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Fincantieri chiude il 2025 con utile record di 117 milioni, boom di ordini. Il mercato premia i conti

Fincantieri chiude il 2025 con utile record di 117 milioni, ricavi a 9,19 miliardi, Ebitda in forte crescita e backlog a 63,2 miliardi. Titolo in rialzo a Piazza Affari

Fincantieri chiude il 2025 con utile record di 117 milioni, boom di ordini. Il mercato premia i conti

Fincantieri chiude il 2025 con un utile netto di 117 milioni di euro, il livello più alto mai raggiunto dal gruppo, contro i 27 milioni dell’anno precedente. Il risultato arriva sopra la guidance indicata a febbraio, che puntava a 110 milioni, e si accompagna a ricavi in crescita del 13,1% a 9,194 miliardi e a un Ebitda di 681 milioni, in aumento del 33,9%. La marginalità sale così al 7,4%, in linea con le attese del gruppo ma sopra il 6,3% del 2024.

Il quadro che emerge dai conti è quello di una società che ha accelerato sul piano industriale e che ha trasformato la crescita dei volumi in un deciso salto di redditività. Non è solo un miglioramento contabile. È il segnale che la cantieristica del gruppo sta attraversando una fase di consolidamento, sostenuta dall’effetto leva operativa e da un mix di commesse più favorevole.

Fincantieri: redditività oltre le attese

I risultati 2025 hanno superato anche le previsioni del mercato. Le attese degli analisti indicavano ricavi poco sopra i 9 miliardi, una marginalità lorda al 7,3% e una posizione finanziaria netta più pesante rispetto a quella poi comunicata dal gruppo. Fincantieri ha invece mostrato conti migliori sia sul fronte operativo sia su quello finanziario, rafforzando la credibilità del percorso tracciato al Capital Markets Day di febbraio.

Anche la struttura patrimoniale dà un segnale incoraggiante. La posizione finanziaria netta adjusted a debito si attesta a 1,311 miliardi di euro, in miglioramento rispetto alla fine del 2024. Il rapporto tra indebitamento ed Ebitda scende a 2,7 volte, meglio della guidance di 2,8, confermando una traiettoria di deleveraging più rapida del previsto.

Fincantieri: ordini record e visibilità lunga

La vera forza dei conti, però, sta nella spinta commerciale. Nel 2025 i nuovi ordini acquisiti hanno raggiunto 20,3 miliardi di euro, in aumento del 32,4% rispetto al precedente record del 2024. A trainare è stato soprattutto lo shipbuilding, con una crescita del 42% rispetto all’anno precedente. Il book-to-bill si è attestato a 2,2 volte, dato che fotografa una domanda ancora molto robusta nei business chiave del gruppo.

Il backlog ha toccato 41,1 miliardi, mentre il soft backlog è arrivato a 22,1 miliardi. Il carico complessivo di lavoro sale così a 63,2 miliardi, oltre le attese e sopra la guidance di 60 miliardi. In pratica, il portafoglio vale 6,9 volte i ricavi del 2025 e garantisce visibilità sulle consegne fino al 2036, che diventa 2037 considerando l’ordine Norwegian Cruise siglato nel febbraio 2026. A fine anno il gruppo aveva 97 navi in portafoglio e nel corso del 2025 ne ha consegnate 24.

Il 2026 parte già con un obiettivo chiaro

Fincantieri ha confermato i target per il 2026 annunciati a febbraio. Il gruppo si aspetta ricavi compresi tra 9,2 e 9,3 miliardi, un Ebitda intorno a 700 milioni con marginalità al 7,5%, un utile netto superiore a quello del 2025 e un rapporto tra posizione finanziaria netta adjusted ed Ebitda attorno a 2 volte, che scende a 1,3 includendo l’aumento di capitale completato a febbraio 2026.

La conferma della guidance, dopo un 2025 chiuso sopra le attese, rafforza l’idea che il gruppo sia entrato in una fase diversa rispetto agli anni più complessi del risanamento. Il ritorno alla profittabilità non appare più episodico, ma si inserisce in una traiettoria che punta a consolidare margini, ordini e struttura finanziaria.

Folgiero: “Soddisfatti dei risultati record, nostro modello industriale coniuga resilienza e opportunità”

“Siamo molto soddisfatti dei risultati record conseguiti nel 2025 in termini economici, finanziari e commerciali anche in un contesto globale di crescente complessità” spiega l’ad di Fincantieri, Pierroberto Folgiero – “L’aumento a doppia cifra di ricavi ed ebitda, insieme al miglior utile della nostra storia e ad un’ulteriore riduzione della leva finanziaria, dimostra la forza di un modello industriale che coniuga resilienza e capacità di perseguire le opportunità dei mercati globali”.

L’ad ha poi legato la profondità del portafoglio ordini alla solidità prospettica dei cantieri. “L’anno ha visto un avanzamento significativo in tutti i business sia in termini operativi che commerciali. Le 97 unità oggi in portafoglio e una visibilità sulle consegne che si estende fino al 2037 assicurano prospettive operative estremamente profonde nel tempo per i nostri cantieri, rafforzando in modo strutturale il nostro posizionamento e quello del nostro indotto in misura molto evidente nel settore del Cruise”.

Lo sguardo va però anche oltre il business crocieristico. “Ci stiamo preparando a cogliere ulteriore crescita della domanda nel settore della Difesa attraverso il raddoppio della capacità produttiva dei cantieri italiani, rafforzando il ruolo di Fincantieri nella sicurezza marittima e nella sovranità industriale. Parallelamente, nell’underwater stiamo accelerando grazie a tecnologie subacquee di ultima generazione, alla capacità di integrare l’intera filiera e a una rete di partnership strategiche, che ci permette di portare sul mercato un’offerta distintiva e di agire come orchestratori di un ecosistema integrato in un dominio cruciale per la protezione delle infrastrutture critiche e per le applicazioni offshore più innovative”.

Piazza Affari applaude, il titolo Fincantieri guadagna oltre il 6%

La reazione del mercato è stata immediata. Dopo la diffusione dei risultati, il titolo ha accelerato con forza a Piazza Affari, arrivando prima a guadagni superiori al 6% e poi spingendosi oltre il 7%. L’ultimo dato indicato porta Fincantieri a 13,27 euro con un rialzo del 7,28%, segnale che gli investitori hanno letto i conti come un passaggio decisivo nel percorso di rafforzamento del gruppo.

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