Un presidio importante pari a più del 5%. Si tratta della quota che Unicredit mantiene in Generali. Difatti, dopo il passaggio della partecipazione di Mediobanca sotto l’ala di Mps, nel Leone gli equilibri si sono modificati e il gruppo guidato da Andrea Orcel ha preferito ridurre di poco la sua presenza. Nel frattempo sul fronte della governance, l’idea di rimettere in pista la figura del direttore finanziario assegnando la carica a Giulio Terzariol, attuale ceo Insurance, non ha per ora trovato consensi. Non c’è peraltro la volontà di andare avanti da parte del ceo del gruppo, Philippe Donnet, né della maggioranza del cda eletta ad aprile nella lista di Mediobanca senza una piena condivisione dei soci. Stando a quanto si apprende, nella riunione del consiglio, dedicata ad argomenti di ordinaria amministrazione, alla figura del dg sarebbe stato fatto solo un accenno.
Generali, Unicredit mantiene oltre il 5%
Nel frattempo si è saputo, appunto, che Unicredit mantiene una quota con diritto di voto pari a poco più del 5% in Generali, dove si era diluito a luglio smontando le posizioni in derivati solo su una parte della quota che gli avevano permesso di votare con il 6,7% all’ultima assemblea a Trieste a favore della lista Caltagirone. Non c’è stata alcuna discesa sotto la soglia rilevante del 5% e nessuna comunicazione obbligatoria è arrivata alla Consob da Piazza Gae Aulenti.
Generali, cosa ha detto Orcel
Orcel ha sempre detto che la quota è di natura finanziaria e destinata a una graduale riduzione. Ma non ha escluso la possibilità di valutare spazi di collaborazione con il Leone. In teoria – è il ragionamento che fanno gli analisti – l’ambito potrebbe riguardare sia le assicurazioni, dove i due gruppi hanno già un accordo di bancassurance nel Centro ed Est Europa, sia il risparmio gestito.
Da segnalare che, nel corso di un’intervista, Alessandro Santoliquido, responsabile assicurazioni di Unicredit, ha dichiarato che “al momento non siamo interessati ad acquisizioni in ambito assicurativo”. Nel ramo Vita – ha indicato il top manager – l’obiettivo è rafforzare il posizionamento in Italia e in prospettiva lo sviluppo all’estero dove Unicredit ha già accordi distributivi con Allianz, che è suo azionista. Nel comparto Danni invece la partnership con la compagnia tedesca è valida fino al 2027.
Risiko bancario, cda per Banco Bpm
Nel risiko bancario, che non è certo finito, martedì si riunisce un cda ordinario di Banco Bpm che non indicherà ancora il successore alla guida di Anima di Alessandro Melzi d’Eril, candidato ceo di Mediobanca. Potrebbe invece iniziare il percorso per la lista dedicata al rinnovo del board, da presentare a gennaio 2026.
