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Fed, che cosa dirà Jerome Powell oggi dopo il taglio dei tassi? Quanto peserà la politica di Trump? Ecco che cosa aspettarsi stasera

Gli analisti prevedono che sarà una delle riunioni più turbolente degli ultimi anni per via delle divergenze emerse tra i componenti del Fomc. Con non pochi timori per la sua indipendenza. I mercati mostrano una crescente volatilità sulle opzioni a breve e un aumento dei rendimenti a lunga. Powell potrebbe sorprendere il mercato con un’ondata di acquisti di buoni del Tesoro

Fed, che cosa dirà Jerome Powell oggi dopo il taglio dei tassi? Quanto peserà la politica di Trump? Ecco che cosa aspettarsi stasera

Tutti zitti. Sta per entrare in scena sua Maestà la Federal Reserve con il suo carico di notizie a cui i mercati dovranno rispondere. Per ora le borse internazionali se ne stanno in modalità “zero vingola”, perché prendere una spiccata posizione in vendita o in acquisto risulterebbe troppo rischioso al momento. Il menù à la carte della Fed prevede non solo la decisione sui tassi, ma anche le proiezioni future su di essi attraverso il grafico dot plot, con il contorno delle stime economiche e i commenti dello stesso presidente Jerome Powell.

La volatilità legata alla decisione è stata una delle caratteristiche distintive del trading azionario nelle ultime sei settimane, scavalcando anche i timori per una potenziale bolla dell’intelligenza artificiale e per l’impatto delle politiche commerciali Trump. Tutto ciò con almeno 2 corollari. Da una parte il fatto che le proiezioni economiche della Fed, saranno insolitamente presentate senza un intero trimestre di dati verificati a causa dello shutdown più lungo della storia, lasciando ampio margine di interpretazione e quindi di volatilità. Dall’altra la prospettiva di un Powell a fine mandato il prossimo maggio, con Kevin Hasset, grande sostenitore di una politica monetaria accomondante, ancorchè il favorito di Trump, in pole position.

Fed: atteso il taglio dei tassi di oggi di 25 pb. Ma le divergenze serpeggiano nel Fomc. Timori per l’indipendenza

Le aspettative di una riduzione del tasso di interesse overnight di riferimento di un quarto di punto percentuale, portandolo a un intervallo compreso tra il 3,50 e il 3,75%, sono salite dal 30% all’87% nelle ultime tre settimane, spinte in gran parte dal recente sostegno del presidente della Fed di New York, John Williams. Tuttavia, gli analisti vedono non poche divergenze tra i componenti del Fomc e prevedono che sarà una delle riunioni più turbolente degli ultimi anni: almeno cinque dei 12 membri votanti del Fomc avranno opinioni divergenti, rafforzando nei mercati l’idea che la Fed stia diventando più politica.

I membri nominati da Trump nel Consiglio dei Governatori della Fed, composto da sette membri, hanno adottato un atteggiamento accomodante. Il consigliere economico della Casa Bianca, Kevin Hassett, uno dei principali candidati alla successione di Jerome Powell l’anno prossimo alla presidenza della Fed, ancora ieri ha detto di vedere ampio margine di manovra per abbassare decisamente i tassi, anche più di un taglio di un quarto di punto. Anche il governatore della Fed Stephen Miran, un altro consigliere economico di Trump, nominato a settembre per colmare un’inaspettata lacuna nel Consiglio, sta spingendo per potenti tagli dei tassi.

Al contrario, altri membri del Fomc, come il presidente della Fed di Kansas City Jeffrey Schmid, il presidente della Fed di St. Louis Alberto Musalem e il vicepresidente della Fed Philip Jefferson, si sono espressi altrettanto chiaramente sulla loro preferenza per il mantenimento dei tassi stabili. Quando Williams, solitamente una voce più neutrale, si è mostrato esplicitamente accomodante riguardo a un taglio dei tassi a dicembre, poche settimane dopo che Powell aveva dichiarato in ottobre che un taglio a dicembre era tutt’altro che certo, alcuni investitori si sono innervositi ravvedendo una pressione politica e perdendo fiducia riguardo alle dichiarazioni.

Perché Trump spinge per un taglio dei tassi

Trump vuole ridurre i costi di indebitamento, in particolare per stimolare il settore immobiliare, e rispondere alle preoccupazioni più ampie sull’accessibilità economica, che potrebbero essere centrali nelle elezioni di medio termine che si terranno alla fine del prossimo anno. Tuttavia, raggiungere questo obiettivo potrebbe comportare dei rischi per il prossimo presidente della Fed, con gli analisti che prevedono una spesa al consumo sostenuta dai maggiori rimborsi fiscali e, di conseguenza, un’inflazione più persistente. Trump, che ha ripetutamente espresso disappunto per la gestione della Fed da parte di Powell, ha detto ieri in un’intervista a Politico, che il sostegno a un taglio immediato dei tassi sarebbe un requisito per chiunque scegliesse di guidare la banca centrale.

Gli operatori indicano come segnale di preoccupazione la crescente volatilità implicita nei prezzi delle opzioni sui tassi di interesse a breve termine e l’aumento dei rendimenti a lungo termine. Tuttavia, secondo i mercati dei futures sui tassi, entro la fine del prossimo anno si prevede un allentamento della politica monetaria della Fed di appena 75 punti base, mentre una manciata di analisti ritiene che quello di oggi possa essere l’ultimo taglio.

Dati economici, inflazione e lavoro al microscopio

Dopo l’annuncio sui tassi, l’attenzione degli investiorti si sposterà stasera sulle proiezioni economiche della Fed, orfane per altro di un intero trimestre di dati verificati a causa dello shutdown più lungo della storia (43 giorni), lasciando ampio margine di interpretazione e volatilità. Al centro dell’attenzione saranno lo stato di salute del mercato del lavoro Usa e i rischi di inflazione.

Gli ultimi dati macroeconomici, ancorché in ritardo rispetto al periodo di raccolta, sono stati interpretati alla luce del 2026: dal Job Openings and Labor Turnover Survey del Bureau of Labor Statistics uscito ieri è emerso un importante incremento dei posti di lavoro vacanti, ma anche un significativo aumento dei licenziamenti. Per quanto riguarda l’inflazione invece, l’ufficio personale di statistica di Donald Trump è perentorio nel negare che ci sia, o sia un elemento che la Federal Reserve debba considerare. Grazie alla sua presidenza, i prezzi stanno diminuendo “enormemente” ha detto il tycoon. Durante un comizio in Pennsylvania volto a promuovere la sua politica economica, il presidente americano ha accusato l’opposizione democratica di promuovere una “farsa” quando denuncia il costo della vita ancora elevato.

I due precedenti tagli della Fed di quest’anno erano volti ad affrontare l’indebolimento delle condizioni occupazionali, incluso un aumento del tasso di disoccupazione a quasi il 4,5%. Un recente sondaggio Reuters tra gli economisti prevede una crescita economica nel 2026 di circa il 2%, leggermente al di sopra della maggior parte delle stime del tasso di tendenza, con un‘inflazione di fondo notevolmente superiore all’obiettivo della Fed del 2,8% e un tasso di disoccupazione medio del 4,4%, come a settembre.

La Fed potrebbe sorprendere il mercato con un’ondata di acquisti di buoni del Tesoro

Se il presidente Jerome Powell volesse fare una sorpresa natalizia ai mercati un’opzione sarebbe l’acquisto di circa 45 miliardi di dollari al mese di titoli di Stato a breve termine. Questa è la previsione fuori dal comune degli strategist dei tassi della Bank of America che, riporta Reuters, ritengono che la Fed annuncerà l’inizio dell’acquisto di grandi quantità di buoni del Tesoro a gennaio per mantenere “ampie” riserve nel sistema bancario ed evitare il tipo di crisi di liquidità che ha congelato i mercati monetari a settembre 2019. Le riserve bancarie hanno raggiunto il picco di 4,27 trilioni di dollari nel 2021 e di recente sono scese fino a 2,83 trilioni di dollari. Non si tratterebbe di un allentamento quantitativo, ma servirebbe ad abbassare i rendimenti a più lunga scadenza e stimolare l’erogazione di prestiti.

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