Ieri sera il Senato degli Stati Uniti ha confermato Kevin Warsh come membro del Consiglio della Federal Reserve, rendendo l’investitore in criptovalute il principale candidato a sostituire Jerome Powell alla presidenza della banca centrale statunitense. L’approvazione del Senato rappresentava infatti il passo formale necessario affinché Warsh potesse occupare un seggio nel consiglio della Fed e dunque diventarne presidente. Questa decisione apre la strada a una successiva votazione che dovrebbe portarlo nelle prossime ore alla carica di presidente, la posizione più potente nella politica monetaria americana.
La conferma del Senato arriva nel momento in cui l’inflazione raggiunge il picco da tre anni
Warsh ha già fatto parte della Fed tra il 2006 e il 2011, un periodo che ha incluso la crisi finanziaria globale. La sua carriera comprende esperienze a Wall Street e legami con investitori e fondi esposti al mercato delle criptovalute, il che rende la sua nomina politicamente rilevante in un momento di definizione della regolamentazione del settore. La conferma da parte del Senato giunge infatti in un momento di intenso dibattito sull’inflazione e sulle politiche relative agli asset digitali. Warsh, pur rivendicando l’autonomia dell’istituzione monetaria, ha già fatto capire di essere tendenzialmente favorevole alla riduzione dei tassi di interesse, nonostante l’aumento dei prezzi abbia superato l’obiettivo di inflazione a lungo termine, che è risultata al massimo da tre anni.
Entro la fine della settimana la nuova votazione per la nomina a presidente
Il Senato ha votato con 51voti a favore e 45 contrari per confermare la nomina di Warsh per un mandato di 14 anni. Alla fine di questa settimana, il Senato voterà nuovamente per decidere se Warsh assumerà la presidenza della Fed per quattro anni, in sostituzione di Jerome Powell, il cui mandato sta per terminare. In seno al consiglio, Warsh andrà a ricoprire il posto vacante lasciato da Stephen Miran, governatore nominato a settembre da un alleato di Trump per completare il mandato di Adriana Kugler, che si era dimessa.
