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Generali, Intesa e Mediobanca fuori da Telco: Telefonica in bilico. Stamani Milano è positiva

I soci italiani di Telco eserciteranno l’opzione di uscire dalla holding che controlla Telecom e il mercato scommette sulla loro intenzione di realizzare le plusvalenze vendendo i titoli del gruppo telefonico: spagnoli ancora in bilico – Trionfa Mps – Il merger and acquisistion scalda Wall Street ma Ucraina e Iraq preoccupano – Milano stamani è positiva

Generali, Intesa e Mediobanca fuori da Telco: Telefonica in bilico. Stamani Milano è positiva

TRIONFA MPS, VENDITE A PIOGGIA SU TELECOM ITALIA
L’M&A SCALDA WALL STREET, TANGO TRISTE A BAIRES

Ucraina, Iraq e l’ennesima crisi argentina. Il cocktail di tensioni geopolitiche pesa su listini già in prudente attesa dei messaggi in arrivo dal Fomc, il comitato monetario della Fed che si riunirà tra poche ore.

Le quotazioni del greggio restano ai massimi degli ultimi nove mesi (106,7 dollari al barile). Sotto pressione anche i rendimenti dei T bond (2,593% il decennale), tradizionale rifugio nei momenti caldi.

Calano perciò le Borse asiatiche (indice Asia Pacific -0,3%) ma Tokyo +0,5% recupera parte del terreno perduto lunedì. Tiene però la diga di Wall Street: Dow Jones +0,03%, S&P +0,08%, Nasdaq +0,24%. Francoforte ha chiuso in calo dello 0,29%, Londra dello 0,34%, Parigi dello 0,73% e Madrid dello 0,95%.

Piazza Affari ha archiviato la seduta in calo dello 0,86% a 21.976 punti. Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso a 154 punti base e il tasso del decennale domestico si è assestato al 2,89 . Sigmar Gabriel, ministro dell’Economia socialdemocratico nel governo di Angela Merkel, si è dichiarato favorevole a dare tempi più lunghi per la riduzione del debito e del deficit a quei Paesi che assumono impegni concreti sul fronte delle riforme.

ESPLODE A WALL STREET LA FEBBRE DEGLI M&A

A sostenere i listini Usa hanno contribuito i segnali positivi in arrivo dll’economia, in rioresa dopo il gelo invernale: l’indice Empire Manufacturing dell’area di New York è salito in giugno molto più del previsto. Meglio delle attese anche la produzione industriale Usa di maggio.

Ancor più importante l’effetto dell’ondata di M&A che ha investito ieri il mercato Usa. In sintesi: Medtronic ha annunciato l’acquisizione di Covidien +22% per 42,9 miliardi di dollari. Williams Companies sale del 18,7% sull’onda dell’acquisto di Access Midstream Partners per 5,99 miliardi di dollari. Level 3 Communications – 5% ha comprato tw telecom +7%.

Vola infine Fusion-it +23%, preda di Sun Disk per 1,1 miliardi di dollari). “Un mercato del genere – commenta a Reuters il gestore Peter Cardillo di Rockwell Investment – non può scendere per ragioni geopolitiche”.

TANGO BOND: L’ARGENTINA DEVE PAGARAE. E LA BORSA CROLLA.

A condizionare Wall Street non sarà certo la frenata dell’Argentina, provocata dalla sentenza della Corte Federale di New York. I giudizi, contro il parere dei legali della Casa Bianca, hanno confermato che Buenos Aires dovranno far fronte al pagamento dei Tango bond andati in default nel 2001.

In tutto 15 miliardi che potrebbero provocare un nuovo fallimento dell’Argentina: la Borsa di Buenos Aires ha perduto il 10,1%. E’ la vittoria finale di Paul Singer, il gestore hedge che ha citato in giudizio ben undici volte l’Argentina prima del trionfo di ieri: per la prima volta un giudice ha dato ragione ad un fondo avvoltoio contro uno Stato.

Dure le reazioni di Cristina Kirchner Fernandez contro la sentenza, ma il presidente ha aggiunto che Buenos Aires “terrà fede alle sue obbligazioni”. Non si sa come visto che il credito del solo Paul Elliott vale più della metà delle riserve argentine.

MPS SUPERSTAR, CARIGE SULL’OTTOVOLANTE

Monte Paschi è ancora una volta il miglior titolo del Ftse Mib : +21,34% a 2,212 euro, mentre i diritti legati all’aumento di capitale sono saliti dell’1,61% a 18,29 euro: a questi prezzi,comprando 5 diritti si possono sottoscrivere 214 nuove azioni a 1,427 euro ciascuna, con uno sconto del 35% circa rispetto alla quotazione attuale dell’azione. Assai elevati i volumi: 43 milioni di pessi, molto al di sopra della media dele sedute precedenti (24 milioni). A sostenere le quotazioni del titolo ha contribuito la promozione incassata da Exane Bnp Paribas che ha alzato il rating da underperform a neutral. Il broker francese era negativo su Siena dall’aprile 2011.

Banca Carige ha registrato nel primo giorno dell’aumento di capitale da 800 milioni un’accentuata volatilità, terminando le contrattazioni in rialzo dello 0,86% a 0,165 euro (minimo intraday a 0,159 euro e massimo a 0,1819 euro), mentre i diritti hanno ceduto l’8,2% a 0,2172 euro. I volumi sono stati altii: sono passati di mano 40.762.428 azioni e 77.612.791 titoli.

In calo tutte le altre banche: Pop.Emilia-3,5%, Unicredit -1,3%, Intesa Sanpaolo -1,5%. Banco Popolare -2,7%. Entra nel vivo la gara per la cessione di Release, la bad bank dell’istituto che contiene asset per circa 3 miliardi di euro fra immobili, crediti chirografari e ipotecari e non performing loans immobiliari. Ieri scadevano i termini per presentare le offerte e sul tavolo dell’advisor Equita sono arrivate due proposte: quella di Blackstone e quella della cordata Fortress-Prelios. Azimut ha perso il 2,9%, Mediolanum -1,7%.

DOPO TELCO, IL MERCATO TEME PIOGGIA DI VENDITE

Giornata nera per Telecom Italia, finita in ribasso del 4,2%, peggior blue chip della seduta. Dopo Generali, anche Mediobanca e Intesa hanno comunicato che eserciteranno l’opzione per uscire da Telco, la holding che possiede il 22,4% di Telecom Italia. Dal 30 giugno i soci della scatola avranno sei mesi di tempo per rendere effettiva la scissione, ovvero per avere in mano pro-quota direttamente azioni di Telecom e debito di Telco, che tra finanziamento ponte e prestiti si aggira attorno a 2,4 miliardi di euro.

Piazza Affari ieri ha iniziato a scommettere che nel giro di breve i soci italiani possano iniziare a vendere le proprie azioni di Telecom, portando a casa le plusvalenze (che ai prezzi di oggi sono per Intesa di 35 milioni e per Mediobanca di 110 milioni, rispetto ai prezzi iscritti a bilancio). Non e’ invece ancora chiaro cosa farà Telefonica che potrebbe chiedere a sua volta la scissione entro fine mese, oppure potrebbe rimanere come unico azionista di riferimento della scatola. Alla Borsa di Madrid Telefonica e’ arretrata dello 0,6% a 12,48 euro.

CAIRO E COBRA Al TOP, GTECH AI MINIMI

Protagoniste positive della giornata due medium cap. Sale del 3,3% Cairo Communication, unico partecipante all’asta per le frequenze Tv, che ha presentato un’offerta vincolante per i diritti d’uso per 20 anni del multiplex indicato come lotto L3, dove intende trasmettere i canali La7 e La7d, oggi sulle frequenze di TI Media. Cairo ha già sottoscritto un accordo con Ei Towers un accordo per realizzare e gestire la nuova rete. Cobra automotive è salita del 49,34% a 1,474 euro, valore vicino al prezzo dell’Opa annunciata da Vodafone a 1,49 euro. In netto rialzo (oltre +10%) anche INTEK, azionista di riferimento di Cobra In ribasso invece GTech – 2,5% a 19,18 euro, i minimi degli ultimi 12 mesi. La società ha annunciato ieri una trattativa per l’acquisto di International Game Technology, un produttore di slot machine con sede a Las Vegas. Ai prezzi di venerdì sera, IGT vantava una capitalizzazione di 3,9 miliardi di dollari. Il mercato sospetta che GTech debba ricorrere a un aumento di capitale per acquisire la preda. World Duty Free +0,8% figura fra le migliori blue chip: Deutsche Bank ha avviato la copertura del titolo con una raccomandazione Buy e un target price di 12 euro (upside +20% circa. Atlantia +0,5%.

KEPLER NON DA’ LA SCOSSA ALLE UTILITIES

Kepler Chevreux ha dedicato uno studio alle utility in vista della prossima fase di consolidamento delle municipalizzate, Ma il mercato è rimasto freddo: Acea ha perduto l’1,08%, Iren lo 0,24% a 1,226 euro. Solo Hera è salita dello 0,48% a 2,1 euro. A2A ha azzerato quasi del tutto i guadagni della seduta (massimo a 0,8980 euro) terminamdo poco sopra la parità a 0,8805 euro. Per Kepler – Cheuvreux la società potrebbe giocare un ruolo importante nel processo di consolidamento del settore utility italiano: di qui la promozione a Buy da hold con un prezzo obiettivo a 1 euro da 0,9 euro precedente Eni ha chiuso invariata, Saipem+0,4% .

RALLENTA L’INDUSTRIA: GIU’ FIAT E FINMECCANICA

Deboli i valori industriali. Pirelli ha perso il 2,56% a 12,16 euro: il gruppo della Bicocca ha pagato oggi lo stacco cedola pari a 0,32 euro per azione. In ribasso anche Fiat – 1,10% a 7,62 dopo l’approvazione del cda del progetto di fusione per incorporazione del Lingotto in Chrysler, con la nuova società che sarà costituita in Olanda. L’assemblea sarà convocata probabilmente entro luglio. Giù anche Prysmian -1,8%e Finmeccanica -1,6%. Tra le società del lusso, Brunello Cucinelli ha perso il 3,4%, Tod’s -1,2%. Yoox ha chiuso invariata.

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