Fiat ha deciso di rimettere il piede sull’acceleratore. Se la prima marcia è stata l’arrivo della nuova 500 ibrida (con il rilancio di Mirafiori), dotata di un 1.0 da 65 CV con mild hybrid a 12 Volt, un’auto pragmatica e accessibile pensata per il traffico reale più che per i cataloghi, il resto del piano rappresenta un rilancio strutturale che punta a riportare il marchio torinese al centro del mercato europeo. “Ora i nostri clienti possono scegliere questa variante più accessibile dell’elettrica e, per molti, più fruibile”, osserva Olivier François, ceo di Fiat e responsabile marketing globale di Stellantis.
È proprio François, in un’intervista al Corriere della Sera, a descrivere la trasformazione profonda che attende il brand, dall’E-Car europea alle nuove versioni di Pandina e Grande Panda, fino a un quadriciclo L7 e a un commerciale a tre ruote totalmente elettrico. Fiat sembra proprio tornata in carreggiata. “Il 2026 sarà un’ottima annata per Fiat”, spiega François parlando di una strategia che vuole riportare il marchio alle sue radici popolari, ampliandone allo stesso tempo l’ambizione internazionale.
E-Car: la nuova “Panda di Giugiaro” per l’Europa
La novità più attesa è la futura E-Car, la citycar che l’Unione Europea vuole trasformare in una nuova categoria di vetture compatte, essenziali, accessibili e prodotte nel continente. François immagina questo modello come “la prima Panda di Giorgetto Giugiaro, ma con cinque porte”. Una vettura semplice, intelligente, lunga meno di 3,5 metri e con velocità limitata a circa 120 km/h.
Il nodo ancora aperto riguarda la motorizzazione. “Il nodo cruciale sarà capire se potrà essere solo elettrica o anche ibrida”, spiega François, in attesa del pacchetto legislativo che Bruxelles presenterà il 10 dicembre. Quanto al prezzo, il Ceo indica una soglia chiara. “Credo che 15 mila euro siano una buona cifra se si parla di versioni elettriche, ma se ci saranno E-Car ibride firmate Fiat il loro listino sarà inferiore”.
In arrivo la Pandina Gpl e la Grande Panda 4×4
Il prossino anno arriverà la nuova Pandina a Gpl, una risposta diretta al dominio di Dacia in questo segmento. Scelta pragmatica, coerente con la tradizione Fiat di leggere con realismo la domanda del mercato italiano.
E prosegue anche lo sviluppo della Grande Panda 4×4 ibrida, una delle novità più attese. “Rispetto alla concept car presentata a luglio ci sono stati grandi passi avanti”, sottolinea François. Il progetto punta a utilizzare un motorino elettrico sull’asse posteriore per ottenere la trazione integrale anche sulla piattaforma Smart Car. “Sembra proprio sia possibile farlo”, conferma, aprendo la strada al ritorno moderno di una delle icone più amate del marchio.
Due nuovi modelli per il 2026
Nella seconda metà del 2026 debutteranno poi due nuovi modelli. Il primo è la Giga Panda (nome ancora provvisorio), un Suv da circa 4,5 metri destinato al segmento più competitivo del mercato europeo. Il secondo è una fastback con coda spiovente, pensata per l’America Latina ma con potenziale anche in Europa. “Vedo che anche altri brand stanno proponendo questa architettura”, osserva il Ceo.
Questi modelli segnano l’allargamento globale della gamma, mantenendo però l’impostazione popolare che da sempre caratterizza Fiat.
Micromobilità 2.0: dal quadriciclo L7 al Tris elettrico
La strategia Fiat passa anche per la micromobilità. Dopo la Topolino, il marchio sta sviluppando un quadriciclo L7 per tre o quattro persone, con peso sotto i 400 kg e potenza di 15 kW, guidabile dai 16 anni per una soluzione urbana leggera e immediata.
Parallelamente avanza il progetto Tris, il veicolo commerciale a tre ruote completamente elettrico, con un design che richiama la storica Ape. “È pensato per le consegne dell’ultimo miglio e la logistica urbana”.
Fiat oggi: vendite in calo ma la ripartenza è già iniziata
Il marchio torinese vive una fase di transizione. Fiat rimane il brand più venduto del gruppo Stellantis, ma in Europa ha perso il 15% dall’inizio dell’anno. “È un dato che racconta una carenza di prodotti che stiamo colmando”, riconosce François. L’addio a modelli come 500X e Tipo e il lungo stop della 500 ibrida hanno lasciato vuoti difficili da colmare.
Ora però il trend sta cambiando. La Grande Panda sta già mostrando risultati incoraggianti e la 500 ibrida riporterà volumi importanti. “Crediamo possano farlo anche tutti i prossimi modelli che ci porteranno ad avere di nuovo una gamma completa e accessibile”, conclude il Ceo.
Se la 500 ibrida prodotta a Mirafiori rappresenta il simbolo della ripartenza, Fiat dimostra che non ha alcuna intenzione di fermarsi ora. È il primo tassello della nuova offerta, ma soprattutto il segnale della volontà del marchio di tornare al centro dell’arena industriale italiana.
