Fincantieri ha concluso con successo l’aumento di capitale da circa 500 milioni di euro, operazione finalizzata ad aumentare il flottante e la liquidità del titolo a Piazza Affari, rafforzando al tempo stesso la struttura finanziaria in vista del piano industriale al 2030. La domanda ha superato di 5 volte l’offerta, consentendo la chiusura anticipata del collocamento rispetto al termine inizialmente fissato. Sono bastati 90 minuti.
A valle dell’operazione, Cdp Equity Spa – controllata da Cassa Depositi e Prestiti – scende dal 70,67% a circa il 64,25%, mantenendo il controllo del gruppo. Il flottante aumenta di circa il 34%, portandosi intorno al 36% del capitale, con un conseguente rafforzamento della liquidità del titolo.
Fincantieri, aumento di capitale: prezzo, sconto e ordini
Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Pierroberto Folgiero ha dato esecuzione alla delega approvata dall’assemblea dell’11 giugno 2024, realizzando un aumento di capitale a pagamento, in via scindibile e con esclusione del diritto di opzione, per 32.588.445 nuove azioni ordinarie, pari al 10% del capitale pre-aumento. L’operazione è stata strutturata tramite accelerated bookbuilding (Abb), con collocamento riservato a investitori qualificati e istituzionali e avviata a Borsa chiusa.
Secondo quanto riportato da Milano Finanza, il collocamento è stato chiuso in sole tre ore. Il prezzo di emissione è stato fissato a 15,32 euro per azione, con uno sconto di circa il 7% rispetto ai 16,47 euro della chiusura precedente. L’ammontare complessivo raccolto si attesta intorno ai 500 milioni di euro. Il regolamento, mediante consegna dei titoli e pagamento del corrispettivo, è previsto per il 23 febbraio 2026.
Struttura e numeri dell’operazione
L’operazione rappresenta la seconda tappa di un percorso avviato circa un anno e mezzo fa, quando la società aveva raccolto 400 milioni di euro per finanziare l’acquisizione da Leonardo delle attività di siluri e sensoristica di Wass. Un passaggio chiave nella costruzione del Polo Tecnologico della Subacquea, che secondo il piano industriale dovrebbe generare 820 milioni di euro di ricavi al 2030.
La delega era esercitabile a partire dal diciottesimo mese dall’approvazione e fino al quinto anno. Con il via libera del board si è perfezionata l’emissione delle nuove azioni, prive di valore nominale espresso e pari a circa il 10% del capitale pre-aumento. A seguito dell’operazione, il capitale sociale complessivo sale a 881.722.258,70 euro, suddiviso in 358.472.900 azioni ordinarie.
Il bookbuilding, avviato a Borsa chiusa, è stato coordinato da Jefferies, Mediobanca e Bnp Paribas in qualità di Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners. Nel contesto del collocamento, Fincantieri ha assunto impegni di lock-up della durata di 90 giorni, in linea con la prassi di mercato.
Più flottante, più liquidità, più attrattività
La ricapitalizzazione punta ad accrescere la flessibilità finanziaria e ad assicurare maggiore rapidità nell’implementazione della strategia industriale. Le risorse raccolte serviranno a sostenere l’aumento della capacità produttiva – con investimenti previsti per 1,9 miliardi di euro – e a supportare opportunità selettive di crescita inorganica, in linea con la traiettoria già comunicata al mercato.
La struttura stessa dell’operazione, con esclusione del diritto di opzione e collocamento mirato a investitori professionali, è funzionale all’ampliamento della base azionaria istituzionale: più capitale sul mercato, più liquidità per il titolo e maggiore appeal internazionale, senza mettere in discussione l’equilibrio di controllo pubblico.
