagine diventa virale, scatenando un rally in Borsa per iVision Tech, la società italiana quotata a Piazza Affari che controlla il marchio francese Henry Jullien

Gli occhiali di Macron scatenano un rally in Borsa: iVision Tech vola, sospensioni a raffica. Non è il primo “effetto celebrità”

A Davos si discute dei destini della Groenlandia e del futuro del pianeta, ma un dettaglio apparentemente marginale ha finito per dominare l’attenzione dei mercati. Emmanuel Macron, presidente della Francia, si è presentato con occhiali da sole in stile aviatore, montatura dorata e lenti scure. Non si trattava di una scelta di stile: da una settimana il capo dell’Eliseo porta gli occhiali a causa di un’emorragia sottocongiuntivale, un disturbo benigno ma fastidioso.

Ma quel gesto, ripreso dai media e rilanciato sui social, ha avuto un effetto inatteso: ha innescato un vero e proprio rally in Borsa per la società produttrice, fino alla sospensione delle contrattazioni per eccesso di rialzo. È la dimostrazione che, nell’era dell’immagine e della viralità, anche un accessorio può diventare un asset finanziario.

Macron, gli occhiali sono di Henry Jullien: un marchio di nicchia

L’Eliseo non ha confermato la marca, ma il modello indossato da Macron è stato rapidamente identificato dagli esperti come il Pacific S01, prodotto dalla maison francese Henry Jullien, storica azienda di Lons-le-Saunier, nel Jura, con oltre un secolo di storia alle spalle. Si tratta di un marchio di nicchia, poco conosciuto al grande pubblico, ma riconosciuto come il principale produttore mondiale di montature laminate in oro, una tecnica risalente alla metà del XIX secolo e oggi praticata da pochissime aziende.

Il Pacific S01 Doublé Or costa 659 euro ed è prodotto e assemblato a mano negli stabilimenti francesi. Anche le lenti sono Made in France, fornite dall’azienda Dalloz. Proprio questa origine interamente francese avrebbe pesato nella scelta di Macron, noto per la sua attenzione ai prodotti nazionali. Il presidente, infatti, aveva già ordinato il modello nel 2024 per sé e per un ministro, imponendo che fosse interamente prodotto in Francia.

Un marchio francese con capitale italiano: chi è iVision Tech

Nonostante l’identità francese, il brand è oggi controllato da un gruppo italiano. Nel 2023, Henry Jullien è stata acquisita dal gruppo friulano iVision Tech, guidato dall’imprenditore Stefano Fulchir. La società, quotata a Piazza Affari (Euronext Growth Milan) dal 2023, è una pmi innovativa specializzata nella progettazione e produzione di montature in acetato e occhiali combinati.

Oltre a Henry Jullien, il gruppo include la bulgara iViLENS Odd e Dec. Elettronica, acquisita nel 2024. La strategia di iVision Tech punta a diversificare il business, spostandosi dall’occhialeria tradizionale verso dispositivi intelligenti. Una direzione che si è concretizzata anche all’ultima Ces di Las Vegas, dove il gruppo ha presentato iSee, occhiali tecnologici assistivi per persone non vedenti, in grado di rilevare lo spazio fino a quattro metri, aumentando autonomia e sicurezza.

Gli occhiali di Macron scatenano il rally in Borsa e ripetute sospensioni

L’apparizione di Macron mercoledì a Davos ha innescato un’ondata di acquisti sul titolo iVision Tech, che ha registrato un balzo teorico del 27,9%, arrivando a 2,04 euro per azione. Il titolo è stato posto in stato “reserved” per eccesso di rialzo, una misura che limita l’immissione di ordini senza limite di prezzo. La giornata successiva ha visto il titolo salire fino a 2,15 euro prima di un’ulteriore sospensione. Dopo le sospensioni ripetute, iVision Tech ha chiuso giovedì 22 gennaio a 2,10 euro, con un rialzo del 31,66% (+0,50 euro), restando comunque sotto regime di limitazione. Un andamento che conferma come l’“effetto Macron” continui a riflettersi sul mercato anche dopo gli interventi tecnici di Borsa Italiana. Secondo i dati di mercato, il balzo era sulla buona strada per diventare il maggior rialzo giornaliero mai registrato per il titolo, che però conserva ancora un massimo storico più alto, toccato il 13 febbraio 2025 a 2,68 euro per azione.

Secondo quanto dichiarato da iVision Tech, il rally ha portato circa 3,5 milioni di euro in più alla capitalizzazione di mercato dell’azienda. Non solo Borsa: anche il sito di Henry Jullien è andato in crash per le troppe visite, segno che l’interesse si è trasformato in domanda reale e non solo in curiosità.

Non è la prima volta che un prodotto diventa un driver finanziario

Il caso degli occhiali di Macron si inserisce in una lunga serie di episodi in cui un gesto, un’apparizione o un accessorio diventano un fattore reale per i mercati.

Nel dicembre 2021, dopo la prima puntata del sequel And Just Like That… di Sex and the City, il personaggio Mr. Big muore d’infarto mentre usa una cyclette Peloton. La scena è finzione, ma l’effetto sui mercati è reale: il titolo Peloton crolla dell’11,3% il giorno successivo alla messa in onda e perde un altro 5% il giorno dopo. L’azienda, che aveva autorizzato il product placement, reagisce con uno spot per spiegare che l’attore Chris Noth è vivo e che la morte del personaggio non è legata alla qualità del prodotto. Il caso resta un esempio emblematico di product placement negativo.

Nel 2018, la star dei reality Kylie Jenner twitta ai suoi milioni di follower che non usa più Snapchat e che l’app è “così triste ora”. La reazione è immediata: le azioni di Snap Inc. crollano di oltre il 6% in un giorno, cancellando circa 1,3 miliardi di dollari di capitalizzazione.

Un video che mostra un passeggero trascinato con la forza fuori da un volo sovraprenotato fa il giro del mondo. La reazione dei mercati è forte: il titolo United Airlines cala del 4%, cancellando circa 1 miliardo di dollari in pochi giorni.

Durante una conferenza stampa, Cristiano Ronaldo rimuove due bottiglie di Coca-Cola dal tavolo e invita a bere acqua, in un gesto che diventa virale. Il valore di mercato di Coca-Cola cala di circa 4 miliardi di dollari (un -1,6%). Analisi successive sottolineano però che il calo coincide con il giorno “ex-dividend”, un evento tecnico che tende a far scendere il prezzo.

Per non parlare dei Labubu: i pupazzi da collezione, prodotti da Pop Mart, si sono trasformati in accessori di lusso virali sui social (soprattutto TikTok) e nel mondo fashion, grazie all’endorsement di celebrità come Lisa delle Blackpink, Rihanna, Madonna e Dua Lipa. In pochi mesi il brand è diventato anche un simbolo ironico del consumismo della Generazione Z, con il titolo Pop Mart che in un anno ha guadagnato circa il 120%, dopo essere salito di oltre il 200% all’inizio dello scorso anno.

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