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Fotografia, Festival a Bergamo con grandi e giovani autori

Reportage, incontri,,dibattiti e documentari dedicati ai cambiamenti climatici e allo sviluppo poco sostenibile.

Fotografia, Festival a Bergamo con grandi e giovani autori

È accattivante già dal titolo – “ Equilibrio sottile ” – la mostra fotografica di Bergamo dedicata al cambiamento climatico ed alle conseguenze di uno sviluppo poco sostenibile. Nel Monastero del Carmine nella città Alta, fino all‘11 novembre si svolge la 2^ edizione di «Fotografica. Festival di Fotografia Bergamo», rassegna biennale promossa dall’ Associazione FOTOGRAFICA. Una rassegna di forte attualità che si avvale della consulenza artistica di Denis Curti.

Otto mostre di grandi e giovani autori , arricchite da incontri e dibattiti tematici. Gianni Berengo Gardin , Alessandra Mauro, Alessandro Grassani, Andrea Frazzetta,  Fabio Cuttica per citarne alcuni che nel loro excursus professionale hanno affrontato e  fissato i temi dell’ambiente, dei mutamenti del clima, degli impatti devastanti sul pianeta. Un’esposizione con un solo filone narrativo: la denuncia di danni incalcolabili attraverso scatti rigorosi e di qualità. Chissà quanto quegli scatti incideranno sulla presa di coscienza collettiva rispetto al futuro. E’comunque ammirevole che la mostra sia dedicata ad un tema così grave.

Dal quotidiano passaggio delle navi da crociera nella laguna di Venezia, alla rappresentazione visiva delle migrazioni climatiche nei tanti posti del mondo, ai vulcani attivi, ai deserti di sale, chi entra nei locali del Monastero bergamasco, fisserà ,come se dotato anch’egli di un obiettivo fotografico, i danni umani e materiali provocati dall’uomo al proprio habitat.

Una dimostrazione possente di tutto ciò è anche l’overview dedicata all’Artico, con la rassegna ARTICO,ULTIMA FRONTIERA, firmata da tre maestri del reportage, Ragnar Axelsson, Carsten Egevang e Paolo Solari Bozzi . 65 immagini in bianco e nero per capire come gli abitanti di Groenlandia, Siberia e Islanda affrontano un ambiente così ostile. I tre fotoreporter ci ricordano l’importanza della difesa di uno degli ultimi ambienti naturali non ancora sfruttati dall’uomo. Notevole anche l’occhio di  Marina Aliverti che ha passato due mesi nei  luoghi estremi della Groenlandia, riprendendo la quotidianità di pescatori tra i ghiacci. Henri CartierBresson aveva ragione : una fotografia non è presa con la forza, si offre . Ma poi ti cattura. 

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