Condividi

Borse oggi, parte il countdown per la Fed, guardando oltre il taglio dei tassi. Listini poco mossi ma l’argento impazza

Oltre allo scontato taglio dei tassi da 25 punti base gli investitori scruteranno l’ultimo dot plot della banca centrale americana, le proiezioni economiche e i commenti del Presidente Jerome Powell soprattutto per intravvedere la traiettoria dei tassi il prossimo anno. Borse europee attese aprire sulla parità. Nuovo record dell’argento

Borse oggi, parte il countdown per la Fed, guardando oltre il taglio dei tassi. Listini poco mossi ma l’argento impazza

Il countdown è iniziato. Tra poche ore i mercati di tutto il mondo ascolteranno che cosa Jerome Powell dirà dell’economia Usa: dato per scontato un terzo taglio dei tassi da 25 punti base, gli investitori si concentreranno su ogni dettaglio che indicherà la traiettoria monetaria Usa di un 2026 che vedrà anche il cambio della guardia alla presidenza Fed. Il momento è così delicato che nessuno vuole rischiare in una direzione o nell’altra e le quotazioni da Wall Street all’Asia sono in modalità “zero virgola”. I rendimenti obbligazionari globali sono in rialzo, segnalando la preoccupazione che i cicli di tagli dei tassi di interesse dagli Stati Uniti all’Australia possano concludersi l’anno prossimo. Intanto è l’argento brilla di luce propria segnando un nuovo record , a circa 61 dollari l’oncia.

Molto più di un semplice taglio dei tassi per la Fed

Gli annunci di oggi da parte della Federal Reserve vanno ben oltre un semplice e praticamente scontato taglio dei tassi da 25 punti base, il terzo consecutivo quest’anno. L’attenzione sarà rivolta anche all’ultimo dot plot della banca centrale, (il grafico che mostra le previsioni anonime dei membri del Fomc sui futuri tassi), alle proiezioni economiche e ai commenti del Presidente Jerome Powell. La volatilità legata alla decisione è stata una delle caratteristiche distintive del trading azionario nelle ultime sei settimane, scavalcando anche i timori per una potenziale bolla dell’intelligenza artificiale e per l’impatto delle politiche commerciali Trump. Tutto ciò con almeno 2 corollari. Da una parte il fatto che le proiezioni economiche della Fed, saranno insolitamente presentate senza un intero trimestre di dati verificati a causa dello shutdown più lungo della storia, lasciando ampio margine di interpretazione e volatilità. Dall’altra la prospettiva di un Powell a fine mandato il prossimo maggio, con Kevin Hasset, grande sostenitore di una politica monetaria accomendante, ancorchè il favorito di Trump, in pole position. Ieri Hasset ha dichiarato di vedere ampio margine di manovra per abbassare sostanzialmente i tassi, anche più di un taglio di un quarto di punto.

Le aspettative che la Fed ridurrà il suo tasso di interesse overnight di riferimento di un quarto di punto percentuale, portandolo a un intervallo compreso tra il 3,50 e il 3,75%, sono salite dal 30% all’87% nelle ultime tre settimane, spinte in gran parte dal recente sostegno del presidente della Fed di New York, John Williams. Tuttavia, gli analisti prevedono che almeno cinque dei 12 membri votanti del Fomc avranno opinioni divergenti, rafforzando nei mercati l’idea che la Fed stia diventando più politica. In prospettiva ora i mercati vedono altri due tagli l’anno prossimo.

Gli ultimi dati macroeconomici, ancora ritardati rispetto al periodo di raccolta, sono quindi interpretati alla luce del 2026: dal Job Openings and Labor Turnover Survey del Bureau of Labor Statistics uscito ieri è emerso un importante incremento dei posti di lavoro vacanti ma anche un significativo aumento dei licenziamenti. Per quanto riguarda l’inflazione invece, l’ufficio personale di statistica di Donald Trump è perentorio nel negare che ci sia, o sia un elemento che la Federal Reserve debba considerare. Grazie alla sua presidenza, i prezzi stanno diminuendo “enormemente”. Durante un comizio in Pennsylvania volto a promuovere la sua politica economica, il presidente americano ha accusato l’opposizione democratica di promuovere una “farsa” quando denuncia il costo della vita ancora elevato. I due precedenti tagli della Fed di quest’anno erano volti ad affrontare l’indebolimento delle condizioni occupazionali, incluso un aumento del tasso di disoccupazione a quasi il 4,5%.

Wall Street poco mossa, ma pesano le vendite su JP Morgan

A Wall Street i tre indici principali si sono mossi poco, in attesa della Fed, sebbene in direzioni opposte. Il Dow Jones ha chiuso in calo dello 0,38%, Nasdaq in rialzo dello 0,13% l’indice S&P 500 ha chiuso in calo dello 0,09%, appesantito da JPMorgan che ha annunciato spese ingenti per il 2026. L’indice Russell 2000 delle società a bassa capitalizzazione ha raggiunto un massimo storico intraday ieri, prima di ridurre i guadagni e chiudere in rialzo dello 0,2%.

Dopo essere salito di quasi l’1%, l’indice bancario dell’S&P 500 si è indebolito, chiudendo in calo del 2% dopo che Marianne Lake, responsabile del settore consumer e community banking di JPMorgan Chase, ha dichiarato che la banca prevede che le spese saliranno a circa 105 miliardi di dollari nel 2026. Le azioni JPMorgan hanno chiuso in ribasso del 4,7%, registrando il calo percentuale giornaliero più elevato dal 4 aprile.

Anche le contrattazioni sui titoli tecnologici sono state instabili ieri. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che avrebbe consentito a Nvidia leader nei chip per l’intelligenza artificiale, di spedire i processori H200, i suoi secondi chip per l’intelligenza artificiale più potenti, in Cina, pagando una commissione del 25% su tali esportazioni. Tuttavia, un articolo del Financial Times ha detto che Pechino è pronta a limitare l’accesso a quei chip, mentre i sostenitori della linea dura cinese a Washington hanno criticato duramente l’amministrazione Trump per la sua decisione. Le azioni Nvidia hanno chiuso in ribasso dello 0,3% mentre l’indice dei semiconduttori di Philadelphia ha chiuso in calo dello 0,04%. È probabile che l’interesse degli investitori per la spesa in infrastrutture di intelligenza artificiale si concentrerà sui risultati attesi da Oracle e Broadcom più avanti questa settimana.

In Asia Pacifico le Borse contrastate. Splende l’Ipo di Meesho in India

Le borse asiatiche hanno registrato andamenti contrastanti, ma sempre di leggera entità, anch’esse nell’attesa della Fed. L’indice Nikkei di Tokyo è a -0,5%. Consolida le posizioni lo yen dopo tre giorni di perdita di valore rispetto al dollaro. Cross dollaro yen a 156,6.

In Cina rispunta l’inflazione, smorzando le aspettative di tassi di interesse più bassi, mentre i consumi sono ancora deboli, il che spinge verso la deflazione, in una congiuntura segnata dalla crisi cronica del settore immobiliare e dalla disoccupazione, soprattutto giovanile. L’indice Hang Seng di Hong Kong è a -0,4%. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen a -0,8%. Taiex di Taipei a +0,5%. Le azioni cinesi hanno perso slancio dopo l’ottima performance di inizio anno, trascinate al ribasso dalle preoccupazioni sulle valutazioni, dai deboli dati economici e dalla mancanza di segnali di stimolo da parte dei leader governativi.

La borsa di Seul è in lieve ribasso, con l’indice Kospi a -0,2%. In India, l’indice BSE Sensex di Mumbai è a +0,3%. Meesho, una piattaforma di e-commerce indiana, debutta oggi con un rialzo del 50% alla borsa indiana, un movimento di prezzo che conferma il crescente interesse degli investitori per le startup tecnologiche. Il titolo è scambiato a 172 rupie, conferendo alla società una valutazione di mercato di 758 miliardi di rupie (8,4 miliardi di dollari).

L’aumento dei rendimenti ha sostenuto il dollaro, ulteriormente favorito da un’ampia ondata di vendite di yen durante la notte, che sembrava essere guidata dai fondi che seguivano lo slancio. L’euro è salito a 182,12 yen, dopo aver raggiunto il massimo storico di 182,64 nella notte. La sterlina ha toccato picchi mai visti da metà 2008 a 208,95 yen.

L‘argento ha esteso il suo rialzo dopo aver superato per la prima volta ieri i 60 dollari l’oncia, con lo slancio derivante dalla scarsità dell’offerta e dalle scommesse sul calo dei tassi Fed. Oggi il metallo bianco è salito fino all’1,3%, raggiungendo il livello record di 61,4797 dollari l’oncia.

Borse europee viste aprire sulla parità. A Piazza Affari occhi a

Le borse europee sono viste aprire in sulla parità. L’indice Eurostoxx 50 è a -0,1%

Buzzi. Morgan Stanley taglia il giudizio da Overweight a Equal Weight, target 44 euro.

Campari. La capogruppo Lagfin si prepara a chiudere il contenzioso con il fisco italiano con 400 milioni di euro di risarcimento, scrive Reuters. Campari non è coinvolta.

Ferrari. Oddo taglia il giudizio da Outperform a Neutral, target da 430 a 340 euro.

Leonardo. JPMorgan alza il target da 58 a 63 euro. La Germania prevede la produzione di missili Taurus potenziati da 2029

Snam. Bernstein taglia il giudizio da Outperform a Market Perform, target 5,80 euro

Commenta