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Fattura elettronica: scatta l’obbligo per tutti i fornitori della Pa

Da oggi l’obbligo di fatturazione elettronica viene esteso ai fornitori di tutte le amministrazioni pubbliche – I rappresentanti legali delle imprese dovranno munirsi della firma digitale e di un software, oppure potranno usare una delle piattaforme gratuite online, come quelle fornite da Consip e dalle Camere di Commercio.

Il giorno della svolta è arrivato: da oggi è obbligatorio rilasciare la fattura in formato digitale per tutte le forniture alla Pubblica amministrazione. Secondo l’Osservatorio Fatturazione elettronica del Politecnico di Milano?, la novità coinvolge circa 21.500 enti pubblici (con i loro oltre 46mila uffici), 100mila fornitori abituali e 1,8 milioni di fornitori occasionali. Saranno scambiate 50 milioni di fatture elettroniche ogni anno per un valore complessivo di 135 miliardi di euro, tagliando i costi per la Pa di circa 17 euro per ogni fattura ricevuta e producendo un risparmio complessivo per il Paese pari a circa un miliardo e mezzo l’anno.

COME SI EMETTE UNA FATTURA ELETTRONICA

Aziende e professionisti possono offrire il servizio di fatturazione elettronica usando piattaforme gratuite oppure acquistando uno dei software disponibili sul mercato. Chi emette la fattura elettronica, inoltre, deve conservare la documentazione per almeno 10 anni (lo stesso vincolo temporale che si ha con le fatture di carta).

L’autenticità e l’integrità delle fatture telematiche sono garantite dalla firma elettronica di chi emette il documento e dal Sistema di Interscambio (Sdi), la piattaforma informatica gestita dall’Agenzia delle Entrate tramite la Sogei che consente all’amministrazione di ricevere le fatture, controllarle e trasmetterle agli uffici pubblici destinatari (le caratteristiche tecniche di un file di fattura elettronica devono soddisfare gli standard FatturaPA).

LA PIATTAFORMA GRATUITA CONSIP…

Una delle piattaforme gratuite è stata messa a punto da Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione: si tratta di uno strumento gratuito – disponibile sul mercato elettronico della Pa (Mepa) – che si rivolge esclusivamente alle Pmi e consente di generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche anche per gli acquisti fuori dal Mepa.

Per accedere al servizio, il rappresentante legale dell’impresa abilitata al Mepa deve possedere una firma digitale ed effettuare l’adesione compilando un modulo online (il processo di registrazione inizia qui). Esistono poi dei requisiti da soddisfare per essere ammessi: le aziende devono impiegare non più di 250 persone e aver chiuso l’ultimo bilancio con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro, oppure con un attivo patrimoniale che non vada oltre i 43 milioni.

…E QUELLA DI AGID-CAMERE DI COMMERCIO

A questo indirizzo è invece attivo il servizio base di fatturazione elettronica dedicato alle piccole e medie imprese iscritte alle Camere di commercio che abbiano rapporti di fornitura con le Pubbliche Amministrazioni. Il servizio è stato messo a disposizione dall’Agenzia per l’Italia digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con Unioncamere e Infocamere. Tutti i piccoli fornitori della Pa possono usufruirne, senza alcun onere per l’impresa, fino a un massimo di 24 fatture l’anno.

Dai siti web delle Camere di commercio, inoltre, è possibile connettersi direttamente alla piattaforma, che fornisce contenuti informativi sulla fatturazione elettronica e ospita anche il servizio. Le Pmi possono così adeguarsi alla normativa collegandosi al portale di servizio segnalato sulle home page delle Camere di commercio e di Unioncamere, senza dover scaricare alcun software.

Al servizio si accede previo riconoscimento del titolare dell’impresa tramite la Carta Nazionale dei Servizi (CNS), strumento introdotto dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) per l’accesso telematico ai servizi della PA, che consente la compilazione del documento contabile, l’individuazione della PA destinataria, la firma digitale, l’invio e la conservazione della fattura.

LE AMMINISTRAZIONI COINVOLTE      

Ad ogni modo, la fattura elettronica non è una novità assoluta. Ormai dal 6 giugno 2014 è scattato “l’obbligo di fatturazione elettronica per Ministeri – incluse le scuole di ogni ordine e grado -, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale”, scrive il Tesoro, chiarendo quindi che da oggi “si completa il raggio d’azione della fattura elettronica con l’estensione a Regioni, Province, Comuni, Comunità montane e a tutte le altre amministrazioni centrali”.

Rientrano nella lista anche “le amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo – prosegue la nota del ministero -, le istituzioni universitarie, le Camere di Commercio, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, Il Coni, tutti gli enti pubblici non economici compresi gli ordini professionali, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN)”.

RISULTATI E PROSPETTIVE

Dallo scorso 6 giugno al febbraio di quest’anno il Sistema di Interscambio ha ricevuto 2,7 milioni di fatture online, di cui quasi il 20% è stato scartato perché non conforme. Sempre secondo l’Osservatorio per la fatturazione elettronica, gli organi della Pa chiamati a prender parte alla prima tornata della misura erano stati 9.050, mentre quelli interessati dalla fase due sono in tutto 12.450. Dall’introduzione della fatturazione elettronica, la PA può ottenere risparmi diretti di circa un miliardo di euro l’anno, cui si aggiungono i benefici economici per le imprese fornitrici, pari a quasi 600 milioni di euro annui.

“La Fattura Elettronica alla PA potrebbe inaugurare un periodo di innovazione digitale pervasiva nelle relazioni di business e nei processi interni – ha commentato Paolo Catti, responsabile della ricerca dell’Osservatorio –. In questo contesto, infatti, digitalizzare non significa solo dematerializzare la carta, ma impostare una profonda revisione delle organizzazioni e del modo di lavorare alla luce delle opportunità offerte dalle tecnologie digitali. Per questa ragione, ora è opportuno non fermarsi alla sola Fatturazione, ma estendere il perimetro di riferimento all’intero processo logistico-commerciale e amministrativo-finanziario che va dalla creazione dell’Ordine alla chiusura del ciclo dei pagamenti e delle riconciliazioni”. 

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