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Fincantieri, nel nuovo piano spinge sulla Difesa: 1,9 miliardi di investimenti al 2030, ritorno al dividendo nel 2028 

L’Ad Folgiero: “Fincantieri compie un ulteriore deciso passo in avanti nella propria traiettoria di crescita, ruolo centrale per la Difesa”. Migliora la guidance 2025, i ricavi raddoppieranno nel 2035

Fincantieri, nel nuovo piano spinge sulla Difesa: 1,9 miliardi di investimenti al 2030, ritorno al dividendo nel 2028 

Fincantieri annuncia 1,9 miliardi di investimenti nei prossimi quattro anni, grazie ai quali i ricavi al 2030 aumenteranno del 40% rispetto al 2025 a circa 12,5 miliardi di euro, e fa felici i soci parlando di un possibile ritorno al dividendo nel 2028, a dieci anni di distanza dall’ultimo stacco cedola. Sono questi i principali dati resi noti dal gruppo in occasione del Capital Market Day nel corso del quale l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero ha presentato i dettagli del piano industriale al 2030, già in parte anticipato lo scorso 16 dicembre, fondato sui due business principali, la Difesa e la crocieristica, e su quattro pilastri: incremento della capacità produttiva, aumento della produttività, rafforzamento dei progetti strategici e crescita nelle adiacenze. 

La Borsa apprezza: il titolo, che nel 2025 aveva realizzato la miglior performance del Ftse Mib, salendo del 145%, oggi registra un rialzo del 3,68 a 16,63 euro dopo aver toccato un massimo intraday di 17 euro. 

Folgiero: “Facciamo un deciso passo avanti, Difesa centrale nella nostra strategia”

“Con il piano industriale 2026-2030 Fincantieri compie un ulteriore deciso passo in avanti nella propria traiettoria di crescita, confermando la solidità della visione strategica dello scorso triennio, combinata con un aumento della capacità produttiva per assecondare i macrotrend della domanda dimostrando la capacità di generare valore molto sostenibile nel tempo”, ha spiegato l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero, sottolineando il carico di lavoro complessivo record pari a circa 60 miliardi di euro già acquisito e i 50 miliardi di ordini in arrivo nel periodo.

 “Il comparto Difesa riveste un ruolo centrale nella nostra strategia: l’aumento atteso della domanda e il raddoppio della capacità produttiva dei nostri cantieri italiani ci permetteranno di rafforzare la nostra posizione nei programmi nazionali e internazionali piu’ rilevanti”. E’ quanto affermato dal ceo di Fincantieri Pierroberto Folgiero in merito alle strategie contenute nel piano al 2030. “Accanto a questo, l’espansione accelerata dell’Underwater, con lo sviluppo del portafoglio prodotti nel business non convenzionale, la crescita tecnologica nel business Offshore e la profittabilita’ del business Cruise – sostenuto da una pipeline commerciale in crescita sia in quantita’ che in qualita’, con ordini attesi gia’ nei prossimi mesi che estenderanno la visibilita’ del backlog oltre il 2036 e con un incremento della profittabilita’ – rappresentano i pilastri e le sinergie su cui costruiamo il nostro futuro”.

Fincantieri: 1,9 miliardi di investimenti al 2030, 250 milioni in Vietnam

Nei dettagli, il nuovo piano di Fincantieri prevede investimenti industriali per circa 1,9 miliardi di euro nel piano 2026-30, così distribuiti: 250 milioni destinati alle iniziative di capacity boost sul sistema dei cantieri attuali e 250 milioni legati all’eventuale raddoppio della produzione Offshore in Vietnam con l’introduzione di un secondo cantiere. 600 milioni andranno poi alle attività di produzione (incluso l’acquisto delle nuove gru a cavalletto per la costruzione di mega navi da crociera nel cantiere di Monfalcone) e altri 650 milioni saranno stanziati per la manutenzione. 

“Tali investimenti – sottolinea la società – saranno integralmente finanziati dai flussi di cassa operativi generati nel periodo 2026-30” che consentiranno comunque di perseguire “l’accelerazione del deleveraging” come previsto dal piano (posizione finanziaria netta/ebitda attesa a 1 volta al 2030 rispetto alle 2,8 volte di fine 2025). 

Fincantieri: 5 miliardi di ordini nella Difesa nei primi 6 mesi del 2026

All’interno del piano industriale il gruppo, che prevede 50 miliardi di ordini nel periodo di piano, si aspetta un brillante inizio di 2026 per le commesse del settore difesa stimando ordini per circa 5 miliardi di euro nei primi sei mesi dell’anno. Queste commesse, si spiega, comprendono i programmi per la Marina militare italiana (cacciatorpediniere, European patrol corvette, le navi di supporto logistico LSS), contratti di servizio in Medio Oriente, ordini negli Stati Uniti e altre commesse. Il gruppo segnala inoltre che per il 2026 ci saranno “altre opportunità commerciali con una probabilità medio-alta” di diventare commesse in Italia, Nord Africa, Medio Oriente, Sud Est Asia.

Fincantieri migliora la guidance per il 2025. Le stime per il 2026

La società guidata da Pierroberto Folgiero migliora la guidance per l’esercizio 2025 per il quale stima un utile netto di 110 milioni e una marginalità lorda sui ricavi al 7,4%. Confermati a 9 miliardi di euro i ricavi nell’ultimo esercizio. La guidance precedente indicava il raggiungimento di un risultato netto positivo nel 2025 e un ebitda margin superiore al 7%. Il rapporto tra posizione finanziaria netta ed ebitda a fine 2025 è stimato a 2,8 volte, all’interno della guidance di 2,7-3 volte fornita in precedenza.

Per il 2026 Fincantieri prevede di raggiungere un risultato netto “migliore” di quello del 2025, mentre per il 2028 si attende un utile netto di 200 milioni che diventeranno 500 nel 2030. I ricavi sono previsti in aumento a euro 9,2-9,3 miliardi quest’anno, a circa euro 11 miliardi nel 2028 e a circa euro 12,5 miliardi nel 2030, con una crescita media annua dell’8%. Per l’anno in corso, ci si aspetta infine un ebitda margin del 7,5% e un ebitda di circa 700 miliardi. 

Fincantieri ritorno al dividendo dal 2028 e zero debiti dal 2032

L’ultima cedola distribuita da Fincantieri risale al 2019. Nel nuovo piano al 2030, per la gioia degli azionisti, apre alla possibilità di distribuire un dividendo a partire dal 2028, una scelta che sarà subordinata ai risultati dell’esercizio 2027.

Sul fronte dell’indebitamento, atteso intorno agli 1,8 miliardi nel 2025, secondo il percorso tracciato dal nuovo piano, dovrebbe scendere a 1,25 miliardi nel 2030, per poi azzerarsi nel 2032.

La leva finanziaria, come rapporto tra ebitda e posizione finanziaria netta, è stimata 1,7 volte a fine 2028 e 1 a fine 2030, a fronte della previsione di 2,7-3 del dicembre 2025 (era di 5,7 volte dopo il primo anno di mandato del manager nel 2022). 

Le previsioni per il 2035

I ricavi del 2035 sono attesi a un livello doppio rispetto al 2025 e quindi a 18 miliardi di euro con un tasso di crescita nel periodo 2030-35 del 7% medio annuo (+8% medio annuo il ritmo di crescita medio nel 2025-30). L’ebitda è stimato raggiungere 2,3 miliardi di euro al 2035 (1,25 miliardi al 2030) per un rapporto sui ricavi al 13% (10%) nel 2020), mentre l’utile netto dovrebbe raggiungere 1,35 miliardi di euro al 2035 (7,5% dei ricavi) a fronte dei 110 milioni dell’anno scorso e dei 500 milioni stimati al 2030. 

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